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Federalismo SI, Federalismo NO

Se il federalismo è l’ultima trovata per abbandonare una seconda volta il Sud al suo destino...
di Nicola Natale - mercoledì 9 luglio 2008 - 2285 letture

Il tema non è dei più balneari, tuttavia è durante l’estate che i Governi in genere fanno cose poco raccomandabili. Quindi attenzione al federalismo, lo dico ai tanti italiani che da questo si attendono, in buona fede, più responsabilità e meno sprechi. Io diffido e temo sia il secondo modo, dopo l’Unità d’Italia, per lasciare il Sud al palo, il quale beninteso ha contribuito non poco per restarci.

Innanzitutto lancio un appello ai vari studiosi per capire se la storiella delle sacco alle finanze del Regno delle Due Sicilie per finanziare la industrializzazione del Nord sia vera o solo una balla per nostalgici.

Chiarito questo vedo preoccupanti similitudini con quello che avvenne dopo l’Unità d’Italia, con tassa sul macinato, leva obbligatoria e compagnia bella. Ora la spartizione dei pochi pani e pochi pesci rimasti in saccoccia allo Stato Italiano dopo quasi 150 di Unità. Cioè unirsi quando conviene e dividersi quando non conviene più, con un decisore unico, il Nord.

Inauscultata pars, il solito Sud. La mia Regione, la Puglia a quanto pare quest’anno riceverà circa 400 mln di euro in meno per la Sanità. Mentre una clinica privata milanese, faceva operazioni chirurgiche non strettamente necessarie. Credo che alcuni settori come difesa, ordine pubblico, giustizia, sanità, istruzione siano poco privatizzabili. E quello che lo è meno di tutti è sicuramente la forma statuale.

L’Italia è già così piccola e insignificante nel vasto mondo. Ha senso dividerla? Il federalismo è già nei fatti. Nord e Sud non potrebbero essere più diversi da come sono. I fondi ordinari statali per il Nord sono pari a quelli straordinari per il Sud. Il legislatore oltre alla realtà nuda e cruda ha già anticipato la pseudo-rivoluzione leghista. Quella che riporta al comando chi c’era già. Seconda questione: è vera la storia raccontata tempo fa da un quotidiano circa ordinari, massicci finanziamenti alla Lega da parte di una multinazionale della birra? Sarebbe bene che un pò di giornalismo sollevasse un pò di polvere, a destra e sinistra per liberarci di un pò di zavorra.

E’ singolare penso, che il Governatore della Sicilia si chiami Lombardo. Nomen omen, dicevano i nostri illustri predecessori con cui tranne le antiche vestigia non abbiamo assolutamente più nulla da spartire. Tuttavia devo dire che la Sicilia vista con gli occhi di un pugliese appare più snella negli iter autorizzativi. Anche se fonti autorevoli mi confermano che non è la stretta legalità che anima queste corsie preferenziali. Si tratti di energie rinnovabili o altro.

Più veloce inoltre la Sicilia nell’erogare la carità europea (leggi fondi P.o.r.) i quali non hanno equiparato un bel nulla. Più accurata in alcuni settori, come quello della formazione. Tuttavia sfido io nel 2013 a considerare indifferente lavorare ed abitare a Palermo piuttosto che a Milano, fatto salvo naturalmente il clima. Ma alcuni, oramai ritengono anche questa troppo compromessa.

Di poche settimane fa, il trasferimento di due bancarie dalla città della Madunnina a Lugano, considerata la prima troppo ingrata. Ma comprensibilmente nel 2008 la ricetta non può essere ancora e sempre emigrare. O no?


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