Referendum procreazione assistita: corsa verso l’oscurantismo totale

In uno stato che si commuove in maniera "spropositata" per la morte del papa, chiudendo gli occhi di fronte ai milioni di morti "per fame" sparsi nel mondo, si può operare convintamente per garantire diritti che altrove sono operativi senza tanti dilemmi di ordine morale?

di Redazione - mercoledì 18 maggio 2005 - 9859 letture

di Giuseppe Morrone

Ci si deve battere per votare 4 si’, che in caso di affermazione, coprirebbero una gamma sociale di ampie dimensioni: soddisfazione per chi è impossibilitato a concepire naturalmente un figlio, con la fondamentale aggiunta di non dover arrecare potenziali danni alla salute delle donne, come la sciagurata legge attuale "masochisticamente" prevede, "reale" laicismo dello stato e concrete speranze d’aiuto per i malati.

E invece?

Ci troviamo di fronte 3 categorie di soggetti:

- i militanti (sia del "si’" che del "no", sia ben chiaro...), che forse sanno pure troppo della materia in questione;

- la gente comune, oltrechè stragrande maggioranza, che o non sa nulla dell’evento in sè oppure pur sapendolo, volutamente non si informa, lasciando che passi la data utile per il voto e continuando a campare beata: "tanto a me queste cose non mi riguardano", per riportare una delle espressioni correnti;

- coloro che vorrebbero sapere ma sono impossibiltati a ciò per la scarsa o nulla rilevanza fornita dal mondo dell’informazione "generalista" a tal proposito.

Senza stare a descrivere i 4 quesiti in oggetto, basti sottolineare ai "fautori" dell’astensionismo "militante" (volutamente tenuti fuori dalla gerarchizzazione precedente, in quanto il loro atteggiamento è "illegittimo"), coadiuvati dalla CEI, che il loro orientamento non è per nulla conforme alla costituzione che li comanda, in quanto cittadini civili, giacchè non è assolutamente contemplato il diritto all’astensione volontaria e soprattutto non potrebbero tenersi "campagne" per incoraggiare tale linea, come invece sta avvenendo in quest’ultimo periodo.

Il dovuto rispetto va invece alle posizioni del "no", che seppur consideriamo sbagliate, si basano su convincimenti profondi e su principi, che di sicuro sarà errato collocare nella sfera delle decisioni "comuni" da attuare in uno stato laico, ma allo stesso tempo rappresentano un "sentiero" che il soggetto in questione ritiene sia dominante su tutto e perdipiù, recandosi a votare eserciterà quello che è un suo diritto e dovere inalienabile.

Per concludere, credo vada valutato meglio il tema dell’incosistente informazione fornita ai "cittadini" dai mezzi di comunicazione: sarà inutile tentar di rimediare con 15 giorni di "spottini parziali" sulle reti pubbliche, dopo mesi e mesi di dibattiti confinati abilmente tra gli "specialisti" (siano essi quotidiani o riviste schierati/e o trasmissioni televisive di approfondimento, probabilmente destinate allo stesso pubblico...); era sul tasto del popolo "reale" che si doveva battere, facendogli prendere coscienza e soprattuto facilitandone la comprensione, data l’importanza e la complessità delle questioni in esame.

Ma poteva pronunciarsi "imparzialmente" su un tema così confliggente con i "poteri forti" (sia la chiesa, siano le forze governative, anche di opposizione, se consideriamo i convicimenti "etici" di certi esponenti di spicco...), un servizio pubblico che dedica 7 giorni di diretta "no-stop" alla morte del pontefice e non un solo accenno alle morti "insabbiate", che si susseguono a ritmo vertiginoso, ai "quattro angoli" del mondo?

In un paese "realmente" democratico certo che sì, nella nostra "ottusa" ignoranza invece è ovvio che no e quindi non meravigliamoci se poi il 65% dei cittadini non sa cos’è l’eterologa e crede alle balle spaziali che gli vendono: del tipo che la sperimentazione sulle cellule embrionali possa aprire la strada ad una moderna eugenetica....

Voi ci credete? Continuando ad informarvi (se qualche volta lo fate...) "conformisticamente" è probabile che la risposta tenderà a trasformarsi in affermazione, con l’ovvio paradosso che non sappiate lo stesso nulla di ciò che è posto alla vostra attenzione.


