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Il Formicoso: parco regionale d’Irpinia d’oriente

...E così il mio amico Franco Arminio volò sul Nido del Cuculo, per salvare l’ultimo nido, sopravvissuto alla caccia selvaggia e alla mega discarica regionale dei rifiuti che De Gennaro vuole realizzare in questo sito.
di Enzo Maddaloni - venerdì 25 aprile 2008 - 20847 letture

Alberta De Simone (Presidente della Provincia di Avellino - De Mitiana di ferro) dichiarò ad un giornalista nel 2004 che “Contrada Ischia, a Savignano Irpino, è stata scelta come sito per la discarica e li si farà” chiedendo ed ottenendo un gruppo di lavoro da parte dell’allora Commissario Straordinario Catenacci, per evitare che si facesse già all’epoca la discarica sul Formicoso (Comune di Bisaccia – AV, più vicino a Nusco).

Il Formicoso è uno dei punti più elevati dell’Appennino della Campania (arriva a 1000 mt slm) tra Valle dell’Ufita a nord e dell’Ofanto a Sud in Provincia di Avellino.

Questi terreni si caratterizzano per l’assenza di alberi ed oggi sono piantati per lo più a grano ed ospitano uno degli impianti di pale eloiche più grande d’Europa. Il Formicoso un tempo era ricco di boschi e di una flora e fauna, ormai anch’essa in via di estinzione. Il Formicoso è una zona ricca di sorgenti d’acque, anch’esse in via di estinzione.

Da pochi giorni è arrivato l’annuncio. Dopo Savignano anche il Formicoso viene individuato sito per una mega discarica regionale in Campania dal Commissario De Gennaro.

Il “gioco politico” alla fine si è spezzato. La difesa dell’area ha perso ogni “padrino” e viene riproposta dal Commissario di Governo Nazionale De Gennaro, con l’avvallo di Regione e Governo.

Nel frattempo torniamo a parlare di libertà, delle capacità di gestire il nostro futuro, e ci illudiamo di rendere "permanenti" le leggi (sulla provincializzazione dello smaltimento dei rifiuti, in questo caso) in questa condizione? La Regione Campania l’aveva votata pochi mesi fà in Consiglio Regionale la provincializzazione delle discariche.

C’è anche chi grida la seccessione dell’Irpinia dalla Campania ma forse è meglio essere "Comunità Provvisoria", non credete?

C’è anche chi sostiene, ancora oggi, che è in gioco il futuro dell’Irpinia, Cairano compresa, che è il posto dove vorrei realizzare “l’isola che non c’è”, http://www.comune.cairano.av.it/default.htm eppure, quello che è in gioco oggi, non è solo l’Irpinia, ma è la democrazia come valore di tutela, non solo di un territorio o di una parte di esso, ma sostanzialmente della dignità delle persone e di quel calore umano che non dovrebbe essere mai più prigioniero dei limiti della nostra storia e della politica fatta qui nel Sud Italia da uomini che hanno usato una logica di inciviltà e di divisione più che di comunità solidale.

D’altronde, solo così si spiegherebbe l’esigenza del commissariamento!

Alla politica toccava dire bugie per imbonirsi l’elettorato, ai "commissari di ferro" (spesso poliziotti o carabinieri) fare gli eroi e dire la verità, nuda e cruda! Da questa considerazione la domanda mi è sorta spontanea: Chi governa in Campania?

http://www.girodivite.it/CHI-GOVERNA-IN-CAMPANIA.html

Questa è una comunità che ha valorizzato il disumano, la non democrazia, senza neppure farci accorgere che c’era necessità di superare, come dice qualche amico anche il fatto di sentirsi egoisticamente: salernitani, napoletani, bisacccesi, arianesi, lionesi, savignanesi, piuttosto che conzesi, calitrani, andrettesi, cairanesi o altri ancora. E, semmai perché non anche leghisti e fascisti? E, pensare così di salvarsi!

Qual’è la differenza? Considerato che la storia andrebbe tutta uccisa perchè sempre scritta dai vincitori e mai dai vinti e perchè non c’è nessuna speranza di salvarsi così?...Non ci sentiamo ancora cittadini del mondo!

Franco Arminio, il mio carissimo amico poeta e scrittore (grande guerriero della luce), grande "rianimatore artistico" della "Comunità Provvisoria" è volato così sul Formicoso sul Nido del Cuculo.

Sono tre giorni che sta li a fianco al suo Cuculo per difendere così gli ultimi uccelli che li ancora dimorano, reduci della caccia selvaggia, e per evitare che si faccia la discarica per scaricare una parte, se non tutte il 1.000.000 di tonnellate di eco balle (?).

Erano mesi che non ci andava sul Formicoso però. E, non si era accorto che già da tempo era girata la voce della discarica anche tra gli uccelli. E, molti di loro già avevano abbandonato la zona a favore di altre più accoglienti, ed altre razze di uccelli, da oltre frontiera, erano arrivate lì in abbondanza.

L’altro giorno Franco mi ha telefonato dal sul Nido del Cuculo sul Formicoso e mi ha detto: "Enzoooo vedooooo, a parteeee il mio nidoooo e l’unico Cuculo sopravvissuto, solo Cornacchieeeee e Taccoleeeeee!?".

