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Picasso a Pisa

Fino al 29 gennaio, presso il Palazzo Blu, sarà possibile visitare un’esposizione molto particolare dell’immensa produzione artistica del genio spagnolo.
di Piero Buscemi - martedì 1 novembre 2011 - 4621 letture

Si può dipingere con le parole. Molte volte, più che con i colori. Se l’artefice è Picasso, qualsiasi dubbio si annebbia dietro la sua estrosità e geniale fantasia che lo ha reso unico e intramontabile.

La mostra inaugurata il 15 ottobre scorso a lui dedicata presso il Palazzo Blu a Pisa, conferma questa sua capacità di comunicare con le immagini, con le quali Picasso ha saputo trasmettere la tragedia della vita attraverso le sue opere in tetracromia o pentacromia, quasi ad anticipare la tecnica di stampa delle moderne stampanti. Ma anche con il più semplice bianco e nero che caratterizza il quadro più famoso dell’artista, il Guernica.

Sono le parole, però, raccolte e affisse alle pareti delle sale espositive del Palazzo Blu, a fare più da cornice che da didascalia ai dipinti, che colpiscono la sensibilità del visitatore. Perché Picasso è stato un uomo del suo tempo, libero pensatore e rivoluzionario nell’arte, ma ancora di più nella vita. L’uomo che sfidò i dogmi artistici, selettivi e rigidi di quegli anni, che solo l’estro creativo e ribelle poteva scardinare ed annullare.

"Ho voluto essere pittore e sono diventato Picasso", rappresenta il testamento ideologico di un uomo, prima che artista, consapevole del proprio genio ma cosciente che l’arte fosse l’unico modo per trasmettere ai posteri la testimonianza di orrori, ma sicuramente anche degli splendori che l’uomo è capace di consegnare alla storia durante il suo passaggio.

Critico severissimo del suo contemporaneo, sarà artefice di uno degli epitaffi più significativi e accostabili a molti popoli del mondo, oltre a quello spagnolo preso di mira dall’artista, quando ebbe a dire: "Noi, gli Spagnoli, siamo la messa al mattino, la corrida al pomeriggio, il bordello la sera. E che cosa unifica tutto ciò? E’ la tristezza. Una strana tristezza. Come l’Escorial".

La mostra, visitabile fino al 29 gennaio 2012, attraversa un lungo periodo della maturazione artistica di Picasso. Contiene molte opere nate dalla sua amicizia con altri artisti del suo tempo, quali Modigliani, Apollinaire e Gertrude Stein. Si possono ammirare anche alcune sculture, opere grafiche e illustrazioni di libri.

Una varietà significativa dell’intera opera dell’artista, che lui stesso amava definire così: "Non ho mai creduto alla pittura destinata a pochi eletti. Ho sempre pensato che la pittura debba svegliare qualcosa, persino in chi non ha l’abitudine di guardare i quadri. Nella mia opera, proprio come in Shakespeare, ci sono sempre dei particolari burleschi e dei particolari relativamente volgari. Così riesco a toccare tutti".


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