I "Detective di Ogm", attivisti di Greenpeace, che
cercano di individuare i prodotti etichettati OGM, informare i consumatori
sulle nuove norme ed invitarli ad entrare in azione.
A pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore
del nuovo regolamento europeo sugli Ogm, Greenpeace è tornata nei
supermercati in tutta Italia , in 22 città (tra cui Trieste, Venezia,
Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, Napoli,
Lecce, Palermo e Catania) per scovare i prodotti che contengono Ogm sugli
scaffali dei supermercati.
Sono i "Detective di Ogm", attivisti di Greenpeace, che
cercheranno di individuare i prodotti etichettati, informare i consumatori
sulle nuove norme ed invitarli ad entrare in azione.
Tutti possono diventare "detective" di Ogm, informando altri consumatori
della presenza di prodotti Ogm attraverso il sito dell’associazione
(http://www.greenpeace.it/ogm) e chiedendo al supermercato la sostituzione
del prodotto acquistato con uno non Ogm.
Con la nuova normativa europea, tutti i prodotti, contenenti o derivanti da
un ingrediente che contenga più dello 0,9 per cento di Ogm, dovranno esibire
sull’etichetta la scritta: «Questo prodotto contiene (o deriva) da Ogm».
Anche oli vegetali, amidi, zuccheri, finora esclusi dall’obbligo della
dichiarazione, dovranno essere etichettati.
Per Greenpeace è inaccettabile, però, che uova, carne e latticini non
debbano essere etichettati per legge anche se gli animali di provenienza
sono stati nutriti con Ogm. Ai consumatori è dovuta questa garanzia. Nel
frattempo, possono scoprire se questi prodotti hanno avuto a che fare con
Ogm o meno grazie alla guida che si trova sul sito di Greenpeace. Sempre sul
sito possono segnalare i prodotti etichettati Ogm eventualmente in vendita.
"I consumatori europei non vogliono Ogm e ci auguriamo che sugli scaffali
non arrivino questi prodotti. Ma se le aziende vogliono testare
l’opposizione dei consumatori, siamo più che pronti ad offrire loro gli
strumenti e il sostegno per individuare e far uscire i prodotti Ogm dal
mercato" spiega Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace .
Per la prima volta tutte e tre le navi di Greenpeace sono impegnate su un
unico obiettivo, fermare la soia transgenica. La metà della soia mondiale,
usata per la mangimistica e per l’industria alimentare, è ora Ogm e
Greenpeace intende bloccarla sia lungo le rotte d’esportazione che
informando i consumatori. La nave "Esperanza" ha iniziato da una settimana
il tour del Mediterraneo, mentre il rompighiaccio "Arctic Sunrise" è entrato
in azione in Brasile e l’ammiraglia "Rainbow Warrior" in Australia.
I primi risultati non si sono fatti attendere: martedì, in seguito
all’azione di Greenpeace in Spagna, Moyresa, sussidiaria di Bunge, maggiore
trasformatore di soia e fornitore di olio vegetale a livello mondiale e tra
i principali esportatori, ha annunciato la conversione di un impianto a soia
NON-Ogm.