Ma come?.... (pensai).... Solo Cornacchie e Taccole? E, gli altri uccelli? Che fine hanno fatto? Già, anche prima di lui, sapevano che lì avrebbero fatto una mega discarica regionale? Mah!

"Enzooooo,.... Oggiiiiiii di Taccoleeeeee e Cornacchieeeee ce ne sonoooo in abbondanzaaaa nella zonaaaa......ma di.... Cuculi ne ho trovato uno solo.....mi sentiiiii?" .......mi gridò per telefono ....ed io "Siiiii ...Tiiiii... sentoooooo!...Francooooo mi meravigliaaaa che Tuuuuu non te ne sei accortoooo primaaaa della loro presenzaaaa, nonostante il fatto che mi dici che vai sempre in girooooo per paesiiiiiii........questo per te poteva essere un segno premonitoreeee.......speriamooooo però che non sia troppooooo tardiiiiii!"...

...."Siiiii lo speroooooo.....(rispose Franco).....Ioooo restooooo quiiiiii nel mio nidoooo del Cuculoooo ad aspettareeee.....tu dammi una mano...... domanda in giro se c’è qualcun’altroooo che vuole volareeee insiemeeee a meeee sul nido del cuculo? ".......

......"Va beneeee! (gli risposi) ..non Ti esporreee troppooooo però!?.......se no cadi giù e ti rompi l’osso del collooooooo!....e per favore non pensare di fare guerra al "formicossovo" pensa di proporre una soluzioneeeee.... !”

Le Cornacchie e le Taccole, prima di lui, si sono adattate alle mutate condizioni ambientali: ormai dopo la realizzazione di altre discariche nella zona dell’Irpinia frugano tra i rifiuti, ripuliscono i campi dagli scarti delle raccolte e non sono neppure preda dei cacciatori, perché duri ed indigesti.

Vi prego salviamolo il Formicoso ed il mio amico. Lui è tenero come il Cuculo.

La storia continua.......

La Comunità Provvisoria propone la realizzazione del...

PARCO REGIONALE dell’IRPINIA D’ORIENTE

.

La petizione è stata lanciata e sul Blog della Comunità Provvisoria è avviata una campagna di informazione per far capire cos’è l’irpinia; cos’è l’aria, il vento, la storia, il paesaggio.

IRPINI D’ORIENTE DI TUTTO IL MONDO UNITEVI:

Inviate una vostra email , commento qui o direttamente sul blog della "Comunità Provvisoria" http://comunitaprovvisoria.wordpress.com, aderite QUI alla petizione a sostegno della realizzazione del "PARCO REGIONALE dell’IRPINIA d’ORIENTE".

La proposta dell’area:

è delimitata naturalmente dal Parco Regionale dei Monti Picentini a sud e dal complesso del Vulture a est; a nord abbiamo la pianura della capitanata, a ovest il promontorio della Baronia.

I confini del parco sono dati dalla statale 7 a sud, dall’arcata dell’Ofanto, a sud sud-est; dal confine provinciale e regionale verso la Puglia, a nord-est; dalle sorgenti dell’Ufita a nord; dalla direttrice Sferracavallo - Mefite - Goleto a ovest. Area baricentrica il Formicoso con il Monte Toppo a 988 m. (cfr. zoomata al termine del post).

L’area del Parco coincide con la propaggine geografica orientale della Campania, una mammella, un altopiano che si insinua tra lucania e puglia; un pianoro a 800 m. slm che dal Formicoso scende ad abbeverarsi all’Ofanto e all’Ufita.

Due laghi artificiali all’interno dell’area, a Conza, sull’ Ofanto e sull’Osento la diga di Monteverde. Densità abitativa tra le più basse d’italia. E’ l’area del viaggio elettorale di Se Sanctis.

E’ l’area amministrata dalla comunità montana alta irpinia. Un’area di 720 kmq.; la distanza sulla direttrice Goleto-Monteverde è 40 km.; sulla ortogonale Calitri-La Toppa è 25 km. 50.000 abitanti ca.; 70 ab./kmq. Strade interne all’area : la statale 7 (appia), la 91, la 303 e la 399.

La Comunità Provvisoria sta costruendo una mailing list di giornali, tv, partiti e politici; si propone di inviare 1000 email al giorno con una foto e un testo e con il logo:

"VOGLIAMO un PARCO DELL’IRPINIA D’ORIENTE".

Per Saperne di Più:

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com

nella prima foto di antonio luongo: “il formicoso”, nella seconda immagine una mappa dei "confini provvisori" del parco realizzata a cura della "Comunità Provvisoria".


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Il Formicoso: parco regionale d’Irpinia d’oriente
25 aprile 2008, di : Enzo Maddaloni

DOMENICA 4 MAGGIO 2008 alle ore 16,00 primo appuntamento della "Comunità Provvisoria" a Sant’ANDREA DI CONZA (AV), probabilmente nella sede della vecchia Fornace o su, all’ex Seminario, per iniziare a parlare del Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente.

Per ulteriori aggiornamenti sulle iniziative consultare il sito della "Comunità Provvisoria".