- Ci sono 8 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Referendum procreazione assistita: corsa verso l’oscurantismo totale
19 maggio 2005

Referendum: votiamo SI.
    > disinforai
    19 maggio 2005

    condivido il tuo pensiero, ho scritto inutilmente per mesi alle varie testate dei tg statali, tutto inutile. la vera forza di coloro che si recheranno alle urne è il passaparola.
    > REFERENDUM: VOTIAMO SI
    19 maggio 2005, di : LULU’

    AL REFERENDUM VOTO 4 SI
> Referendum procreazione assistita: corsa verso l’oscurantismo totale
21 maggio 2005, di : Nino

Ah, adesso NON E’ CONTEMPLATO IL DIRITTO ALL’ASTENSIONE VOLONTARIA??? Ma chi è il decerebrato che osa scrivere certe cose? E lo pubblicate anche? Dico, ma lo sa questo signore che il referendum è indetto da cittadini come lui e come me e che non equivale in alcun modo alle consultazioni politiche e/o amministrative, alle quali magari uno può sentirsi in dovere di partecipare? Il referendum può piacere o non piacere. Se uno lo considera utile va a votare altrimenti se ne va al mare. Ed è quello che farò io certamente, perchè di bioetica mi piace parlare con gente che ci ragiona sopra seriamente, non con chi riduce tutto a slogan terribili nella loro superficiale arroganza. C’è di mezzo la vita umana e non un ricciolo di materia da congelare, vivsezionare, manipolare a proprio piacimento. La deriva eugenetica è un rischio reale, l’eterologa un atto egoistico d’incalcolabile portata, la salute della donna un bene da tutelare sul serio, non certo tornando al Far west procreativo. Lo sa il signor Morrone che bombardamento ormonale subiscono le poverette che ricorrono alla FIV? E lo sa il signor Morrone che finora le staminali embrionali non hanno fornito alcun apporto ipotetico o reale alla cura di alcuna malattia? E io dovrei aiutarvi a raggiungere il quorum? Me ne vado al mare, miei cari!
    > La democrazia è rispettare gli altri
    22 maggio 2005

    che bello vedere uno che ha le idee chiare sulla democrazia

    Pannella, Fasino e Bertinotti in tre referendum hanno predicato l’astesionismo ma nessuno si è indignato

    > referendum 2005
    23 maggio 2005

    Caro Nino, tua madre è stata fortunata: ha potuto sperimentare le nausee, i gonfiori, le meravigliose modificazioni del suo corpo, il parto. Purtroppo però, c’è una fetta della popolazione femminile che, tali gioie, non potrà mai viverle. Perchè ti ostini a non capire che a 30 anni si ha tanta voglia di stringere un tenero fagottino ma, chissà perchè, il tumore ha scelto proprio il tuo utero da devastare??? E’ una legge fatta da uomini: cosa cavolo ne saprete mai voi di cosa si provi alla domanda :"vuoi deciderti a diventare grande? E’ ora di fare un bambino!"...Dio, quanta rabbia mi fate! E tu? Tu che hai l’opportunità di dire la tua, te ne vai al mare! Alla faccia del mio utero, della mia sofferenza... La scienza va regolamentata, ma non di sicuro in questo modo: ho 30 anni, 30!! Non 65 o 70! Ho tutto il diritto di avere un bambino, di vedermi crescere il pancione, di vomitare tutte le mattine e di soffrire per il parto!!!! Come tua madre.L’eterologa, come vedi, per me non è un atto egoistico: l’egoismo è nelle persone che, come te, se ne fregano delle lacrime e della sofferenza altrui. Parli anche delle staminali: come puoi dire che non hanno curato un bel niente? Sono all’inizio di una lunga e faticosa battaglia: imbavagliando ora la ricerca, non si troverà mai il modo di sconfiggere il tumore, il Parkinson, la sclerosi. Pensaci quando sarai disteso al sole. Cristina75
    > Educazione ed informazione anzitutto
    23 maggio 2005, di : giuseppe morrone

