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Siracusa e il parco che non c’è

A Siracusa c’è un bel parco, si trova in periferia, nella zona di Bosco Minniti. C’è un unico problema: il parco è abbandonato. Report fotografico.

di Tano Rizza - giovedì 18 maggio 2006 - 4555 letture

A Siracusa c’è un bel parco: si trova in periferia, nella zona di Bosco Minniti. È molto grande e completo di tutte le infrastrutture che un parco dovrebbe avere. C’è un ampio prato verde, le panchine, i cestini per i rifiuti, due tribune, i giochi per i bambini, il percorso ciclabile e quello per fare jogging.

C’è addirittura un pallone tensostatico con un campo di gioco al coperto, due case in mattoni per le più svariate attività e l’impianto di illuminazione. Ci sono anche, allo stato di cantiere, un campo di calcetto e uno di pallacanestro.

C’è un unico problema: è stato abbandonato. Il parco fu realizzato e inaugurato in pompa magna nel 2003. Qualche mese e poi, fu subito chiuso per mancanza di fondi. Non c’erano (e non ci sono) soldi per la sua manutenzione né per garantire la sicurezza delle infrastrutture. L’unica soluzione trovata é stata quella di vietare l’accesso dei cittadini.

Per realizzare il parco Robinson, questo il suo nome, sono stati spesi i soldi dei contribuenti, ma per lasciarlo al degrado non è stato necessario un euro. Ed è un peccato, perché Siracusa era, e resta, priva di uno spazio multifunzionale come un parco.

Il parco Robinson nasce in uno contesto sociale difficile di Siracusa, nella zona di Bosco Minniti, periferia ma non troppo, priva di un qualsiasi centro di aggregazione per i giovani e per gli anziani (come il resto della città).

Ma, gli abitanti della zona non si sono arresi alla decisione dell’amministrazione comunale. Sono sorti gruppi di protesta spontanei, che si sono fatti carico di tenere alta l’attenzione su quest’enorme spreco. Le associazioni di volontariato, di assistenza agli anziani e ai bambini, che all’interno del parco svolgevano le loro funzioni, si sono raggruppati in un comitato che ruota attorno alla parrocchia di Bosco Minniti.

Padre Carlo, della Comunità parrocchiale multietnica Bosco Minniti, si è fatto carico delle giuste proteste avanzate dagli abitanti del quartiere e della città. Si sta muovendo bene per far si che questo grande parco torni ai cittadini. Ma, come al solito, senza l’appoggio dell’aministrazione, diventa arduo trovare una soluzione.

Per adesso, il Consiglio comunale é rimasto indifferente alle proteste. Si è giustificato adducendo problemi economici che non consentono la riapertura del parco, né la sua manutenzione ordinaria.

La vicenda del parco è un’occasione buttata al vento, un luogo ideale per accogliere concerti, assemblee e iniziative di ogni genere. Un polmone verde che è stato subito negato alla città, che resta orfana di uno spazio sociale di aggregazione pubblico.

Vi lasciamo alla visione delle foto che abbiamo scattato, per farvi rendere conto dell’entità dello spreco e dell’occasione perduta.


Breve galleria fotografica


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