Una mattina, mi son svegliata...

Il lavoro da fare è tanto. Ma la propria casa va curata con amore. Infinito amore.
di Ugo Giansiracusa - martedì 18 febbraio 2020 - 408 letture

All’alba di un giorno qualsiasi una signora qualsiasi si ritrova a guardarsi intorno.

Vive in una casa qualsiasi, sopra il signor qualunque.

La signora si era appisolata sul divano, guardando la TV. E il pisolino era durato un poco più del previsto. 30 anni circa.

Dopo un buon caffè si guarda intorno e vede ovunque tracce di incuria e di danni causati dalla sua mancanza di attenzioni, causa pisolino.

I gestori del condominio pare non abbiano fatto un gran lavoro. Non essere andati alle riunioni di condominio per tanto tempo ha provocato qualche problemuccio.

Quasi impossibile entrare in bagno, le fognature hanno grossi problemi e dal wc risale un disgustoso olezzo di becero fascismo.

Sul soffitto macchie di umidità e muffa e maffia causate da infiltrazioni varie.

Il pavimento una volta ricoperto di magnifiche piastrelle in stile Costituzione 1948 è ormai tutto sconnesso.

Le vecchie foto fatte con amici e amiche di varie nazionalità e colori sono ricoperti da una patina di grigio filiggine razzismo.

Ovunque sui mobili uno strato di persistente maschilismo ammanta anche gli oggetti più belli.

Negli angoli del soffitto si vedono chiaramente ragnatele di odio omotransfobico che rendono l’ambiente spettrale.

Insomma, mille e mille guai.

Ma la signora qualsiasi ormai si è svegliata. Tira su le maniche, comincia a fischiettare una canzoncina orecchiabile e si mette a lavoro...

Una mattina, mi son svegliata...

Il lavoro da fare è tanto. Ma la propria casa va curata con amore. Infinito amore.


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