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Brontolii


Piantala di darmi da mangiare quella porcheria alle tre di notte. Che cosa ti passa per il cervello? E poi te lo devo proprio dire, penso tu stia esagerando con il vino. Mi stai dando fuoco. Non hai alcun ritegno. E smettila di pensare troppo. I pensieri cattivi mi fanno venire i brividi...
sabato 29 dicembre 2007, di Serena Inghilterra - 461 letture

Piantala di darmi da mangiare quella porcheria alle tre di notte. Che cosa ti passa per il cervello? E poi te lo devo proprio dire, penso tu stia esagerando con il vino. Mi stai dando fuoco. Non hai alcun ritegno. E smettila di pensare troppo. I pensieri cattivi mi fanno venire i brividi.

Oh, sai che il vino mi piace e poi è un periodo un po’ così… un po’ confuso. Sono stressata… Stasera va così… Dormi, non parlare.

Sono costretto ad assorbire qualsiasi stronzata ti passi per il cervello. Le tue nevrosi. I tuoi attacchi di fame incontrollata. I tuoi digiuni improvvisi. Le irriverenti cene con i parenti. Le serate con gli amici e quelle in solitudine della pazza depressa quale sei. Mi stai addosso. Mi opprimi.

E tu brontoli sempre. Non ti sta bene niente. Non stai mai zitto. Sai che fai? Girati dall’altra parte, và. Andrò a mangiare al macrobiotico domani, se poi osi anche solo fiatare mi incazzo.

Vorrei che tu mi considerassi ogni tanto. Sbaglio o un tempo eravamo in due a prendere le decisioni? Adesso non mi chiedi nemmeno più cosa voglio per cena. Sei un’egoista, pensi solo a te stessa, non sei più quella di una volta. Io non esisto per te.

All’improvviso silenzio. Mi addormento per dieci minuti. Apro gli occhi di scatto. Mi rigiro nel letto. Ho caldo, ho freddo. Mi scopro, mi ricopro. Lui non c’è. Non lo sento. Eppure un attimo fa era qui con me che mi rinfacciava tutto. Forse non gli piaccio. Anzi sono sicura di non piacergli. Ma non riesce a lasciarmi.

Chiudo gli occhi e provo a trattenere il respiro. Nausea. Vuoto. Se ne è andato. L’ha fatto davvero. Io non sono io senza di lui. Una vita passata insieme, non può averlo fatto. Mi alzo dal letto. Non accendo nemmeno la luce. Scalza, raggiungo il bagno. Provo a vomitare, non mi riesce. Dannazione. Sto malissimo. Stavolta non tornerà. Da troppo tempo gli faccio del male. Apro l’armadietto sopra il lavandino. Rovisto tra le medicine. Non voglio uccidermi, anche se stanotte la vita mi fa schifo. Ma morire non servirebbe a nulla. Voglio che lui torni da me.

Mi sento incompleta, come se mi avessero svuotata. Mi guardo allo specchio. Il viso pallido, le occhiaie scavate. Devo riprendermi se voglio piacergli di nuovo. Niente medicine. Con l’alcool di stasera peggiorerei le cose. Forse ci vuole una camomilla. Bollente. Poi tornerò a letto. Lui sarà di nuovo qui tra non molto, lo so. Lo sentirò dentro di me e tornerò ad essere viva. Ho bisogno di te, stomaco.

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29 dicembre 2007, di : giov@nni

bravissima sere, è molto bello come racconto. un abbraccio.

www.swanhouse.ilcannocchiale.it

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