    Già hai offeso i gestori del sito e me medesimo con le tue battute gratuite ed arroganti: ma me ne sbatto poco onestamente... Così per te, è giustificato civilmente ed eticamente un comportamento che predica l’astensione volontaria? Dimostri una codardia senza pari, giacchè eviti di pronunciarti chiaramente su una questione che potrebbe toccarti anche personalmente in futuro, e una sensibilità di cittadino pari a zero. Mi dici l’articolo della costituzione che legittima la posizione "astensionista" e non c’entra nulla che si tratti di un referendum: sulle questioni che riguardano la comunità tutta, sfuggire al proprio dovere di voto è essenzialmente indice di scarsa sensibilità nei confronti degli altri e l’utilità di esprimersi su questi specifici quesiti è acclarata. Parli di tutela seria nei confronti delle donne: con l’impianto obbligatorio di 3 embrioni la donna è sottoposta a gravi rischi che non sto ad indicare per mancanza di spazio, tanto per fare un esempio. Per quel che riguarda le staminali embrionali e la loro attuale efficacia è vero che ancora non c’è nulla di concreto, ma perchè evitare la possibilità di lavorarci sù e gelare le speranze di milioni di malati , in base ad astratti principi di fede? Infine per rispondere all’altro utente: se pure Fassino e Bertinotti hanno predicato l’astensionismo, hanno sbagliato gravemente e faccio ammenda se non ero a conoscenza della questione. Per chiudere, caro Nino, rifletta su ciò che farà il 12 o 13 giugno e lasci perdere il mare...che tanto non scappa!
    > Risposta
    23 maggio 2005, di : Andrea Pandolfo

    L’astensione non sarà, probabilmente, illegittima da un punto di vista formale (mi concedo il beneficio del dubbio data la mia assoluta ed imperdonabile ignoranza in materia di diritto costituzionale). Ma rimane, palesemente, incostituzionale ed antidemocratico l’uso che di questo mezzo sta facendo il fronte del "no mascherato": e cioè quello di negare alla maggiornaza il potere di esprimersi, avvalendosi di quel 30% fisiologico di astenuti che si andrebbe de facto ad aggiungere alla percentuale dei sostenitori del no.

    La mia posizione è forse arrogante e presuppone una maggioranza del si nel paese tutta da provare? Può darsi. Ma un cardinale come Angelo Scola sulle colonne di Repubblica invita "strategicamente" al non voto, bollando quantomeno come ingenuo (ma si trattiene per carità cristiana, è evidente) lo "sprovveduto" che andasse ad esercitare il suo diritto di votare no, perchè in tal modo "consegnerebbe la vittoria al si". Ecco, se il patriarca (ex papabile) lagunare pronuncia ex chatedra, anzi, ex columna - che oggidì fa lo stesso, queste parole, mi viene naturale interpretare il loro senso come: "astenetevi, perchè senza i voti di chi va a mare non ce la facciamo". Non siete daccordo, volete smentirmi? Il mezzo c’è... andate a votare il 12 o il 13 (una mezzoretta, poi potete anche andare a mare), mettete una bella croce sul NO e poi i numeri daranno la loro sentenza.

    Mah...
    25 maggio 2005, di : Angela

    Detto da te:"C’è di mezzo la vita umana e non un ricciolo di materia da congelare, vivsezionare, manipolare a proprio piacimento."

    E TU TE NE VAI AL MARE???

    Ma complimentoniiiiiiiiiiiii

astensione non è codardia
23 maggio 2005

Caro sig. Morrone, anzitutto mi scuso per gli eccessi verbali ma quando si parla di embrioni divento fin troppo sanguigno. L’argomento non mi toccherà personalmente in futuro perchè non sono più un giovincello e sono padre; in realtà mi tocca profondamente dal punto di vista bioetico perchè il mio lavoro mi porta quotidianamente a contatto con i problemi di salute della gente, ivi inclusa l’infertilità. Sono rimasto assai colpito da Cristina’75, spero sia stata sincera in quello che ha scritto. Mi spiace averle dato l’impressione di cinismo od egoismo mentre la mia scelta astensionista è dovuta proprio a moti d’animo contrari. L’embrione per me va rispettato e non trattato come un ricciolo di materia con la scusa di salvare altre vite. Da uomo piuttosto coinvolto in certe situazioni mi sento offeso da slogan semplicistici che non corrispondono al vero, come la storia dei 3 embrioni impiantabili che la legge 40 concede come numero massimo per due motivi sostanziali: primo, per tutelare la salute della donna (le gravidanza plurigemellari sono alquanto pericolose) e secondo per evitare l’inutile soppressione di embrioni sovrannumerari, che per me sono personcine. Vi dirò una cosa: quando mia moglie rimase incinta, ed ancora non sapevamo nulla, ho percepito emotivamente la presenza di quell’esserino ancora embrionale che era mio figlio. Non so spiegarmelo ancora oggi, ma fu esattamente così. L’embrione per me è grandioso nel suo mistero. Come grandiosa e misteriosa e sempre da rispettare considero la vita, foss’anche quella semivegetativa della povera Terri Schiavo che non è stata tutelata come si sarebbe dovuto. Ecco, per me far morire di fame e sete Terri Schiavo o sopprimere un embrione con la scusa del progresso scientifico è un vero abominio. Scusatemi e a Cristina’75 chiedo solo che comprenda quando affermo che la mia astensione è solo un atto dovuto. E non per bigottismo, sono laico di formazione. Nino.
    > L’astensione non è un atto dovuto
    24 maggio 2005, di : Andrea Pandolfo

