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Fermo immagine, di Susan Glaspell

FERMO IMMAGINE : Inezie e Il sorriso di Howie / di Susan Glaspell ; a cura di Alessandra Calanchi. - Galaad 2022.

di Maria Teresa Cassini - giovedì 24 marzo 2022 - 1155 letture

Sono rimasta letteralmente stregata da Susan Glaspell, un incontro letterario davvero memorabile. Un mondo domestico e casalingo quello di Inezie, fra tegami nel lavello, bottiglie di sciroppo nella credenza, una trapunta in corso d’opera sul tavolino, la cui convenzionalità è sovvertita quando spuntano, fra gli arnesi del cucito, una gabbietta dalla porticina rotta e il corpicino di un uccelletto dal collo violentemente ritorto. Quel suo canto strozzato, come strozzato è stato il canto della donna che ne amava la discreta presenza, apre il baratro di una profonda e scandalosa differenza femminile: desideri altri, relazioni altre, saperi altri.

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Fermo immagine - copertina del libro di Susan Glaspell

Una dimensione irrimediabilmente estranea a quella dei tre uomini fuori campo alla ricerca di tracce nella stanza del delitto, anzi del vero e unico delitto.  Nulla è spiattellato in questo atto unico, bensì tutto è suggerito grazie al miracolo di un grande stile che non teme i vuoti, le sospensioni, le esitazioni. Lo scambio di battute sembra sempre restare sulla superficie, su ciò che immediatamente appare, ma basta una piccola increspatura per aprire un baratro e per raccontare un’altra storia. Quella della donna che prima del matrimonio cantava, affidando all’unicità della sua voce l’unicità della sua persona.

Anche in Il sorriso di Howie, pur in modo assai diverso, traccia una differenza fra universo femminile e maschile. Qui è l’amorevole fratello della giovane vedova a voler sottrarre la sorella da quella che ritiene una pericolosa e devastante ossessione: il fare e rifare chilometri in treno per assaporare e riassaporare quelle scarne, brevi e casuali immagini che hanno colto il marito nel semplice gesto di allentare la museruola a un cagnetto. Laura, invece, non si sottrae, non si pone domande sul significato del suo gesto, segue una muta chiamata, finché non scopre che in esse è racchiuso il segreto di un’elaborazione del lutto espansiva, produttiva, generatrice di nuovi e potenti legami. Anche qui la prosa di Glaspell accompagna con discrezione la sua protagonista nel suo peregrinare sempre al di qua di ogni tentazione ideologica commentativa.

Complimenti per la curatrice e traduttrice, che con le sue acute osservazioni e il bel suono della sua lingua sa condurre lettori e lettrici nell’affascinante mondo di questa scrittrice.


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