Chi resta vive peggio, chi può fugge via

Un salto in avanti non in solitudine, ma insieme ad altri per un presente umano fatto di lavoro e di relazioni sociali intensi e solidali.

di Luigi Boggio - martedì 14 novembre 2023 - 843 letture

La destra vuole smontare la Costituzione non saprei se per vendetta o per più potere. Entrambi i casi per un proprio fine che riguarda la smania di comando senza limiti e senza regole. Nella pratica di governo si nota nelle parole e negli atti che vanno in certe direzioni. Soprattutto nel campo delle riforme istituzionali con il premierato, con il capolavoro dell’autonomia differenziata e ultimamente con la messa in discussione del diritto di sciopero.

Sotto il cielo c’è molta confusione anche perché ci sono i problemi drammatici quotidiani della stragrande maggioranza delle famiglie per l’aumento del costo della vita, altro che il carrello tricolore, e il peggioramento della condizione umana in molte aree del Mezzogiorno e delle grandi periferie urbane.

Un inferno sulla terra. Disperazione, famiglie distrutte, giovani senza speranza in mano ai signori della droga. Dall’inferno è difficile uscirne stando alla realtà perché manca in tutta la sua dirompenza formativa la scuola a tempo pieno e con continuità. Un salto in avanti non in solitudine, ma insieme ad altri per un presente umano fatto di lavoro e di relazioni sociali intensi e solidali.

Non è nelle corde della destra. A loro interessa sventolare la cancellazione del reddito di cittadinanza e dire di no al salario minimo. Anche la sanità pubblica vogliono smantellare e, nel contempo, penalizzare i medici e gli infermieri che vorranno andare in pensione. Una politica che spinge verso la fuga dalle corsie. Si scappa dalle corsie e i cittadini dal sistema pubblico.

Chi ha le risorse finanziarie si cura e campa più a lungo, chi non ha non si cura e muore prima. I dati dell’Istat dicono che la speranza di vita è chiaramente legata al reddito. Siamo di fronte ad una vera emergenza sociale, collocata, sempre l’Istat, alla frontiera più estrema della diseguaglianza fra la vita e la morte.

Una sanità a due velocità anche dentro le stesse regioni tra aree metropolitane e zone interne. La Sicilia è una di queste regioni. Lo dimostrano i movimenti che si stanno sviluppando, nella speranza che vadano avanti con maggiore intensità per costringere il governo regionale alla presentazione del piano sanitario non più rinviabile, come quello dei rifiuti. Scelte che s’intrecciano per la salute e una migliore vivibilità ambientale.

Al momento non ci pensano protesi alla spartizione dei posti di sottogoverno ed anche degli strapuntini. Completata la festa cencelliana, non credo che penseranno a risolvere le tante criticità che affliggono il popolo siciliano.

L’alternativa alla risoluzione di queste drammatiche criticità è la continua fuga dai paesi con il trasferimento anche degli anziani genitori-nonni. Conosco non pochi casi di miei amici che si sono trasferiti in luoghi lontani che non conoscono. Lontani dai loro luoghi, dalle loro amicizie, dalle loro abitudini. Mi rimane, le parole di un mio caro amico, accudire e vedere crescere, con mia moglie, i miei nipoti. Un nuovo fenomeno e nuova vita da vecchi . L’Italia, rapporto Migrantes, fuori dai confini cresce e si ringiovanisce, quella dentro perde residenti, invecchia e gela nell’inverno demografico.

Migranti italiani


Nota: In allegato a questo articolo, la sintesi del Rapporto Migranti 2023 (RIM2023), per chi avesse voglia di dargli un’occhiata.



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