    Caro signor Nino, apprezzo la sua capacità di fare un passo indietro e di voler riportare la questione a termini più miti, e non posso che rimpiangere la mancanza di tali doti in altre sfere della comunicazione odierna.

    Ma, nel merito della questione, non riesco a concordare con lei, nè comprendo cosa il suo intervento aggiunga a quanto detto precedentemente. Mi sembra che in questo suo intervento lei esponga con chiarezza la sua posizione a favore della legge 40, portando argomentazioni efficaci, sebbene di natura soggettiva: una posizione certamente rispettabile e comprensibile. Quello che continuo a non comprendere, però, è come lei, alla luce della sua esperienza e delle sue convinzioni, tenti di legittimare la pratica dell’astensione, che invece equivale al non esprimere alcun giudizio sulla materia. Purtroppo e per fortuna la democrazia non privilegia automaticamente colui il quale riesce ad esporre meglio le proprie ragioni: essa guarda alle brute cifre, ed anche se questo può sembrare ingiusto e spersonalizzante, non mi pare che l’uomo al momento conosca sistemi migliori e più giusti (dunque più rappresentativi) per stare assieme, nè che tali sistemi vigano in Italia.

    L’atteggiamento democratico per chi sostenga una tesi analoga alla sua, dunque, sarebbe quello di esprimerla attraverso il voto, ed accettare il responso finale, freddo ed inoppugnabile, delle cifre: qualsiasi altro atteggiamento è antidemocratico; non malvagio, nè disumano, ma semplicemente non conforme alle regole (spietate ma meno inique di altre) della democrazia. L’astensione è pur sempre una scelta legale, ma, se non mi inganno, corrisponde soltanto ad una dichiarazione di indifferenza o indcecisione di fronte al tema, non ad altro.

    Infine, lei tocca un punto difficile da ignorare: gli slogan e le semplificazioni di cui il referendum è fatto segno, peraltro sia da una parte che dall’altra - ci tengo a sottolineare. Purtroppo non è una novità che ogni referendum sia naturalmente sottoposto a storture demagogiche; nè d’altra parte l’informazione mediatica si è soffermata a lungo sulle tecniche "incriminate", sui singoli quesiti o sul testo della legge, ma si è spesso rifugiata in questioni di principio sulle quali diventa facile prendere posizione a priori, e quasi impossibile cambiare o far cambiare opinione.

    La realtà - a costo di rifugiarmi in un luogo comune - è che un simile problema era in realtà troppo complesso per essere risolto con un referendum, o con una legge votata a colpi di maggioranza; l’iter della legge sarebbe dovuto essere ben diverso: approntando una commissione di esperti per studiare il testo, ad esempio, ed affrontando il dibattito parlamentare nello spirito di ricercare la maggiore convergenza possibile, tenedo sempre ben presenti i valori di laicità ed imparzialità dello stato.

    Questo non è avvenuto, si è proseguito con il solito pasticciaccio all’italiana, che, puntando sulla decrepita opposizione frontale (altrove ormai molto sfumata, si pensi alla guerra) laici VS cattolici, ci ha dato una legge oggettivamente mediocre, rendendo soddisfatto (?) il blocco "cattolico" e mettendo sul piede di guerra i laici, che non hanno potuto far altro che adire il mezzo referendario.

    Un’occasione sprecata per fare una buona legge e, soprattutto, dare un esempio di democrazia.

