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Giovanni Di Fede: l’arte e il talento, per caso

Un pittore, la sua arte: "lo sono per caso ed il valore della mia arte lo lascio giudicare agli altri".
di Paola Fagone - martedì 14 dicembre 2004 - 7977 letture

Giovanni Di Fede, nasce a Palermo, dove attualmente vive e lavora; schivo e sensibile, come egli stesso si definisce, è molto lontano dal cliché dell’artista, dai suoi stessi luoghi comuni.

Uomo distinto ed elegante, rifugge i cenacoli culturali, dove gli artisti sono costretti a prostituire la loro valenza e vendere al migliore offerente la spontaneità e l’ingenuità creativa.

Senza riserve, giudica male i colleghi "venduti" al business facile, lui che non si definisce un’artista; che dubita, con estrema modestia, del suo stesso talento.

Quando gli chiedo come si è scoperto pittore, risponde: "lo sono per caso ed il valore della mia arte lo lascio giudicare agli altri".

Autodidatta, non ha mai frequentato accademie o scuole, perché ne detesta il dogmatismo convinto che la funzione delle scuole d’arte debba limitarsi ad istruire sulle tecniche e non sui contenuti. Giovanni Di Fede scopre la sua inclinazione artistica "da grande". Per caso, appunto.

Attento osservatore dei grandi maestri, comincia con una tecnica rudimentale che si evolve attraverso l’esperienza artistica, oramai trentennale. Il suo talento, manifestato spontaneamente, si genera quando scopre di non potere suonare la tromba, strumento che ama, per motivi di salute.

Costretto ad interrompere con la musica, dirotta le sue energie creative per un’altra forma espressiva, apparentemente meno impegnativa, la pittura. Il resto lo ha fatto l’amore per la sua terra, la Sicilia, i suoi luoghi scolpiti nel passato, nelle strade che portano al mare di Finale di Pollina, piccolo centro delle Madonie, in provincia di Palermo; luogo secondo la leggenda, consacrato ad Apollo, dio della poesia, degli oracoli, della luce e del sole. A Finale di Pollina, il maestro Di Fede, passa lunghe giornate estive; seguendo la corrente paesaggistica, curioso com’è, ricerca angoli che lo riporteranno indietro nel tempo, ad un passato perduto, a quelle immagini familiari che lo vedono bambino e poi adolescente.

Scenari che la modernità ha spazzato via, ma che esistono ancora, nascosti nei paesaggi incontaminati della nostra Sicilia.

La sopravvivenza spirituale è ciò che lo spinge a creare, convinto che la solarità delle sue opere rafforzi il suo ottimismo e la fiducia nel futuro. Le opere di Giovanni Di Fede hanno i tratti marcati della china, che utilizza puntigliosamente, come se volesse tracciare confini netti e precisi tra la forma ed i colori; colori vivacissimi che sembrano restituire i contrasti cromatici dei paesaggi mediterranei. I suoi cieli azzurri, le nature morte, i paesaggi campestri ed una solarità espressa con gli intrecci di frutta ed il lavoro dei campi, sono il risultato del suo occhio avido di immagini da rievocare e trattenere; innamorato dei paesaggi meridionali, attento osservatore del lavoro dell’uomo, dell’alternarsi delle stagioni, trionfa nella scelta dei colori, mai stemperati, ma brucianti.

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oltre la finestra i papaveri
di Giovanni di Fede

Dipingere gli permette di sentirsi vivo, vitale, ancora capace di trascrivere emozioni, delle quali sente egli stesso urgente bisogno. "Temo di non riuscire ad avere energie sufficienti per potere finire ciò che la mia mente ha visto e vuole ricreare nella tela". Si stanca e contemporaneamente si esalta, si annoia.

Un’inquietudine lo trascina, vuole che si arrenda alla sua stessa frenesia, vuole che soccomba alla passività, all’ozio, che invece rifugge con tutte le sue forze. L’arte, la sua ragione di vita, è ciò che gli permettere di esistere, di sopravvivere a quel pessimismo che è possibile cogliere chiacchierando con lui.

Gli inverni a Palermo servono per compiere il suo lavoro, ovvero tracciare immagini, da riempire di emozioni, di luce e di ombre, di tramonti sul mare, di messi copiose, di finestre spalancate ai doni della natura.

Ritornerà con la bella stagione a Finale di Pollina, per rubare l’anima agli scenari che si offrono generosi, radiosi e palpitanti di vera bellezza. In attesa di una personale, prevista per la prossima primavera, lo si può ammirare nella Galleria "Li Arte Giotto", di Via Giotto, 78 a Palermo.


Su Giovanni Di Fede, vedi anche il sito: www.giovannidifede.it


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