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Scapagnini e Catania

“Ma perché vi preoccupate? Perché vi lamentate? Ma perché sono così pessimiste le vostre risposte nei sondaggi che riguardano Catania? Ma cosa andate a credere? Al Sole 24 ore, alle analisi di Legambiente?

di Salvatore Resca - mercoledì 20 giugno 2007 - 3822 letture

In posizione centrale, rassicurante, a colori, il volto segnato da qualche ruga, ma sorridente e gioviale, la faccia del sindaco Scapagnini, a pag. 3 de “La Sicilia” di mercoledì 6 giugno, tranquillizza i catanesi: “Ma perché vi preoccupate? Perché vi lamentate? Ma perché sono così pessimiste le vostre risposte nei sondaggi che riguardano Catania? Ma cosa andate a credere? Al Sole 24 ore, alle analisi di Legambiente?

E va bene, sì!

“Qualcuno dice che abitiamo nella città più “invivibile d’Italia, la sicurezza e il bullismo imperano nelle scuole e per le strade, i turisti fuggono, l’abusivismo (commerciale, stradale, pubblicitario) è la norma, l’illegalità in ogni aspetto della vita sociale è l’atteggiamento più diffuso, l’arroganza, la prepotenza, la delinquenza proliferano, lasciar correre è l’impegno quotidiano dei vigili urbani, l’inquinamento ambientale ottiene livelli di primato; la raccolta differenziata dei rifiuti è solo una stupenda teoria ecologista, le carcasse delle auto abbandonate sulle strade aumentano ogni giorno, le periferie e le zone limitrofe sono piene di rifiuti e di discariche improvvisate, i cani randagi rappresentano la fauna cittadina più diffusa, il verde pubblico si inaugura oggi e si abbandona l’indomani, la circolazione è sempre più impossibile, i posteggiatori sempre più abusivi, i rumori sempre più assordanti… ma vivaddio!, siamo proiettati nel futuro… “la città, -afferma serafico il sindaco-, è in reale evoluzione”.

Noi amministratori non abbiamo tempo di pensare al presente.

Siamo proiettati verso il futuro!

E il futuro di Catania è radioso: presto (probabilmente attorno al 2030) avremo parcheggi in numero tale che, per mancanza di auto, dovremmo adibirli a centri commerciali; li avremo nel centro città, così gli automobilisti intaseranno sempre più le strade per andare a parcheggiare. Per questo non serviranno più i parcheggi scambiatori, che saranno trasformati in prati e giardini.

Perché vi lagnate?

Vivete in una città che ha il primato degli appalti pubblici, fonte inesauribile per la mafia e gli amministratori di guadagni extra, necessari per svolgere con impegno il loro compito, considerati, oggi, gli irrisori costi della politica; avrete la “gestione intelligente (dove la parola più impegnativa è “intelligente”), del trasporto pubblico e privato, per cui abbiamo stanziato già 2,8 milioni di euro, avrete “l’officina delle idee”, per la quale abbiamo stanziato 206 milioni di euro, (ma siamo alla ricerca della materia prima: “le idee”), avrete cinquantamila altre cose…

E consolatevi, fin d’ora, con le energie alternative: Il nostro sarà un comune “solarizzato”, abbiamo impegnato 2,5 milioni di euro; avrete il POR(?) per la cui ricerca sono stanziati 20,8 milioni di euro; avrete il PON (??) per la cui “ricerca” i milioni di euro sono 60.

Abbiamo un sindaco straordinario!

I suoi numerosi impegni di governo, non gli impediscono di pubblicare ogni tanto sul giornale locale articoli di fantapolitica e di fantamministrazione. Sorvolando sulle disastrose condizioni attuali della città che dirige, sull’incolmabile dissesto finanziario del comune, sulla disoccupazione da primato, sul ridimensionamento dei servizi sociali che gravano sui cittadini più bisognosi, decolla con sicumera verso il futuro di Catania e verso la Catania del futuro: “Catania, città metropolitana, in tutte le dimensioni…”; Catania, piattaforma europea del Mediterraneo…”, Catania, motore dell’economia, della conoscenza, della innovazione…”, Catania fabbrica culturale e creativa del Mediterraneo…”, Catania, tutto questo ed altro ancora, fuorché quella che i cittadini hanno “ora” il diritto di avere.

Catania “sarà” la città ideale. Ne ammireremo il quadro come quello, celebre, attribuito a Leon Battista Alberti (o Piero della Francesca?), esposto al Palazzo Ducale di Urbino. Ci sarà un gigantografia in piazza Duomo. Si dice che il sindaco abbia emanato un bando di concorso per cercare il pittore degno di ritrarre la Catania del futuro con lo sfondo della sua faccia.

E’ stato intanto deciso quale sarà, d’ora in poi, l’inno nazionale della città di Catania: “Volare. Nel blu dipinto di blu, felici di stare lassù, Umberto, con te!

Modugno sarà contento!

Il caro e intramontabile Totò direbbe: “Ma mi faccia il piacere…”

A noi catanesi restano due possibilità: o voliamo alto col sindaco dimenticando la triste realtà in cui gemiamo e piangiamo nella speranza di un radioso futuro, o restiamo con i piedi per terra, mettendoci a lavorare, noi per il riscatto vero, di questa città.

Tanto lui, Scapagnini, fra un anno se ne andrà. Dopo aver ridotto Catania in questo stato, sarà eletto deputato al Parlamento europeo, avrà l’avvenire assicurato ma potrà, ancora meglio, dall’alto del seggio di Strasburgo continuare a farci sognare il Paradiso della Catania del 3000. Ci consoleremo con i sogni (forse oggi non la religione ma “gli appalti” sono l’oppio del popolo) mentre potremo incollare la foto del sindaco sul cruscotto della nostra automobile irretiti nelle lunghe attese del traffico cittadino, per continuare a sognare con lui!

Cittainsieme Città libera

Catania, 19 giugno 2007


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