Nascono i detective di OGM


I "Detective di Ogm", attivisti di Greenpeace, che cercano di individuare i prodotti etichettati OGM, informare i consumatori sulle nuove norme ed invitarli ad entrare in azione.


di Redazione pubblicato il 28 aprile 2004

A pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sugli Ogm, Greenpeace è tornata nei supermercati in tutta Italia , in 22 città (tra cui Trieste, Venezia, Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, Napoli, Lecce, Palermo e Catania) per scovare i prodotti che contengono Ogm sugli scaffali dei supermercati.

Sono i "Detective di Ogm", attivisti di Greenpeace, che cercheranno di individuare i prodotti etichettati, informare i consumatori sulle nuove norme ed invitarli ad entrare in azione. Tutti possono diventare "detective" di Ogm, informando altri consumatori della presenza di prodotti Ogm attraverso il sito dell’associazione (http://www.greenpeace.it/ogm) e chiedendo al supermercato la sostituzione del prodotto acquistato con uno non Ogm.

Con la nuova normativa europea, tutti i prodotti, contenenti o derivanti da un ingrediente che contenga più dello 0,9 per cento di Ogm, dovranno esibire sull’etichetta la scritta: «Questo prodotto contiene (o deriva) da Ogm». Anche oli vegetali, amidi, zuccheri, finora esclusi dall’obbligo della dichiarazione, dovranno essere etichettati.

Per Greenpeace è inaccettabile, però, che uova, carne e latticini non debbano essere etichettati per legge anche se gli animali di provenienza sono stati nutriti con Ogm. Ai consumatori è dovuta questa garanzia. Nel frattempo, possono scoprire se questi prodotti hanno avuto a che fare con Ogm o meno grazie alla guida che si trova sul sito di Greenpeace. Sempre sul sito possono segnalare i prodotti etichettati Ogm eventualmente in vendita.

"I consumatori europei non vogliono Ogm e ci auguriamo che sugli scaffali non arrivino questi prodotti. Ma se le aziende vogliono testare l’opposizione dei consumatori, siamo più che pronti ad offrire loro gli strumenti e il sostegno per individuare e far uscire i prodotti Ogm dal mercato" spiega Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace . Per la prima volta tutte e tre le navi di Greenpeace sono impegnate su un unico obiettivo, fermare la soia transgenica. La metà della soia mondiale, usata per la mangimistica e per l’industria alimentare, è ora Ogm e Greenpeace intende bloccarla sia lungo le rotte d’esportazione che informando i consumatori. La nave "Esperanza" ha iniziato da una settimana il tour del Mediterraneo, mentre il rompighiaccio "Arctic Sunrise" è entrato in azione in Brasile e l’ammiraglia "Rainbow Warrior" in Australia. I primi risultati non si sono fatti attendere: martedì, in seguito all’azione di Greenpeace in Spagna, Moyresa, sussidiaria di Bunge, maggiore trasformatore di soia e fornitore di olio vegetale a livello mondiale e tra i principali esportatori, ha annunciato la conversione di un impianto a soia NON-Ogm.

Ritorna al formato normale

Stampa l'articolo