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Sgomberata la baraccopoli di Catania, i cento migranti nei Cpt

Nell’ultimo numero cartaceo di Girodivite vi avevamo parlato degli immigrati che vivevano, in condizioni disumane, nei tre fossati che costeggiano Corso dei Martiri della Libertà, a Catania. La baraccopoli, e i suoi poveri abitanti adesso non esistono più.

di Tano Rizza - giovedì 17 novembre 2005 - 6599 letture

Nell’ultimo numero cartaceo di Girodivite vi avevamo parlato degli immigrati che vivevano, in condizioni disumane, nei tre fossati che costeggiano Corso dei Martiri della Libertà, a Catania. Vi avevamo raccontato le loro pietose condizioni abitative, i loro problemi quotidiani e la loro visione del mondo. Denunciando, in questo modo, la totale assenza della politica d’accoglienza del comune di Catania.

La notizia, adesso, è un’altra. La baraccopoli, e i suoi poveri abitanti non esistono più. Questa settimana, con un’imponente operazione di polizia (degna dei migliori blitz antimafia) le tre baraccopoli e le cento persone che ci vivevano dentro sono state sgomberate. All’alba del 10 Novembre, un nutrito dispiegamento di forze dell’ordine, ruspe e camion hanno fatto piazza pulita di quella realtà. Un’operazione che è durata tutta la mattinata e che ha fatto scomparire la baraccopoli. Le baracche sono state demolite in gran fretta, cementati gli ingressi ai fossati, e distrutti tutti gli indumenti e gli effetti personali dei migranti.

Gli extracomuniatri, molti dei quali provenienti dall’est europeo, sono stati in un primo momento trasferiti a Librino, in una palestra dimessa, e per ordinanza del sindaco ma non dell’autorità prefettizia, sono stati identificati per controllare i loro precedenti e permessi di soggiorno. Un giorno per verificare le loro identità, e l’indomani sono stati trasferiti nei Centri di Permanenza Temporanea di Caltanisetta e Ragusa. L’ultimo passo per i migranti saranno le procedure d’espulsione e l’allontanamento dall’Italia.

Un’operazione improvvisa, avvenuta dopo anni in cui la baraccopoli era cresciuta a dismisura, un’operazione definita da molte parti sociali “disumana e ingiusta” che ha visto la deportazione forzata dei migranti nei Cpt regionali.

Uno sgombero forzato definito così nel comunicato stampa diramato dall’Arci catanese -Esprimiamo la nostra indignazione per il trattamento disumano che è stato riservato ai migranti senza fissa dimora della baraccopoli, a molti dei quali è stato negato anche il diritto di difesa, impedendo loro di rientrare in possesso dei documenti d’identità.- Continua l’Arci - Denunciamo inoltre le illegalità che hanno accompagnato questa operazione di polizia: fra l’altro, è stato impedito all’on. Liotta l’ accesso nella struttura sportiva dove sono stati identificati i migranti, definita dal vicequestore una succursale improvvisata della centrale di polizia - Ancora all’interno del comunicato Arci - Cosa avevano da nascondere? La gente ammassata per terra, senza coperte, senza servizi igienici, la disperazione di chi non sa nulla del proprio destino. Queste sono le politiche di accoglienza del Comune di Catania: altro che una sistemazione dignitosa per i senza fissa dimora! Per loro è soltanto iniziato il calvario dei decreti di espulsione e dei centri di permanenza temporanea."

Proteste si sono levate da parte di tutte le associazioni della società civile di Catania, e dagli ambienti di sinistra, contro le modalità di sgomebro della baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà. Un corteo di "Solidarietà con gli sgomberati" è stato indetto per venerdì 18 (h.18). Nel volantino redatto per il corteo si spera per "strutture adatte all’accoglienza, che permettano una vita dignitosa", denunciando fortemente lo sfruttamento del lavoro nero degli immigrati.


Questo il comunicato congiunto per il corteo redatto da: Attac, Centro Iqbal Masih, Centro Popolare Occupato Experia, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti, Collettivo Spedalieri, Collettivo autonomo Studentesco, Collettivo Autonomo Universitario, Lavoro e società (Area Programmatica CGIL), Prc, Ronda della Solidarietà, Open Mind GLBT, AMR Progetto Comunista in Sicilia (sin. PRC)

SOLIDARIETA’ CON GLI SGOMBERATI DIRITTO ALLA CASA PER TUTTI

Il10 novembre, alle 6 del mattino, gli immigrati che stavano nelle baraccopoli di Corso dei Martiri della Libertà sono stati svegliati dalla polizia e dalle ruspe mandate dal Comune di Catania. Non è stato permesso loro di prendere niente di quel poco che avevano: soldi, documenti, stufe, frigoriferi, tutto è andato distrutto insieme alle baracche. In seguito sono stati deportati in una palestra abbandonata, in aperta campagna a Librino: uomini, donne e bambini ammassati per terra come animali. Ad un avvocato e ad un deputato regionale che avevano chiesto di entrare in quella galera improvvisata per verificare le condizioni delle persone presenti è stato risposto con un secco rifiuto.