Il Formicoso: parco regionale d’Irpinia d’oriente
30 aprile 2008, di : Enzo Maddaloni

Pensieri a volo radente sul Formicoso inviati alla Comunità Provvisoria:

"Questo è un posto che gli occhi li devi chiudere ogni tanto… Uno non può tenere gli occhi aperti tanto tempo di fronte tanta bellezza naturale e tanta civiltà come quella dell’Irpinia"

di Franco Arminio

e poi........

"Poi ci sono tornato una volta sull’Altura. Volevo essere lì che faceva sera - quiete. Volevo rivedere la salute di una notte irpina, e le luci dei paesi, e delle case sparse. E sentire il suono incantevole a sera, e lattiginoso quasi, delle piccole aziende. Volevo sentire i respiri, ma insieme capire il sudore di tanta fatica non esibita: respiri e sudore sono sorgenti. E “Le sorgenti cantano”, canta Federico Garcia Lorca. Ma non è che sia stato facile. Per me fare trenta chilometri seduto al volante, con i piedi nelle scarpe che frizionano, è come se uno mi chiedesse di raggiungere a nuoto un’isola lontanissima in mezzo all’oceano. Ma delle volte tocca vincerlo l’impedimento. E allora mi metto al volante, inizio a frizionare. Faccio le strade statali, così se mi prende l’ansia che mi dà vivere in questo mondo così tanto veloce e devo fermarmi, accosto e mi fermo tutto il tempo che serve a ritrovare fiato di persona. Ma quel giorno c’era una luce primaverile e salutare e volevo vincere l’impedimento. In verità speravo di arrivare prima che facesse sera, così magari mi prendeva il coraggio di telefonare a un amico di lì. Quando torni a trovarci?; e io con un filo di voce stagliuzzato dalla forbice dei chilometri e chilometri fatti rispondevo: Sono qui…; Come sei qui… dove stai di preciso… hai mangiato qualcosa almeno… Ma la questione di chiamare sarebbe diventata troppo complicata in tanto straripare di volti e nomi amici e cordiali… Li si vorrebbe chiamare tutti in una volta… e invece non si può che chiamarli ad uno ad uno ad uno ad uno… è per questo che ci stanno le Comunità… è per questo che ci sono… Questo è un posto che gli occhi li devi chiudere ogni tanto… Uno non può tenere gli occhi aperti tanto tempo di fronte tanta bellezza naturale e tanta civiltà come quella dell’Irpinia… È andata così come ho detto. Sono arrivato acciaccato e frizionato e frazionato - stagliuzzato dal viaggio. Era sera tardi. C’era la quiete della sera. Mi sentivo insieme come un ragazzetto vulnerabile a ogni cosa e un vecchio comprensivo e saggio su di un pendio. Avevo un occhio asciutto e l’altro bagnato. Guardavo le sagome maestose dei Picentini con quello bagnato però. Poi è arrivata l’alba. Poi è venuta Aurora. E di lì a breve quando i raggi tutti hanno preso a inchiodare l’Altura al celeste del cielo, all’aria, ai respiri, ai sudori, ai riposi di chi è tornato dopo tanta fatica fatta in ogni dove, ed è ritornato qui per l’incanto di qui… È stato allora che mi sono tolto di dosso i due maglioni in più che portavo, mi sono tolto la cuffia blu a striscette orizzontali bianche di quand’ero ragazzo e magro - lana grezza che picca. Ora ero in piena luce e piena aria e piena salute e mi sentivo rinato, pulito."

del poeta marchigiano Adelelmo Ruggieri

Il Treno dei Desideri dei Parchi dell’Irpnia
5 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni

Sarò un caso o altro ma questa “metafora” del: “Il treno dei Desideri” (come piace chiamarlo a me) sta già prendendo corpo e si chiama Prof. Antonio Panzoni di Taurasi (AV).

Ieri sera a Sant’Andrea di Conza (AV) si è riunita la Comunità Provvisoria ed ha parlato del parco e di come “unire” le esperienze.

Antonio ha scritto un libro sulla storia di questo pezzo di mondo che è la tratta “Ferrovia Avellino - Rocchetta S.A.- Con De Sanctis una rete del Sud”. Il suo impegno è rivolto al rilancio della Ferrovia da inserire in una rete più ampia del Sud al fine di favorirne lo sviluppo.

Ieri sera, appena tornato a casa (erano le 22,30 circa) dall’incontro a Sant’Andrea di Conza di domenica 4 maggio 08 mi ha telefonato (e subito mi ha detto diamoci del Tu).

Siamo stati a telefono fino alle 00,30 e mi ha raccontato il suo sogno …….

Vari Link:

http://www.liberamenteonline.com/ferrovia.htm

http://www.ilmondodeitreni.it/mioforum/topic.asp?TOPIC_ID=833&whichpage=4

E poi De Sanctis si rivolterebbe nella tomba anche vedendo che il Parco letterario che avevano creato a suo nome e che nel 2000, se non ricordo male, organizzò anche un treno straordinario ( http://www.parcoletterariodesanctis.it/album.htm ).

