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Totò Cuffaro rinviato a giudizio

Il presidente della regione Sicilia, indagato nell’ambito dell’indagine della procura di Palermo sulle "talpe alla Dda", è stato rinviato a giudizio dal gup Bruno Fasciana: il processo inizierà il primo di Febbraio.
di Luca Salici - mercoledì 3 novembre 2004 - 13398 letture

Salvatore Cuffaro, presidente della regione Sicilia, indagato nell’ambito dell’indagine della procura di Palermo sulle "talpe alla Dda", è stato rinviato a giudizio dal gup Bruno Fasciana. Il processo inizierà il primo di Febbraio davanti ai giudici della procura di Palermo. Oltre il governatore della Sicilia sono stati rinviati a giudizio altri dodici imputati con diversi reati contestati.

L’inchiesta: "Talpe alla Dda" L’inchiesta è iniziata due anni fa dai pm Michele Prestipino, Gaetano Pace, Nino Di Matteo, con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone. Secondo le ipotesi degli inquirenti Michele Aiello (che sarebbe ritenuto dagli inquirenti "prestanome del latitante Bernardo Provenzano") avrebbe costruito una rete occulta di informatori all’interno della Dda (Direzione distrettuale antimafia di Palermo); avrebbero fatto parte della presunta rete informativa due sottoufficiali: Giuseppe Ciuro, maresciallo della Dia, Giorgio Riolo, maresciallo dei Ros dei carabinieri, ed infine l’ex maresciallo dell’Arma e deputato regionale dell’Udc Antonino Borzacchelli. Il ruolo di quest’ultimi, secondo quanto affermato dalle indagini, sarebbe stato quello di passare a Michele Aiello informazioni segrete riguardanti delicate inchieste di mafia.

Nel novembre 2003, l’inchiesta aveva portato all’arresto dell’imprenditore Aiello, e dei sottoufficiali Ciuro e Riolo. Nei primi giorni di febbraio del 2004, sempre nell’ambito dell’inchiesta, era stato notificato a Cuffaro un avviso di garanzia per "concorso in associazione mafiosa". Secondo la Procura il governatore sarebbe stato legato alla presunta rete di divulgazione di informazioni riservate. L’accusa dei pm sostiene che Cuffaro si sarebbe incontrato con Aiello nel retrobottega di un negozio di Bagheria per riferirgli che stavano indagando su di lui. Le prime accuse rivolte al presidente della regione Sicilia risalgono al giugno del 2003, quando il governatore ricevette un avviso di garanzia per "concorso in associazione mafiosa". In seguito le ipotesi di reato furono modificate in "favoreggiamento di Cosa nostra" e in ultima istanza "rivelazione di segreti d’ufficio".

Il rinvio a giudizio Dopo il rinvio a giudizio, il pm Nino Di Matteo ha dichiarato che: "il non luogo a procedere ordinato dal gup per il reato di violazione di segreto d’ufficio non alleggerisce il favoreggiamento a Cosa nostra" di cui è imputato Cuffaro. Secondo Di Matteo, "il gup ha ritenuto che la violazione di segreto d’ufficio fosse assorbita nel reato di favoreggiamento a Cosa nostra". L’avvocato Claudio Gallina Montana, difensore di Cuffaro, dal canto suo dichiara che "il giudice ha dimezzato i reati contestati al presidente e in dibattimento dimostreremo l’estraneità relativa alle altre contestazioni".

Oltre Cuffaro altri dodici imputati sono stati rinviati a giudizio: i già citati Aiello e Riolo, il radiologo Aldo Carcione, l’ex assistente giudiziaria Antonella Buttitta, l’ex consigliere comunale di Bagheria dell’Udc Roberto Rotondo, il questore di polizia Giacomo Venezia, i medici Domenico Oliveri e Michele Giambrone, i funzionari della Asl Lorenzo Iannì, Salvatore Prestigiacomo, Adriana La Barbera e il marito di quest’ultima Angelo Calaciura. I reati contestati a questi imputati sono diversi: violazione del segreto istruttorio, concorso in associazione mafiosa, corruzione, favoreggiamento, abuso d’ufficio, truffa e falso ideologico.


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> Totò Cuffaro rinviato a giudizio
4 novembre 2004, di : riccardo

Bravo Luca!
Totò Cuffaro rinviato a giudizio
29 dicembre 2007, di : CLEOPATRA

Il gip di Palermo Fabio Licata ha rinviato al 14 gennaio l’udienza in cui dovrà decidere se autorizzare o meno l’utilizzo delle intercettazioni fra Cuffaro e Berlusconi. Nelle conversazioni Berlusconi rassicurava Cuffaro, facendo riferimento anche a un proprio colloquio con l’allora ministro Pisanu, circa il FAVOREVOLE esito delle indagini in cui era coinvolto il governatore della Sicilia SALVATORE CUFFARO VASA VASA, E CHE HANNO POI PORTATO AL SUO RINVIO A GIUDIZIO nell’ambito della vicenda delle "talpe" o carogne alla DDA. Nino Di Matteo lascia....... Francesco Messineo non molla.......... Non dimentichiamo il Sigor Campanella, il minstro di DISGRAZIA E INGIUSTIZIA MASTELLA, non perdiamo di vista Cuffaro e il suo processo dai mille e occulti misteri. Cuffaro noi siamo con te e isieme a te attendiamo impazientemente di sentire l’esito di questo "PROCESSO", DI SENTIRE LA SENTENZA....................................................................