Isola delle Femmine "le parole sono pietre"

Le elezioni amministrative a Isola delle Femmine falsate dall’intervento di affaristi costruttori portaborse e lobbisti di ogni risma. Voti messi all’asta per 500 euri?
di pino ciampolillo - martedì 7 luglio 2009 - 1823 letture

Le parole sono pietre (Carlo levi) Lo scorso 8 giugno abbiamo inconsapevolmente celebrato il funerale della democrazia a Isola delle Femmine: Il risultato elettorale che si è via via profilato durante lo spoglio, ha chiarito come il denaro abbia evidentemente falsato e orientato il consenso dei cittadini isolani. Il moltiplicarsi dei provvedimenti amministrativi di favore emessi dalla giunta Portobello nei giorni immediatamente anteriori al voto, le assunzioni concretizzartesi per pure finalità elettorali, gli interventi di manutenzione ordinaria realizzati straordinariamente poche ore prima di entrare nell’urna, le centinaia di migliaia di euro viaggianti per le strade di Isola – abilmente mosse da una squadra di costruttori di consenso a prezzi di mercato – hanno decretato la decadenza morale e politica della comunità isolana. Nel progetto Isola hanno trovato rifugio lupi ed agnelli –atei, santi e miscredenti – mafia e antimafia – guardie e ladri – ambientalisti e cementificatori – neri, bianchi, rossi, verdi e verdoni – il tutto miracolosamente cementato da un coacervo di interessi privati, personali, familiari e tribali. Isola delle Femmine non può dirsi rappresentata da chi ha estorto il consenso con le armi del ricatto occupazionale, economico, psicologico. L’operato della giunta Portobello 2004-2009 è stato di fatto nullo, la campagna elettorale del Progetto isola priva di contenuti dialettici, i candidati di punta perfetti sconosciuti, la ragione conduce ad un’unica ovvia conclusione: a vincere è stato il partito del mattone. Non i pescatori, non gli studenti, non le famiglie, non gli operai, non gli isolani d’adozione, non i disoccupati, non gli anziani: nessuno oggi si sente responsabile del risultato dell’8 giugno e nessuno vuole la paternità di un simile misfatto. Del resto i 1700 elettori del Progetto Isola non hanno espresso un voto, hanno firmato una cambiale. Le nostre affermazioni non sono la reazione a caldo di un gruppo sconfitto, le nostre denunce non sono un messaggio provocatorio, la virulenza dei nostri messaggi è figlia dello sdegno e dello scandalo che avete suscitato in tutti i cittadini liberi. La vostra non è una vittoria che vi dà onore, è la vostra resa alla paura di perdere la poltrona, con tutti i suoi privilegi e le sue garanzie: dei risultati dell’8 giugno non potete rimngraziare la gente, potete solo ringraziare il denaro. Che per inciso non era neppure vostro. E nessuno può dare copertura morale e legale a quel che avete fatto. Assicuriamo agli isolani l’impegno per un’opposizione libera, coraggiosa, determinata, ceh ripudia le logiche del compromesso: continueremo a opporci ad ogni tentativo di violazione dei diritti dei cittadini e di utilizzo privatistico dell’amministrazione pubblica. Portobello-Aiello non possono intimarci di tacere: se non parlassimo noi, urlerebbero le pietre.

Stefano Bologna Isola delle Femmine

http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.com/2009/06/oggi-10-giugno-alle-1310-due-funzionari.html


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