A volo gli ho fatto un’osservazione ma come è possibile che con tutta questa “storia” non c’è stato alla fine un punto di “incontro” tra le persone se non affidarsi alla “delega” per la soluzione dei problemi. E’ come se ognuno ha vissuto all’interno del proprio paese pensando di farlo fortezza, tanto da “nascondere” addirittura la Stazione Ferroviaria di Taurasi (AV). Quasi come se non si volesse contatto con il mondo.

Gli ho parlato anche di una ragazza (Filomena) che ieri sera parlava di “referendum per una nuova regione dell’Irpinia”, gli ho chiesto di dove sei?...E, Lei... “…sono Irpinica… ma ho vissuto molti anni in Svizzera…..i Cantoni”, è così ho compreso meglio i motivi della sua proposta.

A maggior ragione credo sempre più nella metafora di Michele Fumagallo (Comunitario Provvisorio) e come la Ferrovia potrebbe essere per il “nostro parco” un “ponte” per unificare la stessa Irpinia prima ancora di separarla dal resto del mondo e renderla autonoma. Chi nopn è causa dei propri mali?

Non serve neppure costruire nuovi ponti ma solo “riparare” quelli che già esistono.

http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof4.htm

http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof5.htm

http://www.ilmondodeitreni.it/avellino_rocchetta.htm

http://www.lestradeferrate.it/avrokkmaggi.htm

Il Prof. Antonio Panzoni ha messo a disposizione la sua esperienza e credo che questa “strada ferrata” potrebbe rappresentare per il parco o meglio per i parchi urbani una “nuova cultura” del fare che non può che passare attraverso la consapevolezza di ogni cittadino (prima) e di ogni politico (dopo).

La proposta di realizzare "PARCHI URBANI COMUNALI" e non nazionali e regionali (un piovuti dall’alto se noj con il riuschio di farne nuovi carrozzoni politici), per meglio definire attraverso un percorso delle tradizioni le diverse identità culturali, antropologiche (immagino la Stazione di Montemarano con il suo storico Carnevale e quella di Taurasi del vino, ecc), archeologico, enologico, ecc. affinchè ogni “stazione” diventi non solo luogo della memoria ma luogo di vita dell’Irpinia.

La vera premessa per questa azione è la non individuazione di un solo parco dell’Irpinia d’Oriente ma di tanti Parchi Urbani e Comunali a tema che nel loro insieme “riparino” la linea Avellino - Rocchetta.

Qui rispondo anche alla ragazza “svizzera” l’unità e l’identità di un popolo non è realizzata dai suoi confini fisici e dalla lingua, ma dall’apertura all’altro costruendo realizzando e recuperando i ponti.

Viaggiamo nella bellezza, nei parchi urbani dell’Irpinia….con il "Treno dei Desideri".

Il Parco prende corpo,,,,,,proposta di Legge Regionale
6 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni

Il 4 maggio si è tenuto il primo incontro a Sant’Andrea di Conza per discutere sul "Parco dell’Irpinia d’Oriente".

La bellissima giornata ha fatto da cornice al folto gruppo di partecipanti fin dal mattino nella visita al Parco Archeologico della vecchia Compsa. Un piccolo incontro di calcio. Una pizza rustica e di maccheroni un bicchiere di buon vino e formaggio in quantità ha anticipato l’incontro del pomeriggio nell’aula consiliare del comune, dove tutti si sono confrontati sul sogno....

Come andrà a finire?

Mah chi sà chi lo sa!

Per il momento c’è una proposta di Legge Regionale..la storia continua su.....

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/

Una Piramide nel Parco dell’Irpinia d’Oriente.....
12 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni |||||| Sito Web: Una Piramide nel Paqrco dell’Irpinia d’Oriente

“E, perché non ci facciamo costruire una Piramide?”

Prendo spunto da un "post" di Sabina Lenoci (*) dal titolo "Tra arte, ecologia e urbanistica" pubblicato sul blog della "Comunità Provvisoria" http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/

Sabina dice "....Il progetto per lo spazio aperto può considerarsi un vero e proprio laboratorio di sperimentazione di nuove ipotesi sulla città contemporanea, in continuità con una lunga tradizione che ha avuto avvio negli anni Sessanta negli Stati Uniti. L’“uscita nel territorio” per gli artisti che diedero vita alla land, la process, l’earth, l’environmental art inaugurò un proficuo percorso di lavoro in parte artistico e in parte urbanistico, interessato a una rifondazione della civiltà urbana nel territorio."

Nella storia del mondo siamo sempre stati abituati a nascondere la munnezza e pensare così di aver risolto ogni problema.

Su questa semplice condizione del “nascondere” abbiamo di fatto “delegato”, a come nasconderla, alla camorra ed alle eco-mafie.

Credo che oggi, per rompere questo circolo vizioso, sono maturi i tempi per un "cambio del paradigma": non nascondiamo più la munnezza anzi facciamola vedere (cosi la controlliamo meglio).

L’esperienza artistica dell’arte della terra applicate alle nuove tecnologie, come ci suggerisce Sabina, ci può “far emergere dal nero”, trasformando così in ricchezza sociale e culturale la munnezza.

Questo è il cambio del paradigma.