    > astensione
    24 maggio 2005

    Poco fa ho parlato con una mia amica: che bello, ci sono i viaggi della speranza! Pensa, con soli 7.000€, posso affittare una mamma russa...io avrò un figlio e lei avrà da mangiare. Così torneremo indietro nel tempo: non ci sarà un libero accesso per TUTTI alle cure: chi ha i soldi, è fortunato; ci saranno i tour della procreazione; ci saranno donne che, per fame, affitteranno l’utero o venederanno i propri ovociti; ci saranno uomini che, dietro compenso, venderanno il loro seme, pur di dare da mangiare ai propri figli; ci saranno uomini e donne colpiti da malattie gravi, croniche ed invalidanti che moriranno dimenticati da Dio e dagli uomini, perchè non sono amici di..., parenti di..., non hanno soldi e potere. Ci saranno donne a cui verranno impiantati TUTTI gli embrioni, sani e malati: chissà quanto si divertiranno ad abortire, quando al 4° mese si troveranno un figlio malato gravemente...cosa rappresenta ,questo, per un cattolico? Omicidio o retta via? E gli embrioni congelati? Quanti ce ne sono? Non è anche quello un abominio? Tu hai sentito emotivamente la presenza di tuo figlio: pensa a cosa sentiva tua moglie e poi pensa per un istante alle donne che, come la sottoscritta, sono condannate ad aspettare un bimbo che non arriverà mai...e sai perché? Perchè ci sono persone che come te, non andranno a votare: il problema non li tocca (tanto hai già avuto un figlio, no?), perchè non hanno avuto la sfiga di ritrovarsi un parente malato, perchè non si sono svegliati una mattina senza la forza necessaria a sollevare un dito, così, di punto in bianco, senza capire perchè... Il mio compagno ed io volevamo optare per l’adozione: ah, ah, ah! Illusi! Non arriverà mai un bel bimbo, a meno che...non te lo compri! Cosa ci rimane da fare? Niente, perchè non abbiamo soldi a sufficienza. Anche io ho a che fare con la gente che sta male (infermiera in...Terapia Intensiva Neonatale...), ma non parlo da professionista, parlo da donna che è a contatto, 24 h su 24, con genitori che si spengono,giorno dopo giorno, davanti quelle ’bare’ trasparenti, che farebbero qualunque cosa, pur di avere una vita normale, come te e tua moglie. Strano, nel mio reparto non ho mai sentito un cattolico che, colpito personalmente, abbia detto: "voterò No". Strano, nel mio reparto, non ho mai visto una suora o un prete, pronti a dare una parola di conforto o ad infondere coraggio...forse, sono troppo presi a pregare per l’umanità? Un abbraccio forte, Cristina75
> democrazia e casi umani
24 maggio 2005

Beh, caro signor Pandolfo, non posso che condividere quanto lei afferma sulla democrazia: il suo fondamento sta tutto nei numeri. Credo che i costituenti volessero salvaguardare le prerogative del Parlamento fissando il raggiungimento della maggioranza assoluta degli elettori per poter invalidare una legge via referendum. Forse temevano, non a torto, che minoranze agguerrite potessero paralizzare di fatto le funzioni legislative, chissà. Fatto sta che bisogna accettare le regole del gioco, e cioè che la massa degli indifferenti vada ad ingrossare le file degli antiabrogazionisti. Dura lex sed lex! D’altra parte non può credermi così autolesionista da esprimere il mio No ultramotivato alle urne quando pesa molto di più un’astensione...a Cristina, invece, vorrei dire che un’eventuale abrogazione della legge 40 spalancherebbe le porte proprio al mercato delle ovodonazioni che lei denuncia. Provo per lei molta simpatia e stima per il coraggio dimostrato nell’ esporre le sue vicende private. Però, Cristina, la diagnosi preimpianto, cui accenni, è solo il primo passo verso una deriva eugenetica pericolosissima: la scienza, svincolata dalle briglie morali, si ergerebbe ad unica religione e tutto diventerebbe lecito. A quando i cloni bionici? A quando la soppressione fisica degli idioti o degli Alzheimer? In fondo è passata l’eliminazione di Terri Schiavo, non dimentichiamocelo. E continuo a non vedere nelle staminali embrionali quel radioso avvenire che i fautori del referendum s’immaginano. A proposito, gli embrioni congelati erano già lì prima della legge, una specie di limbo delle anime sospese in nome della pseudo-onnipotenza della scienza. Che non c’è e tu lo sai benissimo. E io anche. Ciao. Nino.
    > casi umani
    24 maggio 2005