Infine, verso la mezzanotte è iniziato il viaggio verso la vera destinazione di questi immigrati: i Centri di Permanenza Temporanea di Caltanissetta (per gli uomini) e di Ragusa (per le donne), veri e propri lager dove si vive in condizioni disumane. Il Signor Umberto Scapagnini ha imparato la lezione dal Signor Sergio Cofferati: i problemi sociali a Catania come a Bologna si affrontano con le ruspe e con i manganelli. Intendiamoci, non difendiamo la baraccopoli: nessuno dovrebbe essere costretto a vivere in quello stato, ma qua si parla di costrizione vera e propria. Gli immigrati che vivevano nelle baracche erano lavoratori, gente che si spacca la schiena nei cantieri e nelle campagne del catanese per pochi euro a giornata. Se stavano nelle baracche è perché si sono visti negare più volte l’affitto di una casa vera o perché non arrivavano proprio a pagare un qualsiasi affitto.

La soluzione per un problema del genere sono strutture adatte all’accoglienza, che permettano una vita dignitosa, ma soprattutto lo smantellamento dello stato di sfruttamento del lavoro difeso e garantito dai nostri politici. Lavoro nero, caporalato e precariato sono i veri responsabili di tutta questa miseria. Invece, la giunta comunale ha risposto con la violenza, con la repressione, chiudendo gli occhi di fronte alle vere problematiche, e esultando per questa operazione di "pulizia" e "legalità" garantita dalla Legge Bossi-Fini. Il copione non cambia, è lo stesso di qualche mese fa quando venivano usati i manganelli contro chi aveva occupato le case a Librino, quella volta contro lavoratori, disoccupati, proletari catanesi.

Noi non vogliamo che questo ennesimo atto di violenza repressiva passi sotto silenzio. Gli immigrati sono i soggetti più deboli, perciò vengono colpiti con più violenza: per loro ci sono lavori sottopagati e sfruttamento neoschiavista, espulsioni e carceri su misura. Mobilitiamoci al loro fianco in vista del corteo nazionale a Roma per la “libertà e i diritti dei migranti” del 3 dicembre.

Ieri venivano manganellati gli occupanti delle case, oggi vengono rase al suolo e distrutte le baracche e tutti gli averi degli immigrati...domani toccherà agli studenti, ai lavoratori e chissà a chi altri ancora se non ci mobilitiamo contro chi si arricchisce sulla nostra miseria e calpesta i nostri diritti

CORTEO VENERDI’ 18 NOVEMBRE ORE 18:00 CONCENTRAMENTO di FRONTE ALL’EX BARACCOPOLI (Corso dei Martiri Della Libertà)


- Ci sono 2 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Sgomberata la baraccopoli di Catania, i cento migranti nei Cpt
17 novembre 2005, di : Franco

Attac, Centro Iqbal Masih, Centro Popolare Occupato Experia, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti, Collettivo Spedalieri, Collettivo autonomo Studentesco, Collettivo Autonomo Universitario, Lavoro e società (Area Programmatica CGIL), Prc, Ronda della Solidarietà, Open Mind GLBT, AMR Progetto Comunista in Sicilia (sin. PRC). Tutte queste belle sigle dov’erano quando i poveretti stavano stipati da anni all’interno delle baraccopoli e non erano arrivati ancora i media? Ovvio che sarebbe arrivato lo sgombero (norme igenico sanitarie) dopo la denuncia degli organi di stampa... Il punto è: Gli immigrati lì stavano male ovvio, nei cpt pure, ma ora come staranno? Sicuramente molto peggio. Nessuno potrà garantirgli mai la ben ke minima sistemazione alternativa. Riflettere please.
    MENO PAROLE PIU FATTI
    21 marzo 2006

    esatto: dove erano tutte queste belle organizzazioni (Attac, Centro Iqbal Masih, Centro Popolare Occupato Experia, Rete Antirazzista Catanese, Giovani Comunisti, Collettivo Spedalieri, Collettivo autonomo Studentesco, Collettivo Autonomo Universitario, Lavoro e società (Area Programmatica CGIL), Prc, Ronda della Solidarietà, Open Mind GLBT, AMR Progetto Comunista in Sicilia (sin. PRC))??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????? anzichè organizzare inutili cortei con tutte quelle braccia avrebbero potuto costruire un bel palazzo per ospitarli! Le belle parole sono sempre gratuite ma nei fatti.....nulla ! Una baraccopoli non è una bella cosa, comunque la si veda, ma accorgersene solo quando viene sgomberata per avere il pretesto di qualche protesta è davvero demagogico.
belle parole, pochi fatti
21 marzo 2006

esatto, tutte queste belle organizzazioni dai nomi altisonanti e pomposi dove cavolo erano prima dello sgombero ?????? Perchè ognuno di loro non si è accollato l’onere di tenere a casa propria un migrante delle baraccopoli????????????????????????????????????????????????????????????????????? Dietro tante belle parole, come al solito pochi fatti !
    RE: belle parole, pochi fatti
    7 febbraio 2007

    ma la persona (perché è sempre la stessa) che ha scritto i messaggi qui sopra, dov’era? I "fatti" non li devono certo attuare le sigle, ma gli amministratori locali! Per te, per caso, sono organi di governo? Caro anonimo ciarlatano, invece di criticare, cerca di criticare te stesso e la tua città, e pensaci due o tre volte prima di accusare la gente di demagogia. Continua ad insinuare che queste "sigle", come tu le chiami, cercano solo di farsi pubblicità: ti renderai conto che, è vero, c’è una fase per agire, ma anche un’altra: per protestare. Tu, nel dubbio, non sei coinvolto né nell’una né nell’altra. Complimenti.