Nel parco dell’Irpinia d’Oriente manca una "PIRAMIDE", perché non ce la facciamo costruire affidando il progetto a chi ha già esperienza in questo campo?

Il ’’paradiso’’ della mondezza vicino a Tel Aviv

http://www.freeonline.org/articoli/com/cs-25724/Il___paradiso___della_mondezza_vicino_a_Tel_Aviv

Il parco dei Tel Aviv ………

http://www.ayalon-park.org.il/Eng/

(*)

Sabina Lenoci, architetto, è dottore di ricerca in Urbanistica. Attualmente insegna Urbanistica allo iuav nel biennio di specializzazione “Architettura e città”. Tra le sue più recenti pubblicazioni: “Percorsi”, in Segni (2002); “Immagini”, in Torino, il villaggio olimpico (2005); Il progetto delle strade come luogo di sperimentazione per il progetto urbanistico contemporaneo (2005). Dal 2002 dirige il settore Urbanistica del Comune di Chioggia.

RELAZIONE PER IL PARCO REGIONALE DELL’IRPINIA D’ORIENTE
12 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni |||||| Sito Web: http://comunitaprovvisoria.wordpres...

Una proposta di Legge Regionale per l’istituzione del Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente.

Qui si può scaricare e leggere la relazione di accompagnamento alla proposta di Legge Regionale elaborata dalla "Comunità Provvisoria"....

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/11/parco-dellirpinia-doriente-relazione-illustrativa/

Viaggio nella bellezza del "Parco dell’Irpinia d’Oriente”
13 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni

Non capivo perché mi piaceva cosi tanto il vostro paesaggio.

E, perchè mi piaceva così tanto l’idea di non aver fretta nel viaggiare con la mia moto del tempo per giungere fino a voi e nel fare delle cose così umane, come, guardare e godere del silenzio.

Legge Regionale o Legge Trasversale, dal Basso o dall’Alto, d’Oriente o di Ponente…adesso l’ho compreso.

E’ femmina!

Le dolci curve delle colline. Le pelose insenature delle vallate. Le chiome bionde al vento. Il carattere autonomo e fiero. Gli sguardi profondi che colmano gli spazi infiniti dell’anima. Il calore di quei sguardi che ti rubano il cuore. Treni come serpenti che si insinuano nei dolci pendii. Il profumo che ti inebria l’animo e ti fà sognare.

Ecco questo è la “parca” immagine di cui mi sono innamorato.

Lo sò, c’è stata anche la sommossa delle femministe e adesso dei municipalisti, dei seccessionisti e degli associazionisti, dei sessantottini e dei priori, eppure credo che ci debba essere (adesso) una nuova dimensione del senso (ideale o sogno)e del reale.....una nuova umanità.

E, già ma è proprio questo: un parco che parli di una nuova umanità e non di leggi e regolamenti.

Non più solo di “generi”: del maschile o del femminile, ma di persone.

Non di persone comuni ma di persone speciali perchè semplici. Persone, che ritrovano le ragioni dello stare insieme anche se provvisoriamente. Persone che riscoprono i bisogni uscendo dai propri limiti e confini. Persone che si accorgono della loro natura e del loro carattere senza respingere l’altro. Persone che non si negano allo sguardo ed agli abbracci. Persone che non si chiudono nella riserva senza riserva. Persone che condividono e ne fanno uno. Persone, che vivono questo mondo, sempre più con gioia e con meno egoismi. Persone che unifichino il senso ed il reale, il loro femminile ed il loro maschile, la loro naturale bellezza. Persone che stanno insieme, sotto gli alberi e nei prati. Persone che sanno amarsi. Persone che giocano e ridono di se stessi prima che degli altri. Persone che pensano alla loro terra che genera e non dei generi. Persone che vivono una vita vera ed il meno artificiali possibile. Persone che vivono nella libertà, nella consapevolezza, nella comprensione dell’altro condividendo e praticando i propri sogni. Persone che non si escludono. Persone diverse rispettose delle diversità. Persone che si uniscono senza paure. Persone che sanno far volare la loro anima appesa alla coda di un aquilone tra la terra e il cielo. Persone che non piangono più i propri figli. Persone che ritornano a sperare nel domani, in un domani che supera il passato. Un passato che guarda al presente senza nessuna ambizione nel futuro. Un presente che è già adesso. Un cielo terso. Un colore non perso.

E, si! E’ proprio femmina d’oriente, questa terra di nessuno che tutti vogliono "bucare" senza amare.

“Orientale” con i suoi occhi scuri. Occhi che scrutano gli specchi d’acqua dei laghi e dei fiumi e ti rivelano il futuro. Un futuro più roseo come il cielo al tramonto che qui si spera.

E, così la speranza illuminerà le stelle che finalmente riusciranno a guidare lo sguardo oltre la tristezza, per farti di nuovo sorridere.

Le stelle qui ti fanno veramente compagnia. La stella polare del tuo cuore così ti fà strada. E, la luna non resta sola ad aspettare, insieme a te, in questi luoghi, che questa femmina sia gravida di una nuova umanità.

