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A Fabrizio Gatti il Premio Nazionale di giornalismo d’inchiesta intitolato a Giuseppe Fava

Premio Fava. A Palazzolo e a Catania le manifestazioni e la consegna del premio a Fabrizio Gatti.
di Donatella Guarino - giovedì 4 gennaio 2007 - 5915 letture

5 gennaio 1984. Pippo Fava è ucciso dalla mafia, ma oggi vive ancora. 5 gennaio 2007. La Fondazione Fava – che ha istituito a partire da quest’anno un Premio Nazionale sul giornalismo d’inchiesta – premia, al centro culturale “Zo” di Catania, Fabrizio Gatti.

Una conferenza stampa di presentazione del Premio c’è stata ieri, 2 gennaio, a Siracusa, nella Sala Archimede di Palazzo Vermexio.

Erano presenti Mariateresa Ciancio, vice presidente della Fondazione Fava, Francesco Ortisi coordinatore e portavoce di “Agire Solidale”, un altro esponente dell’associazione Agire Solidale Nuccio Gibilisco e il vicesindaco di Palazzolo Acreide (dove Giuseppe Fava è nato) Carlo Scibetta.

Si vuole ricordare “l’uomo, il giornalista, ma soprattutto la grande lezione etica che ci ha lasciato” ha affermato Ortisi. La sinergia creata con la Fondazione Fava ha permesso la realizzazione di questo evento culturale che durerà un paio di giorni, un incontro-lezione sul giornalismo d’inchiesta, necessario apprendistato per coloro che vogliono imparare questo mestiere.

Giovedì 4 a Palazzolo Acreide, alle 18.30 al Cine Teatro “King”, ci sarà un forum dal titolo “Persone informate dei fatti. Il giornalismo d’inchiesta in Italia”. Saranno presenti i giornalisti Fabrizio Gatti, Michele Gambino e Claudio Fava. A moderare, Francesco Ortisi. Verrà proiettato un filmato di Marrazzo degli anni ’80 “che apre scenari inquietanti sulle scelte politiche fatte in passato” ha affermato Mariateresa Ciancio “dalle quali emerge che la mafia si è organizzata sotto le spoglie del caporalato legato alle migrazioni degli extracomunitari”.

Il 5 avverrà, come detto, a Catania la consegna del Premio Fava; seguiranno alcune interviste di Francesco La Licata ad alcuni giornalisti tra i quali Fabrizio Gatti, Marco Travaglio e ancora Claudio Fava e Michele Gambino.

E il giorno dopo, sempre a Catania, si incontreranno le associazioni antimafia, per ridisegnare la storia dei beni sequestrati alla mafia e fare il punto della situazione.

La Fondazione Fava intende, tra l’altro, diventare un centro di aggregazione per abbattere il silenzio e ricominciare delle battaglie civili importanti. Insieme al Comune di Palazzolo A. si lavorerà per alcune iniziative legate al mondo della scuola perché, ha sottolineato Scibetta, “è necessario lavorare nelle scuole per evitare di far cadere nell’oblio la figura e le battaglie giornalistiche condotte da Pippo Fava”.

La Fondazione Fava che vive di vita propria (non le sono attribuiti finanziamenti dallo Stato) ha una serie di iniziative da realizzare. Intende ripubblicare “Processo alla Sicilia”, l’inchiesta fatta da Fava tra il ’72 e il ’73. Con i giovani, al Teatro Greco di Palazzolo, si sta lavorando per far nascere una rassegna sul teatro civile - sulla legalità – che manca in Italia ma è per esempio molto diffuso in Francia. Ma se questo è un progetto a lunga scadenza già nella prossima stagione estiva una settimana sarà dedicata alla proiezione di documentari d’inchiesta.

Le idee di Giuseppe Fava continuano a vivere, a “insegnare”. Le sue parole a parlare.


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