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La poesia della settimana: Alberto Caeiro


Il poeta ospite della nostra rubrica di questa settimana è considerato una sorta di maestro di Fernando Pessoa. In realtà è più semplicemente un eteronimo inventato dallo stesso Pessoa, per il quale si inventò anche una biografia.
martedì 1 novembre 2011, di Piero Buscemi - 331 letture

Così come falliscono le parole

Così come falliscono le parole
 quando vogliono esprimere qualsiasi pensiero,
 così falliscono i pensieri quando
 vogliono esprimere qualsiasi realtà.

Ma, come la realtà non è
 destinata a dettare il pensiero,
 così la stessa realtà esiste,
 per non essere pensata.

Così tutto ciò che esiste,
 esiste semplicemente.
 Il resto è una specie di sonno
 di cui abbiamo bisogno,
 una vecchiaia che accompagna
 la malattia dall’infanzia.

Alberto Caeiro.Nato a Lisbona, avrebbe vissuto tutta la vita come contadino, quasi senza studi formali ma solo con una istruzione elementare; nonostante questo è considerato il maestro fra gli eteronimi, ma anche dall’ortonimo stesso. Essendo morti i genitori, visse con la zia di uno di loro, grazie a una modesta rendita. Morì di tubercolosi.

È noto anche come poeta-filosofo, ma rigettava questo titolo e propugnava una "non-filosofia". Credeva che gli esseri semplicemente "sono", e nulla più; era irritato dalla metafisica e da qualunque tipo di simbologia sulla vita. In altri termini non credeva che il linguaggio e il pensiero fossero mezzi adatti a conoscere la Realtà, poiché essa è altrove.

Possedeva un linguaggio estetico diretto, concreto e semplice, ma tuttavia sufficientemente complessa per il suo punto di vista riflessivo. Il suo ideale si può riassumere nel verso "C’è sufficiente metafisica nel non pensare a niente". La sua opera è raccolta nel volume "Poemas Completos de Alberto Caeiro".

Il giorno stesso in cui nacque Caeiro nella mente di Pessoa, il giorno trionfale, Pessoa lo concepì come già morto: egli fu il maestro prematuramente scomparso, di tutti gli eteronimi e dell’Ortonimo. Ciò che abbiamo di lui è un’opera postuma e il ricordo che ne avevano i suoi allievi.

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