"Finchè c’è piega c’è speranza. Uacc Uaa Nanosecondo

RISCHI IDROGEOLOGICI DELLA DISCARICA SUL FORMICOSO (AV)
18 giugno 2008, di : Enzo Maddaloni

COMUNITA’ PROVVISORIA, il blog dei paesi e delle montagne.......

NO alla DISCARICA sul FORMICOSO, considerazioni del Prof. Egidio Miele(Professore ordinario di Farmacologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Sassari)

Analisi dei rischi connessi alla designata discarica di PERO SPACCONE (Formicoso) in relazione al bacino idrico del Lago di Conza (che da acqua alla Puglia) ed alla vocazione intrinseca della porzione di territorio interessata all’area del PARCO DELL’IRPINIA d’Oriente....

il parco per noi già c’è...

Per saperne di più sull’argomento:

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/17/formicoso-analisi-dei-rischi-del-prof-miele/#more-955

Vento forte tra Lacedonia e Candela ....
12 agosto 2008, di : Enzo Maddaloni

... La scuola di paesologia di Franco Arminio (autore dell’omonimo libro del titolo di questa presentazione), potrebbe assegnare la bandiera bianca ai paesi più sperduti e affranti, i paesi della resa, quelli sulla soglia dell’estinzione...........

http://www.girodivite.it/Vento-forte-tra-Lacedonia-e.html

FORMICOSOLO: LUCCIOLE NEI BaRaTToLi!
16 agosto 2008, di : Enzo Maddaloni

NESSUNA DISCARICA sul FORMICOSO !

Lunedì 18 agosto 2008 ore 18,00

ALTOPIANO del FORMICOSO - ANDRETTA (AV)

Giornata di sensibilizzazione nazionale dell’opinione pubblica contro la costruzione di una nuova discarica sull’Altopiano del Formicoso, nel cuore dell’Alta Irpinia.

Interverranno: VINICIO CAPOSSELA, FRANCO ARMINIO, LA BANDA MUSICALE CITTA’ DI CALITRI, PASQUALE E PAOLO INNARELLA, CATERINA PONTRANDOLFO, JAMBASSA+KETAMO, MOLOTOV, SIMONE CAROTENUTO E TAMMURIATI DEL VESUVIO, FOLSKA e altri cantori locali e paesani.

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/08/14/comunicato-stampa/

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/08/13/formicoso-festival/#comment-5270

VAI FACILE: Il Formicoso è GIà PaRco dell’Irpinia d’Oriente
19 agosto 2008, di : Enzo Maddaloni

VAI FACILE, questo lo slogan sussurrato ieri sera al mega concerto sul Formicoso da Ciccillo Di Benedetto di Andretta e fatto proprio da Vinicio Capossela.

VAI FACILE , pensa leggero, credici, liberati, unisciti, il Formicoso ce la farà anche questa volta.

VAI FACILE, il Formicoso ce l’ha già fatta; non è più un nome sul blog o sui giornali.

Diecimila persone hanno respirato ieri la polvere di grano del Formicoso; e se la porteranno dentro.

VAI FACILE, il grano e la terra sono dentro gli irpini.

Contro l’ingiurioso tentativo di esproprio in atto, gli irpini si stanno riappropriando della propria terra. Non interessa il possesso fisico adesso. Bene tutti i gonfaloni riuniti ieri al Formicoso, bene tutti i sindaci sul palco (per la prima volta insieme senza riverenze al politico di turno), bene i ragazzi di ogni paese a ballare e cantare, bene don rino che legge il messaggio del Vescovo, bene la grande generosità di tutti gli artisti intervenuti gratuitamente, bene la resistenza di Franco Arminio e la comunicazione sul Parco della Comunità Provvisoria. Benedetto Vinicio e la sua banda.

La TERRA del Formicoso deve unire; è una terra che ha dato grano, una terra che ha tolto la fame.

E’ la nostra ancora sul mare dell’esistenza dei piccoli paesi e delle montagne.

In fondo, siamo qui in Alta Irpinia da millenni per la Terra.

Come, chi, ha potuto mai pensare di mettere l’immondizia dentro ai campi di grano ?

Chi può sostenere che la spazzatura è meglio del pane ?

E’ l’eterna lotta tra il bene e il male. Tra la stoltezza e la ragione. Forza Formicoso. Ce la faremo. Facciamo circolare.

VAI FACILE.

(Angelo verderosa Comunitario Provvisorio)

2 OTTOBRE ore 10,00 al FORMICOSO
30 settembre 2008, di : Enzo Maddaloni |||||| Sito Web: http://comunitaprovvisoria.wordpres...

MANIFESTAZIONE 2 OTTOBRE ore 10,00 al FORMICOSO.

Si sta preparando la più grande manifestazione popolare nella storia dell’IRPINIA.

L’appuntamento alle dieci del mattino è alla casetta catoniera di Andretta (AV) o a quella di Bisaccia (AV), dipende da quando volete camminare.

Il Formicoso: parco regionale d’Irpinia d’oriente
RELAZIONE SUL RETICOLO IDROGRAFICO DEL FORMICOSO Loc. Pero Spaccone (SITO DISCARICA)
14 ottobre 2008, di : Enzo Maddaloni

Studio e relazione dei dott. Sabino Aquino e dell’Ing. Franco Maselli del reticolo idrogeografico pero spaccone - formicoso (zona interessata al sito della discarica regionale).

