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Acciaierie d’Italia, ennesima commedia triste

USB chiede un accordo di programma e sciopera a Taranto

di Redazione Lavoro - mercoledì 30 marzo 2022 - 1454 letture

Venerdì 25 marzo si è svolto l’incontro in modalità mista presso il Ministero del Lavoro: abbiamo purtroppo dovuto assistere all’ennesima triste commedia, che mirava ad applicare una cassa straordinaria per 12 mesi senza garanzie di reddito e investimenti.

Come USB abbiamo espresso l’assoluta contrarietà a discutere di strumenti che mettano in discussione il futuro occupazionale di oltre quattromila lavoratori, compresi i dipendenti in carico delI’Appalto/Indotto.

USB ha quindi chiesto il ritiro incondizionato della procedura di CIGS, come pregiudiziale per il prosieguo del confronto tra le parti. Restiamo fermamente ancorati, oggi più che mai, alle garanzie delI’accordo del 6 settembre 2018, mai rispettato nei suoi punti e per questo da noi ritirato, ma che ad oggi garantisce sia la messa in sicurezza degli impianti che la salvaguardia occupazionale.

L’unica sede deputata a gestire crisi complesse come quella riguardante l’ex Ilva, è il Ministero dello Sviluppo Economico. Pretendiamo che il Governo si assuma fino in fondo la propria responsabilità attraverso il varo di un piano ambientale ed industriale.

USB è convinta che per sostenere una fase così complessa ed articolata di rinnovamento della siderurgia siano indispensabili strumenti a carattere straordinario come l’accordo di programma per Taranto e l’intero gruppo, modello Genova, strumenti che vanno rispettati e pongono definitivamente la parola fine alla mortificazione di migliaia di lavoratori e famiglie, garantendo il reddito ed il futuro dei lavoratori.

Non è tollerabile, a distanza di 10 anni dall’inizio di una vertenza così complessa, assistere a continue commedie da parte di un’azienda con un assetto societario del tutto instabile, nel silenzio complice del governo.

In questo contesto è stato fissato un nuovo incontro convocato per lunedì 28 marzo alle ore 10,30. L’azienda ha però pensato bene di far partire in contemporanea le lettere della Cigs per un anno, nonostante l’incontro di venerdì non sia andato a buon fine. Per questo USB ha proclamato per questa mattina uno sciopero a Taranto dalla 10 alle 14, con presidio davanti alla portineria della direzione con i lavoratori Acciaierie d’Italia, Ilva in AS e Appalto, per ribadire il NO alla richiesta di CIGS per ristrutturazione fatta da Acciaierie d’Italia.

Non ci fidiamo delle rassicurazioni di una società che continua a ribadire a parole che “non ci saranno esuberi”. Nei fatti la richiesta di CIGS per riorganizzazione/ristrutturazione è l’ultimo tassello che serve a demolire le garanzie occupazionali previste nell’accordo del 6 settembre 2018 per i 1800 lavoratori oggi in Ilva in AS. Un accordo che la società da subito non ha rispettato, con grave colpa dei ministeri competenti che non sono mai intervenuti a tutela di quell’accordo pur essendone i garanti.

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Acciaierie di Italia


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