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Binomi di parole (2): Scadenza e Decadenza

Queste due parole sembrano sinonimi, ma sono molto diverse e suggeriscono contesti diversi pur nella loro somiglianza fonetica...

di Alessandra Calanchi - mercoledì 25 ottobre 2023 - 482 letture

Queste due parole sembrano sinonimi, ma sono molto diverse e suggeriscono contesti diversi pur nella loro somiglianza fonetica.

“Scadenza” si riferisce al termine temporale oltre il quale un prodotto non avrà più le caratteristiche che lo contraddistinguono e di cui ne assicurano la qualità. Per questo cibi, bevande, medicinali e altri articoli hanno una “data di scadenza”. Si riferisce però anche al termine ultimo entro il quale bisogna assolutamente fare qualcosa, per es. iscriversi a un concorso, completare un lavoro, prendere una decisione. La scadenza è dunque legata al tempo e anche alla conservazione, alla puntualità e anche alla parola data. C’è un bellissimo episodio nel film Strane storie (Sandro Baldoni 1994) dove in una società distopica una signora va al supermercato e acquista un uomo “scaduto”, ma poiché funziona male lo riporta indietro. Esiste anche la parola scadenziario, a ricordarci appunto le scadenze, che in inglese si chiamano deadlines, linee morte. Meglio certamente restare dalla parte dei vivi, nella liveline (un mio neologismo).

La “decadenza” ha in realtà qualcosa in comune con la scadenza. Decadono i termini di legge, decadono i processi: non scadono. Ma il significato più frequente è un altro: si parla della decadenza dell’impero romano, della decadenza di una capitale, dei costumi, della civiltà. Esiste addirittura una corrente letteraria e artistica, il Decadentismo (mentre non esiste lo Scadismo), che è ben lontano dall’idea di “scadere”: si scade nel ridicolo, nel volgare, nel grottesco, ma la decadenza agisce con classe. Il Poeta Decadente è un personaggio fighissimo, dandy, blasé, che si mette fiori all’occhiello e ha stuoli di ammiratori. Chi è Scadente, no.

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Altan - Siamo gente scadente

La decadenza non è una linea, morta o viva: è piuttosto un processo, che può durare anche a lungo, e porta con sé introspezione, spessore psicologico, riflessione, e un pizzico di malinconia esistenziale. La scadenza è invece una spada di Damocle, una data che si avvicina (il mutuo! L’assicurazione! L’iscrizione a scuola! Un debito!), e che quando apriamo il frigo mostra un baratro che si spalanca ad accogliere l’insalata avvizzita, la carne imputridita, il latte inacidito.

Esisterà, prima o poi, il movimento dello Scadismo? Quando l’umanità sarà arrivata alle sue ultime fasi, quando davvero saremo vicini alla data di scadenza, non come individui, ma come specie, saremo pronti per organizzare questa nuova corrente? Lo Scadismo ci condurrà a un’estinzione più serena, quasi pacificata - a una sorta di fatalità estrema, a una filosofia dell’indifferenza esistenziale e della raccolta indifferenziata eletta a sistema? Lo Scadismo, più lo pronuncio e più mi piace!… e mi sento circondata dal languore dell’appartenenza a qualcosa che assomiglia a un codice a barre, a uno scontrino gettato nel bidone della spazzatura - non della carta, perché reca il lezzo di un’umanità scadente e pure scaduta.


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