In un mondo di pericoli e sofferenze

Mi domando: abbiamo delle classi dirigenti globali in grado di avviare un processo di pacificazione? Non credo, non solo per l’ascesa della destra e di molti autocrati spregiudicati, ma anche perché le democrazie liberali...

di Luigi Boggio - sabato 6 gennaio 2024 - 1041 letture

Non sempre riusciremo a capire i drammi di chi vive sotto le bombe e che vede le loro case distrutte. Siamo distanti dalle sofferenze anche se non indifferenti. Ma sono loro che con i loro racconti provenienti dai teatri di guerra cercano di farci capire la loro condizione di sradicati vaganti senza un futuro. Una donna palestinese < il mio destino è segnato perché continuerò a vivere con mio marito e i miei figli sotto questa tenda per sempre e di qualche sacco di farina di aiuti internazionali > < Prima avevo una modesta casa, mio marito faceva un lavoro saltuario ma lavorava, mentre oggi sono in queste condizioni drammatiche >. Lo stesso racconto in condizioni diverse l’ho ascoltato da una signora ucraina. < La mia casa non esiste più, prima avevo un lavoro ora non più, un marito in guerra, un figlio in giro per la Polonia in cerca di fare qualcosa > < Non so quando potrò rientrare, vedere la ricostruzione e non vivere più di assistenza > < il destino mio e della mia famiglia è senza un domani >. In condizioni diverse i loro racconti li unisce in quanto domina l’incertezza del futuro.

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Gaza - immagini di una guerra

Questo sentimento potrebbe essere rimosso e superato se le potenze che dominano questo mondo raggiungessero degli accordi per riportare la pace in Palestina e in Ucraina con la fine delle ostilità delle parole e delle armi. Non solo in questi luoghi ma in tanti altri in perenne conflitto. Un mondo pacificato che metta da parte le armi e gli affari, affari che potrebbero sempre fare non di rapina ma di cooperazione al fine di creare sviluppo e lavoro. Una simile politica porterebbe benefici per i paesi interessati e globalmente. Anche sulle migrazioni si potrebbero avere dei benefici e non vedere più quelle tragedie in mare. Morti in guerra e morti in mare con i bambini vittime innocenti.

Mi domando: abbiamo delle classi dirigenti globali in grado di avviare un processo di pacificazione? Non credo, non solo per l’ascesa della destra e di molti autocrati spregiudicati, ma anche perché le democrazie liberali non godono di ottima salute per le crescenti disuguaglianze interne. L’America è terrorizzata per il possibile ritorno di Trump. I segnali ci sono tutti con gli ambienti oltranzisti e conservatori già al lavoro per il ritorno alla Casa Bianca, mentre i democratici faticano al loro interno non convinti della ricandidatura di Biden. A novembre prossimo vedremo la sfida di due vecchi signori Biden di 82 anni, Trump di 79 anni. Anche in Europa non a novembre ma a giugno ci saranno le elezioni per eleggere il nuovo parlamento. Due elezioni che potranno significare tanto per l’ America e l’Europa. Ma dipenderà dal voto e dagli orientamenti che emergeranno. Un quadro complesso di equilibri e di proposte tenendo presenti l’ascesa della Cina e dell’India perché si andrà sempre verso un Mondo Tripolare.

L’Europa rientrerà in questo quadro? Alcuni analisti sostengono di no a causa delle nostre debolezze e insicurezze politiche. Non sbagliamo per l’emergere di alcune crepe nel pensiero di alcuni governi dei paesi Europei compresa l’Italia. Avere la consapevolezza che viviamo in un mondo di pericoli e di sofferenze.

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gaza


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