Quanto segue perchè tutti si rendano conto dello scempio che si sta consumando sul nostro territorio, a danno dell’ambiente e della nostra salute. Riportiamo il reticolo dell’Ofanto e dei torrenti suoi affluenti, elaborato dall’idrogeologo dott. Sabino Aquino e la relazione dell’ing. Franco Maselli,presidente dell’Alto Calore, che vogliono rappresentare una rielaborazione della situazione reale della zona del Formicoso, dove si intende realizzare la megadiscarica.

L’iniziativa del 12/ottobre/2008, a Bisaccia (AV), presso il centro polifunzionale,ha visto coinvolti i sindaci del territorio, il comitato antidiscarica in cui è stato presente l’on. Roberto Musaccia, capogruppo di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo, il segretario provinciale del Prc Gennaro Imbriano, il presidente della comunità montana "Alta Irpinia" Giuseppe Di Milia, l’assessore comunale Agostino Pelullo, Franco Arminio, Michele Di Maio di Legambiente regionale oltre al presidente dell’Alto Calore Maselli e al presidente del Parco Monti Picentini Sabino Aquino.

La provincia di Avellino ha un ruolo strategico nella gestione e nel coordinamento di diversi sistemi idrici dell’Italia meridionale.L’attuale assetto infrastrutturale evidenzia, infatti, che le acque dell’Irpinia ricadono al centro di un complesso sistema di interscambi idrici interregionali che interessano sia il comparto potabile che quello irriguo.

Gran parte delle risorse captate da alcuni tra i più importanti acquedotti italiani (Acquedotto Pugliese S.p.A., Azienda Risorse Idriche Napoli S.p.A. e Alto Calore Servizi S.p.A.), vengono destinate all’approvvigionamento potabile di oltre cinque milioni di abitanti delle Regioni Campania, Puglia e Basilicata per una portata media annua di circa 13 mc/sec., prelevata dalle sorgenti di Cassano Irpino, Caposele, Serino, Beardo, Sorbo, Senerchia, Calabritto, ecc..

L’articolato e delicato assetto idrogeologico del territorio irpino impone necessariamente una pianificazione coordinata, di breve e lungo periodo, dell’uso delle acque sotterranee e superficiali.

Detta pianificazione, basata sulle reali potenzialità degli acquiferi e sul principio di sostenibilità della risorsa, deve agevolare, a livello interregionale, i processi di interscambio tra i vari sistemi acquedottistici e garantire qualità e quantità della risorsa per le molteplici esigenze socio-economiche dell’utenza.

In tale ottica, è di fondamentale importanza la conoscenza idrogeologica del territorio, valutata anche in termini di analisi delle caratteristiche quali-quantitative dei diversi scenari idrodinamici, in relazione soprattutto alle locali evoluzioni antropiche.

Supportato dai dati disponibili e da nuove ed inedite acquisizioni derivanti da attività di rilevamento geologico ed idrogeologico di campo, il Servizio Idrogeologia dell’Alto Calore Servizi S.p.A., in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli “Federico II” e con il Dipartimento di Studi Geologici e Ambientali dell’Università del Sannio, ha realizzato e pubblicato una ricerca scientifica di carattere idrogeologico che compendia quanto attualmente noto sulle risorse idriche sotterranee della provincia di Avellino.

L’analisi idrogeologica espletata ha consentito di individuare i principali acquiferi e, nell’ ambito di ciascuno di essi, di definire:

a) le caratteristiche tostratigrafiche, strutturali ed idrologiche dei diversi complessi carbonatici;

b) gli schemi di circolazione idrica sotterranea delle principali falde;

c) le interconnessioni esistenti tra i diversi bacini sotterranei interagenti;

d) gli interscambi tra falde e fiumi;

e) la potenzialità delle principali risorse;

f) le caratteristiche chimico-fisiche delle acque sotterranee.

Inoltre, per talune falde sono stati analizzati gli aspetti idrodinamici e di salvaguardia all’inquinamento, connessi con fenomeni sia sismici sia carsici.

L’analisi integrata dei dati geologici e idrogeologici ha consentito di definire i principali caratteri di vulnerabilità intrinseca degli acquiferi all’inquinamento e di identificare quei fattori che, localmente ed ad ampia scala, possono accrescere il rischio di contaminazione della risorsa.

Inoltre, sono state individuate le principali aree di interesse termo-minerale e descritte le loro peculiari caratteristiche chimico-fisiche, in relazione ai diversi meccanismi di mineralizzazione e di termalizzazione delle acque.

Infine, sono stati anche analizzati i caratteri intrinseci di vulnerabilità all’inquinamento degli acquiferi ed è stato elaborato un primo modello teorico inerente la suscettibilità dei diversi corpi idrici sotterranei ai fenomeni di contaminazione antropica.

Le conoscenze acquisite sono state sintetizzate in una Carta Idrogeologia della Provincia di Avellino, in scala 1:100.000, allegata alla presente nota, in cui sono contenuti lo schema di circolazione idrica sotterranea, la carta di vulnerabilità all’inquinamento ed alcune ricostruzioni esemplificative di scenari idrodinamici tipici di importanti risorse dell’Irpinia.