    sono d’accordo per la regolamentazione...ma non così tanto cattolica come lo è adesso. Tu dici che l’abrogazione delle legge porterebbe al cosidetto far west procreativo: immagino che tu ricorda benissimo (io c’ero, ma ero troppo piccola) le lotte per la legge sull’interruzione volontaria di gravidanza...non era forse una cosa assai frequente e comune, la figura delle ’mammane?’. Con la legge sulla IVG, le morti delle donne si sono azzerate come le infezioni croniche. Anche le IVG, paradossalmentek, sono diminuite nel corso degli anni: ti pare che ci sia caos in questo ambito? O che una legge abbia finalmente ridato dignità e pari diritti della donna nelle scelte di salute? Sono convinta che non tutto sia lecito, ma non permettere a TUTTE le donne - di diversa classe sociale, perchè è tutta qui la questione - di vivere una gioia immensa come la maternità, sia un atto che va contro la Costituzione, secondo cui siamo tutti indistintamente uguali! La legge va abrogata e successivamente rivista: magari, nella commissione, sarebbe il caso di dare l’opportunità di esprimersi anche alle donne, visto che si parla di utero. Ma non certamente di dar voce solo ad una piccola minoranza di cattolici conservatori: da cittadina italiana, non mi sento affatto rappresentata da vescovi, cardinali, cattolici e compagnia bella. Siamo o no uno Stato laico? E allora facciamo parlare chi ne sa qualcosa, chi lavora nell’ambito, chi non parla di religione, ma di scienza e bioetica, che è una cosa diversa dal fanatismo religioso. Parli di soppressione fisica dei malati: se la ricerca continuerà a fare il suo splendido lavoro, non ci saranno malati di Alzheimer o quanto meno, ci potrebbe essere una diagnosi prenatale, come succede ora per le alterazioni genetiche più importanti. Per te, quindi, partorire un bambino malato, è un atto d’amore...Nei confronti di chi? Della madre, che sa già che non avrà una vita serena e che, quando non ci sarà più lei, che fine farà il suo amato bambino? O del bambino stesso, che non potrà giocare, correre, ridere, scherzare, innamorarsi come tutti i bambini del mondo? Parli di Terri Schiavo: anche a me ha stretto il cuore, per il modo, non per i motivi. Ma io non lo vedo come un omicidio per eliminare i più deboli, tipo Sparta o, peggio, il Reich. L’ho vista come una liberazione: per lei, prima di tutto: a te sarebbe piaciuto guardare la vita scorrere davanti ai tuoi occhi da un letto, attaccato ad un respiratore, senza poter mai sorridere, piangere,emozionarti, litigare, imprecare?Ti piacerebbe una ’vita’ così per un tuo caro, come pianta d’appartamento o ’soggetto’ d’arredamento?.Credi che non moriresti anche tu ogni secondo che passa, vedendolo in quello stato che non è né vita né morte?
> Di IVG, diagnosi prenatale ed altro...
25 maggio 2005

Ma guarda che l’IVG è una cosa ben diversa. Lì si ha a che fare con un delitto antico come il mondo, un dramma della coscienza e della condizione femminile. La legge 194 ha solo DEPENALIZZATO quel reato. Qui si parla invece di questioni etiche in assoluto. Prendiamo ad es. la diagnosi preimpianto, largamente praticata in Inghilterra, la patria di tutte le libertà scientifiche. Si è arrivati a sopprimere gli embrioni con predisposizione genetica ai tumori del colon-retto. Vale a dire: si cancellano da subito qurant’anni di vita normale. Ne ho conosciuto uno, morto a trentanove anni, una brava persona che ha lasciato quattro figli. Lui non sarebbe mai esistito. Ergo neppure i suoi figli. E’ giusto? Anche Loris Brunetta, felice di esserci anche se talassemico, non sarebbe mai vissuto. E’ giusto? Vogliamo un mondo senza malattie, tutto bellezza, tutto fitness. Mi sembra inverosimile, crudele e mostruoso. Molto più che avere a che fare coi cancri del retto, le talassemie, gli Alzheimer. Ecco perchè l’embrionicidio praticato su larga scala è peggio dell’aborto, che è sempre un dramma personale. Infine l’eterologa. Nella stessa Inghilterra stanno facendo qualche passetto indietro, perchè si sono accorti del mercato delle ovodonazioni. Donne dell’Est che si vendono e rischiano il cancro per poche migliaia di euro...e poi c’è il problema non indifferente dei figli dell’eterologa che dovranno essere informati per legge. Una di loro, durante un processo in Inghilterra, dichiarò che si sentiva "come se fosse nata senza una gamba". Insomma, non sempre inseguire la felicità ci rende meno infelici. Nino.
    > IVG
    26 maggio 2005

