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Binomi di parole (11): Figuraccia e voltafaccia

Il bello è che la TV e Internet ci mostrano chiaramente, senza filtri, il voltafaccia: ma il pubblico lo accetta, anzi lo adora, perché chi cambia idea è intelligente!

di Alessandra Calanchi - mercoledì 22 novembre 2023 - 427 letture

Abbiamo fatto tutti una figuraccia, prima o poi, nella vita. (Almeno una gaffe, dai, ammettiamolo). Ma cos’è una figuraccia? Una figura (= forma, aspetto esterno; corpo umano; forma geometrica; disegno) nella sua performance peggiore: deformata, imbruttita, insomma un comportamento che crea un’impressione negativa sugli altri (treccani.it). ACCIA, lo si sa, è un dispregiativo. E più sono gli altri, peggiore sarà a figuraccia. Cioè, se mi dimentico il compleanno della mia migliore amica, è una figuraccia che faccio io con lei, ma la cosa – social networks permettendo – resta circoscritta. Se invece, per assurdo, a un presidente sfuggisse un peto, o se un primo ministro cadesse in uno scherzo telefonico, e la scena fosse trasmessa dai media, sarebbe una figuraccia a livello internazionale. Dunque, l’elemento costitutivo sono gli “altri”, gli astanti, gli spettatori, quelli cioè che si accorgono della figuraccia e le fanno fare il giro del mondo. Presentarsi a una cena di gala in jeans, ruttare a una cena aziendale, dire parolacce in chiesa, o magari dire che esiste un tunnel fra il Cern e il Gran Sasso, ecco, queste sono figuracce. Nel privato, si sa, ognuno può fare quel che vuole. Vergognarsi, mettersi a ridere, è indifferente. Al contrario, i personaggi pubblici a cui accade di fare una figuraccia dovrebbero forse dimettersi, o almeno scusarsi, non credete?... Invece, no. Anzi, diventano più famosi, più popolari, più simpatici, più gradevoli al pubblico (non ho detto volutamente né cittadini, né elettori). Ma vi siete accorti o no che siamo dentro uno show? È un reality che va avanti da anni, e non vedo imminente il finale di stagione.

E arriviamo al voltafaccia. Anche se fa rima con figuraccia, è un termine ben diverso: descrive infatti un cambiamento radicale di idea su qualcosa. C’è un detto che viene spesso citato, per cui solo gli stupidi non cambiano mai idea, parole variamente attribuite a Oscar Wilde, James Russell Lowell e altri, e usate da molti proseliti, fra cui Brigitte Bardot e Donald Trump. Ma non sarà una scusa? Chi fa voltafaccia sono soprattutto i politici. Spesso cambiano partito (in questo caso si parla anche di voltagabbana, parola pittoresca che deriva da un tipo di mantello double face – ma la faccia, vedete, c’entra sempre). Per assurdo, immaginiamo che qualcuno sostenga che sarebbe molto meglio fare una certa cosa X invece che spendere soldi in Y. Qualche anno dopo, senza nemmeno preoccuparsi di tutte le videoregistrazioni che lo inchiodano a quello che ha detto, si fa appassionato sostenitore di Y. E i soldi per X? Il voltafaccia è crudele, colpisce gli altri molto più che una figuraccia. Perché magari gli altri ci avevano creduto, che avrebbe speso i loro soldi in X anziché in Y. Anche qui, è un comportamento più grave in ambito pubblico che privato. Il bello è che la TV e Internet ci mostrano chiaramente, senza filtri, il voltafaccia: ma il pubblico lo accetta, anzi lo adora, perché chi cambia idea è intelligente! E guardiamo bene la parola in sé: non è bellissima? Voltare la faccia. Che fa quasi pensare che la faccia sia un libro (voltare le pagine) o una figura geometrica (mostrare un’altra faccia, cioè un altro lato).

Un momento – ho detto figura? … Parola che in latino viene da fingere = plasmare, modellare, ornare, inventare, ma anche simulare, contraffare, mentire.

Ah… ma allora, tutto torna. Le due parole sono sorelle. Almeno in Italia.


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