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A Milano caccia ai parcheggiatori abusivi

La Milano che, dal basso, censisce i parcheggi abusivi. "Via Libera" è un’iniziativa dell’associazione "Sai che puoi" che ha visto in una sera circa 2000 volontari impegnati a contare le soste irregolari.

di Silvia Zambrini - domenica 2 giugno 2024 - 771 letture

Milano città dai tanti cofani. Dove si cammina tra lamiere, paraurti, e i bambini passeggiano con il viso a poca distanza dalle marmitte. Un po’ ci siamo assuefatti: per abitudine, per difesa. Me ne sono accorta giovedì 16 maggio quando, verso le 18, contribuivo alla realizzazione per una mappatura dei parcheggi abusivi. Percorrendo le vie di zona Sarpi, storico quartiere cinese, fotografavo e segnalavo veicoli che occupavano i marciapiedi, gli spazi riservati ai motocicli, parte degli incroci. Auto in doppia fila ne ho viste poche date le strette vie ma non mancavano nemmeno quelle.

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Attraverso l’app i partecipanti hanno segnato strada per strada le macchine in divieto, specificando se si trovassero sulle aree verdi, se fossero sul marciapiede, se occupassero la carreggiata o un incrocio.

​Mentre invio numeri e immagini attraverso apposita piattaforma mi informano che la città si sta riempiendo di volontari che fanno la stessa cosa nelle aree a loro assegnate. E’ sorprendente quanti, in questa zona, sono i parcheggi abusivi da parte fornitori, trasportatori, residenti, clienti di negozi, ristoranti, parrucchieri ecc. Eppure, avendoci abitato per anni, il disordine, i clacson di chi non riusciva a uscire dal passo carraio, o a procedere lungo la carreggiata, li notavo eccome! Più volte avevo avvertito i vigili ma nessuno è mai intervenuto. Ora che osservo queste situazioni una ad una mi rendo conto anche del perché di tanta guida aggressiva tra veicoli che sbucano all’improvviso in prossimità di crocevia, attraversamenti pedonali: dove la sosta irregolare diventa prassi brusche accelerazioni, frenate all’ultimo momento e guida distratta, diventano anch’esse consuetudine. Posteggio illecito e traffico della paura procedono assieme.

Dopo le 20 il cielo inizia a imbrunire, i negozi chiudono, la gente rientra a casa, i ristoranti si riempiono ma la situazione a livello di sosta abusiva non cambia anche se ci sono sempre posti liberi nei garage aperti H24 nelle vie Giusti, Rosmini, Balestrieri, Bramante: certo bisogna pagare qualche euro ogni ora ma non si può dire per questo che a Milano manchino i posteggi. Se ci sono troppe automobili è anche perché qui, differentemente da metropoli come Londra o NY, la sosta abusiva è consentita; tanto che in quella stessa sera sono stati conteggiati quasi 64000 parcheggi irregolari. E parliamo anche dei mancati introiti per il Comune in un momento in cui, gli stessi politici che vantano di aver inasprito le pene per chi si comporta scorrettamente, accusano un uso speculativo degli autovelox. Se solo in quella sera tutte le 64000 auto fossero state multate sarebbero entrati almeno 5,3 milioni di euro nelle casse comunali. Si tratta di soldi che, anziché "far cassa", vengono tristemente spesi perché i costi sociali sono comunque elevati: veicoli fermi, dove non si potrebbe, limitano la visuale causando incidenti.

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La mappa della città. In verde, le vie dove è stato fatto il conteggio giovedì 16 maggio 2024 tra le 18 e le 22.

È curioso come in poche ore dei semplici cittadini, che si improvvisano in ruoli non proprio abitudinari, possano fornire numeri così significativi. Ma anche un dato qualitativo emerge e fa riflettere: quello di una Milano in cui lo spazio pubblico non appartiene più ad ognuno indistintamente se a piedi o in macchina. Ora un dato quantitativo, ricavato dal basso, renderà più trasparente l’orientamento di chi, dall’alto, può scegliere se mantenere la città in cui velocità e sosta abusiva sono legittimate da ogni esigenza privata, o optare per un’altra in cui la strada assume una sua identità di percorso, e non solo di corridoio e parcheggio casuale: magari spingendo un passeggino, accompagnando un disabile, osservando ciò che circonda. Senza ostacoli. Senza paura. Vigili e ausiliari già ci sono e, se non bastano, con gli introiti delle multe se ne assumono degli altri, si installano dei dissuasori di sosta.

Liberare le vie si può (...volendo) .


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