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Un nuovo pacifismo nel nome di Simona e Simona

Riportiamo l’intervento del presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, che può aprire una interessante discussione. Girodivite segue da diversi anni l’impegno di PeaceLink, uno dei punti di riferimento del pacifismo italiano.

di Redazione - giovedì 7 ottobre 2004 - 4927 letture

La conclusione positiva della vicenda del rapimento di Simona e Simona (e dei due collaboratori iracheni) ci consegna una responsabilità enorme. Mai in Italia due persone impegnate nel movimento pacifista erano diventate così note, mai avevano così colpito i sentimenti e l’immaginazione dell’opinione pubblica.

Gli italiani hanno potuto vedere da vicino che vi sono scelte di vita dotate di forte senso del futuro, scelte coraggiose vissute in nome della pace e della solidarietà internazionale. Tanti giornalisti si erano esercitati nella costruzione dello stereotipo dei "pacifisti in pantofole", timorosi e rinunciatari.

Oggi, dopo la morte di Baldoni e la straordinaria storia delle due Simone, rinverdire questo stereotipo (come ha tentato di fare anche Fini qualche giorno fa e oggi Il Giornale titolando "LIBERATE! Chi ci liberarà ora dai pacifisti?" ) diventa un modo autolesionistico di una certa destra di distanziarsi sempre più dal buon senso della gente. I cittadini italiani hanno amato il disinteresse delle due Simone, ne hanno apprezzato la diversità, il senso di dedizione ad una causa, la scelta di vita.

Un mondo diverso è possibile e si costruisce con la stoffa di Simona e Simona.

Mentre alcuni pacifisti vivevano sconsolati questi mesi perché non c’erano più i cortei di una volta, altri invece - come Simona e Simona - costruivano progetti concreti.

E’ questo il nuovo pacifismo che sempre più prenserà il posto del vecchio.

Il senso del nuovo pacifismo lo si può riassumere con le parole sempre attuali di don Tonino Bello:

"Il popolo della pace non si esprime più con gli slogan o i sit-in o con le tavole rotonde: è entrato in uno spessore di concretezza che lo riscatta finalmente dal sorriso di tanti dottori della legge".

Se sapremo - ognuno di noi nel nostro piccolo - costruire un pezzo del nuovo mondo possibile senza attendere la nuova manifestazione oceanica, avremo saputo intuire il segnale a cui le coscienze di Simona e Simona hanno dato ascolto con coraggio e intelligenza. La loro liberazione non ci deve portare a creare nuovi eroi ma a costruire - come diceva Brecht - quel mondo libero che non ha bisogno di eroi. E tutto questo dipende solo da noi.


- Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> Un nuovo pacifismo nel nome di Simona e Simona
25 novembre 2004, di : gildi

andrei molto cauto, nessuno sa esattamente come sono andate le cose. Forse piu’ avanti cambieremo idea sulle definizioni date alle due Simona. Il pacifismo qualche volta si chiama anche incoscienza..........che porta a diversi costi!!!!!
> Un nuovo pacifismo nel nome di Simona e Simona
27 aprile 2005, di : Osiride

Non ho mai visto pacifisti e manifestazioni per liberare I curdi e il Curdistan dall’oppressione Irackena e turca, molti sono i popoli oppressi, ma i pacifisti non si scomodano per questi casi. Intervegono solo quando è l’America ad intervenire, per il resto i pacifisti sono indifferenti, festeggiano il 25 aprile scordando di esssere in contraddizione, visto che sono prevalentemente gli Americani ad averci liberato dal nazional-socialismo europeo. Credo che che la pacifica convivenza ha poco da che fare con i pacifisti.
    > pacifisti
    16 maggio 2005

    Mi perdoni ma il suo giudizio mi sembra un po’ qualunquista. Io proprio non lo capisco perchè le persone riescano a generalizzare con tanta superficialità. Che vuol dire per lei pacifisti? Mi raggruppa milioni di persone con un appellattivo? Non riesco a crederci, così come non sono d’accordo con chi ce l’ha con l’intero popolo statunitense (benchè in questo momento mi trovi assolutamente in contrasto con la politica e la cultura statunitense). Queste ampie generalizzazioni stanno alla base del razzismo secondo me. Se non ha visto i "pacifisti" lottare per il Kurdistan guardi meglio, non solo la televisione esistono comitati e associazioni! Giulia
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