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Autonomia differenziata: Un’Italia a due velocità

Il processo iniziato con l’Unità d’Italia con questa legge disgregherà il paese e favorirà sempre di più l’emigrazione al nord...

di cirignotta - venerdì 21 giugno 2024 - 621 letture

Il voto alla Camera dei deputati del 19 giugno 2024 approva in via definitiva il disegno di legge d’iniziativa di governo collegato alla manovra di programma della finanza pubblica che sancisce l’attuazione di un’autonomia differenziata nelle Regioni a statuto ordinario andando a modificare l’art. lo 116, 3 comma della costituzione. La legge voluta dalla Lega ed inserita nel programma di governo indicata come disegno di legge A.C.1665 permette di attuare un sistema di autonomia finanziaria ed organizzativa nelle regioni a statuto ordinario.

Il provvedimento tende a modificare i principi generali relativi alle attribuzioni finanziarie delle regioni interessate concedendo forme di autonomia che modificano le procedure fra stato e le regioni interessate. In poche parole, queste regioni avendo attribuzione autonome su vari settori in rapporto al maggior gettito fiscale trasferiscono meno soldi allo stato impegnandoli nei settori oggetto di modifica di legge.

Il provvedimento si compone di 11 articoli di cui l’art. lo 1 richiama al concetto di unità nazionale con la finalità di rimuovere disparità di accesso ai servizi essenziali sul territorio, indicando il principio di autonomo decentramento amministrativo, a loro vedere per semplificare la semplificazione e l’accelerazione delle procedure con rispetto dell’art. lo 118 della costituzione ed il principio solidaristico degli art.li 2 e 5 della costituzione. La legge, inoltre, si inserisce sulla problematica dell’equità e sulla modifica dei diritti civili e sociali in ambito nazionale consentendo la modifica dei LEP (Livelli essenziali di prestazioni) compresi quelli degli enti locali a loro vedere garantendo il rispetto dell’art. lo 119 della costituzione. Le soglie collegate alle prestazioni fondamentali saranno sancite da un minimo ed un massimo in rapporto alla ricchezza della regione interessata.

Piccoli dettagli che fanno una grande differenza valutando le realtà del nord e quelle del sud. La forza delle regioni del nord sarà collegata alla fiscalità all’autonomia in vari settori e alla palese richiesta di maggiore trasferimento di denaro nazionale. Il principio della solidarietà nazionale sbandierato in alcuni articoli della stessa farà parte di un sistema di contrattazione stato regioni di maggior favore. Lo Stato cede infatti delle competenze specifiche a queste regioni che potranno erogare ad esempio una migliore assistenza scolastica o sanitaria.

Il disegno di legge disciplina il procedimento di approvazione delle "intese" (articolo 2), che la Costituzione, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, richiede per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. In proposito, si stabilisce che l’atto di iniziativa sia preso dalla regione interessata, sentiti gli enti locali, secondo le modalità previste nell’ambito della propria autonomia statutaria. In pratica i rapporti in determinati settori avvengono attraverso una procedura di contrattazione con lo stato ed alla pari per competenza. Ci sono comunque 4 articoli che salvano lo stato nel processo di sostituzione delle competenze nelle regioni e nelle città metropolitane.

Infine, possiamo dire che questa legge provocherà l’impoverimento del sud che per equità ha patito la fame, la sete ed oggi anche la disoccupazione. La povertà sarà aumentata proprio dai LEP che avranno dei riferimenti creati e concertati altrove.

Il processo iniziato con l’Unità d’Italia con questa legge disgregherà il paese e favorirà sempre di più l’emigrazione al nord. La Sicilia con il suo statuto di autonomia speciale mai applicato cede la sua legislazione di favore ai politici che abbiamo eletto che hanno votato questa legge.


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