    allora, visto e considerato che ti interessa il problema, non fregartene e vai avotare. Hai idee precise al riguardo? Bene, VOTA ma non astenerti: l’astensione è una vigliaccheria bella e buona. A questo punto, perchè fare le elezioni? Ci asteniamo no? Non è forse la stessa cosa? E’ un tuo diritto dire NO all’abrogazione di questa (per me) orrenda legge maschilista: astenendoti, fai il gioco (sporco) della Chiesa che, invece di starsene adeguatamente in disparte, visto che Dio ci ha concesso il libero arbitrio, e che viviamo in uno Stato che si dice laico (ma che, come vedi, laico non è), continua a interferire nelle questioni della Repubblica Italiana. E poi non credo molto nella tua laicità: come fai a dire che l’IVG è un delitto depenalizzato? L’embrione non esiste come essere a sé stante, ma ci vuole una donna perchè possa crescere e, forse, nascere; io non so come ci si senta a prendere una decisione così importante; ma credo, e parlo da donna,che dietro alla 194, ci sia un universo di sofferenza, ripensamenti, coraggio che voi uomini non potete comprendere. Questa Legge ha fatto emergere una situazione sanitaria e sociale drammatica e ha fatto si che le donne prendessero coscienza di sé stesse e dei propri diritti: non so se tu te ne sia accorto, ma anche le donne sono esseri umani, come gli uomini: abbiamo lo stesso diritto di esistere; da quando si parla di fecondazione assistita, si parla di utero e basta, di ovociti e basta, di embrioni e basta. Non di DONNA COME PERSONA. Questa legge va abrogata, perchè le persone colpite da tumore,per esempio, un giorno sapranno che potranno salvarsi, senza bisogno di vedersi trasformare il proprio corpo in un campo di battaglia. Io non sono morta fisicamente a 27 anni, forse perchè sono stata ’fortunata’; ma mi sto spegnendo psicologicamente e moralmente, grazie anche al contributo di chi, come te, se ne frega altamente, perchè la sofferenza VERA e QUOTIDIANA non la conosce e preferisce andare al mare a nascondere la testa sotto la sabbia, invece di affrontare la realtà: questo,per me, si chiama atto di codardia. Cristina
> Referendum procreazione assistita: corsa verso l’oscurantismo totale
5 giugno 2005, di : Ally

Ci stanno trasformando come certi polli d’allevamento e certi vitelli da macello, in nome della ricerca scientifica e del diritto di procreare a tutti i costi gl’unici diritti li ha la natura a cui non si può andar contro. Forse diventeremo anche noi O.G.M. Ciao verdastri. Ally
Per Nino ed Angela
5 giugno 2005, di : Aldo

Caro Nino, questo è un sito di decerebrati, infatti, basta visitarlo per rendersene conto, tanti slogan e frasi fatte che qualcuno lancia e che poi tutti ripetono.

Cara Angela proprio perchè riguarda la vita umana che anch’io non prendo neanche in considerazione l’andare a votare.

    > OPPORSI AL VUOTO POL. CORRECT.
    5 giugno 2005

    Hai ragione, Aldo, sul fatto che qui riducono tutto a slogan, com’è nel costume del "pol.correct." Però non possono far finta di non sapere che esiste anche un dissenso laico verso il loro insulso messaggio eugenetico. Persino alcuni ambientalisti coerenti (es. Ripa di Meana) si sono pronunciati per l’astensione ma questi qui FANNO FINTA DI NON SAPERE. Si affannano a dar contro alla Chiesa e ad una personalità limpidissima come papa Ratzinger, per il quale nutro da laico un reverente e profondo rispetto. Lui vede con chiarezza i mali della nostra società secolarizzata! Comunque penso sia un bene intromettersi nei loro siti e opporsi al vuoto di certi slogan. Non tutti sono pecorelle del gregge pol. correct! Nino.
> La corsa è finita
13 giugno 2005

Vi saluto col "quorum" in gola...