Nella predetta carta, sono inoltre, presenti elementi informativi inerenti ai principali corpi idrici superficiali, sia naturali sia artificiali (invasi).

Gli studi condotti evidenziano anche, in modo inconfutabile, come la Provincia di Avellino sia oggetto, nell’ambito della ben nota emergenza ambientale e sanitaria, di un’azione antropica fortemente aggressiva rispetto ai vulnerabili e instabili equilibri ambientali che si sono determinati e stabilizzati nel corso di millenni e che, di fatto, hanno reso questo territorio un sito fondamentale, insieme a quelli ricadente nei Parchi Regionali dei Monti Picentini e del Partenio, di “alto valore strategico ambientale” non solo per la Regione Campania ma per l’intero meridione d’Italia.

La localizzazione frazionata di tre ampie discariche sul territorio irpino e di una quarta, ubicata nel Comune di S.Arcangelo Trimonte (BN) a circa due chilometri dal confine della provincia di Avellino (bacino idrograficio del fiume Calore), peraltro eseguite in periodi molto diversi, sulla base di studi localizzati esclusivamente all’area di interesse e mai estesi all’intero status orografico e idrogeologico del territorio che viene interessato dagli effetti ambientali ingenerati dagli scarichi aeriformi e liquidi, hanno determinato, nel complesso, una situazione di altissimo rischio ambientale e umano soprattutto per gli effetti che avranno sulla qualità delle risorse idriche prelevate da fonti superficiali e sotterranee, spesso localizzate a pochi chilometri dai siti prescelti.

In particolare, la realizzazione di una piattaforma di raccolta di rifiuti solidi urbani, in località “Piana di Pero Spaccone” del Comune di Andretta, rappresenta un potenziale pericolo di inquinamento delle acque di corrivazione defluenti nel fiume Ofanto e, più specificatamente, per quelle accumulate nell’invaso di Conza della Campania (volume di acque invasate pari a circa 50 milioni di metri cubi) di cui una aliquata idrica, pari ad un metro cubo al secondo, sarà a breve immessa nel sistema acquedottistico dell’Acquedotto Pugliese e, quindi, destinata al consumo umano.

Tenuto conto che terreni affioranti nel comprensorio prescelto, sono costituiti dal Complesso degli Argilloscisti Varicolori, caratterizzato da un grado di permeabilità pressocchè nullo, non puo’ sottacersi come la medesima impermeabilità, sia superficiale che profonda, incrementi sensibilmente non solo il deflusso delle acque zenitali ma anche le velocità di scorrimento con la conseguenza, naturale ed ovvia, che tutti gli agenti inquinanti presenti nella coltre superficlale saranno completamente trasportati, per dilavamento, nel fiume Ofanto e, quindi, nella richiamata diga di Conza della Campania.

Non è peraltro condivisibile, a difesa del sito destinato a discarica, la tesi legata alla distanza esistente tra l’area prescelta e la diga di Conza della Campania: i nove chilometri esistenti tra la Piana di Pero Spaccone e l’invaso di Conza non solo non escludono l’ipotesi di inquinamento delle acque invasate ma non ne riducono neanche il rischio in quanto, per l’impermeabilità dell’intero complesso argilloso, l’unica aliquota non destinata a raggiungere l’invaso è esclusivamente quella soggetta all’ evaporazione atmosferica.

Il comprensorio prescelto, in aggiunta, non solo è parte integrante del bacino idrografico del fiume Ofanto ma presenta una morfologia così articolata e differenziata da determinare un reticolo idrografico caratterizzato da una molteplicità di torrenti, valloni e ruscelli che sfuggono a qualsiasi azione futura di controllo e di monitoraggio (vedasi allegato schema del reticolo idrografico del fime Ofanto).

Non va inoltre trascurato che nel corso degli anni, anche con un’ottimale gestione dell’area adibita a discarica, nelle fasi iniziali di esercizio, potrebbero verificarsi gravi inconvenienti connessi sia all’elevato grado di sismicità della zona (Prima Categoria Sismica - S = 12) sia alla prevedibile caduta, nel tempo, della efficienza della gestione e soprattutto dei sistemi di controllo della discarica.

Pertanto i danni ambientali che subirà il fiume Ofanto sono, quindi, non solo prevedibili ma quasi certi alla stregua di quelli che si osservano, a livello di sottosuolo nelle aree limitrofe alla discarica di “Difesa Grande” nel Comune di Ariano Irpino che dopo essere stata messa fuori esercizio, dovrà essere sottoposta a consistenti interventi di bonifica.

Per gentile concessione degli autori Dott. Sabino Aquino e l’Ing. Franco Maselli

(Quest’ultimo:Presidente Alto Calore Servizi S.p.a.)

    RELAZIONE SUL RETICOLO IDROGRAFICO DEL FORMICOSO Loc. Pero Spaccone (SITO DISCARICA)
    28 marzo 2011, di : Gloom

    Innanzitutto complimenti per l’articolo più che esauriente.. Per ricerche personali sarebbe chiedere troppo poter avere una cartina fisica dell’Irpinia con profilo idrografico?