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I lavoratori di ArcelorMittal, dell’appalto e Ilva in AS dicono basta: presidio e sciopero

La condizione di abbandono ed insicurezza degli impianti e dei lavoratori sono divenute tali da non poter permettere ulteriori considerazioni di circostanza
di Redazione Lavoro - martedì 22 settembre 2020 - 432 letture

La fabbrica è insicura. Sono oramai pesantissime ed inaccettabili le ricadute determinatesi attorno alla vertenza ArcelorMittal, dove multinazionale e governo hanno deciso ciò che questo territorio non merita: ovvero di non decidere.

La condizione di abbandono ed insicurezza degli impianti e dei lavoratori sono divenute tali da non poter permettere ulteriori considerazioni di circostanza sulla profonda lacerazione di un sistema che, ad ogni ora che trascorre, fa tremare e mette a serio rischio l’incolumità delle persone.

Inoltre, nessuna considerazione può essere formulata per quanto attiene le ricadute in termini ambientali, vista la parziale o in alcuni casi totale applicazione della messa in sicurezza degli impianti, che questo protratto stato di cose, nei fatti, tiene sotto scacco un territorio e una cittadinanza devastati.

Facendo seguito a quanto esposto nella lettera del 18 u.s., l’assordante silenzio unito al totale immobilismo registrato in queste interminabili ore da parte della politica e delle istituzioni, peraltro ingiustificato, traccia oramai scontata l’incertezza sulle reali intenzioni del Governo italiano. Infatti, quest’ultimo si ostina a non convocare un incontro chiarificatore per il futuro e la gestione dell’attuale emergenza della fabbrica e di un intero territorio che da troppi anni si trascina.

Tutte le nostre denunce cadute nel vuoto, unite ad una fabbrica che si avviluppa attorno alla disgregazione delle certezze, sotto ogni aspetto, ed il parziale o completo disinteresse dei soggetti vari decisionali hanno materialmente prodotto la disperazione in esasperazione. Governo e multinazionale si sono assunti il grave onere di aver sancito l’ingovernabilità del momento e, per questo, rinnoviamo a Sua Eccellenza il Prefetto di Taranto la richiesta convocazione immediata.

Per queste ragioni è inevitabile assumere le seguenti decisioni:

- VIENE ISTITUITO A PARTIRE DALLE ORE 07:00 DI MARTEDI’ 22 SETTEMBRE, IL PRESIDIO DEI LAVORATORI PRESSO LA PORTINERIA “C” DELLA FABBRICA PER NON CONSENTIRE LA COMMERCIALIZZAZIONE DEI PRODOTTI ALL’INGRESSO E ALL’USCITA DEL VALICO; - VIENE PROCLAMATO LO SCIOPERO DEI LAVORATORI DI ARCELOR MITTAL, DELL’APPALTO E DI ILVA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA PER GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE A PARTIRE DALLE ORE 07:00 E PER 24 ORE SULLA DURATA DI OGNI TURNO DI LAVORO; - CONTESTUALMENTE VIENE DISPOSTA LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI ED AUTOCONVOCATO IL PRESIDIO DEGLI STESSI PRESSO PALAZZO CHIGI PER IL GIORNO GIOVEDI’ 24 SETTEMBRE.

FIM – FIOM – UILM - USB

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Lavoratori durante un recente presidio


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