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La Grecia sotto attacco: sosteniamo il popolo greco!

Se esiste un simbolo che sintetizza questa crisi economica che dura ormai da 8 anni, il popolo greco ne è l’espressione più chiara e significativa. (Editoriale della Usb)

di Redazione Lavoro - mercoledì 1 luglio 2015 - 3119 letture

Un popolo colpito come tutti i paesi del sud dell’Europa prima dai guasti immensi prodotti dal liberismo, poi dalla speculazione finanziaria, poi dall’attacco concentrico del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea e dall’Unione Europea, la cosiddetta Troika che rappresenta senza più veli e infingimenti il vero volto del capitalismo moderno. Quel capitalismo che per sopravvivere e mantenere inalterati i margini di guadagno del cosiddetto Mercato (cioè chi rappresenta l’1% o molto meno della popolazione mondiale), divora risorse, diritti, salari, pensioni, salute, ambiente e infine anche gli Stati e la loro indipendenza.

Non sappiamo come si evolverà la vicenda greca che in queste ultime ore sta vivendo una fase tragica e al tempo stesso esaltante.

Tragica perché comunque vada il popolo sarà chiamato nell’immediato ad ulteriori sacrifici e tanta parte si ridurrà in povertà. Le offerte del Governo Tsipras alla Troika erano arrivate fino a 8 miliardi di Euro di tagli da effettuare su pensioni e sistema fiscale che probabilmente rimarranno tali anche dopo il Referendum. In qualche modo il governo Greco si è scaricato di una responsabilità che è propria e la ha riversata sui cittadini che dovranno ora decidere loro, dando così una occasione alla destra di utilizzare la paura sparsa a piene mani in questi mesi e in questi giorni sul fallimento e l’uscita dall’Euro per chiedere di votare SI, opzione che realisticamente non è possibile dare già per sconfitta.

Esaltante perché se vincerà il NO al referendum promosso dal Governo Tsipras, la Grecia diventerebbe un simbolo, una bandiera per tutti quei popoli che stanno vivendo sulla propria pelle e con forte preoccupazione le imposizioni di una Unione Europea che, ormai è finalmente chiaro a tutti, rappresenta gli interessi del grande capitale e della finanza internazionale.

E ciò anche se nel breve termine si dovrà far fronte a rischi enormi per la democrazia messa in discussione dalla destra greca ed europea e a condizioni economiche pesanti quanto quelle che si vivrebbero nel caso si decidesse di accettare il ricatto della Troika.

E se vincerà il NO al Referendum saremo ancor più convintamente al fianco del popolo greco, un popolo che ha insegnato all’intera Europa che cosa è la civiltà e che saprà uscire da una crisi senza precedenti.

Il nostro sostegno non sarà soltanto a parole: faremo di tutto per sostenere chi sta recuperando la propria sovranità nazionale, chi si batte come noi contro il liberismo, contro questa Unione Europea, contro chi ci vuole schiavi.

Il nostro sindacato si farà promotore e sosterrà tutte le iniziative politiche, sindacali, culturali ed economiche utili al popolo greco.

Riportiamo il comunicato emesso dal PAME, il grande sindacato greco con il quale condividiamo la partecipazione alla WFTU, la Federazione Sindacale Mondiale.

Il comunicato del PAME

NO AL MEMORANDUM DELLA TROIKA – NO AL MEMORANDUM DI SYRIZA

Il Governo di coalizione del partito socialdemocratico Syriza e dell’estrema destra ANEL ha approvato la scorsa notte in Parlamento il ricorso al referendum per il 5 di Luglio. Tale risoluzione è stata votata in Parlamento con 178 voti favorevoli da tre partiti, Syriza, ANEL e il partito neofascista Alba Dorata.

Con questo referendum la coalizione Syriza – Anel intende trasferire le sue grandi responsabilità al popolo Greco. Allo stesso tempo cerca di ingannare i lavoratori con molte bugie, per questo la domanda posta nel referendum è falsa.

Il Governo Greco ha rifiutato di inserire nel referendum la domanda sul Memorandum proposto dal Governo stesso che include un programma antipopolare da 8 miliardi di euro sottoscritto dallo stesso primo ministro Tsipras e presentato alla Troika. Pertanto la domanda del referendum chiederà ai Greci soltanto se approvino o meno il Memorandum proposto dalla Troika che in realtà ha poche differenze dalla proposta del Governo.

Oggi il Presidente della Repubblica, Prokopis Paulopulos darà il suo consenso alla legge che indice il Referendum. E’ importante ricordare che il Presidente della Repubblica, che è eletto dal Parlamento, fu scelto da Syriza e votato da Syriza, ANEL e i neo conservatori di NUOVA DEMOCRAZIA. L’attuale Presidente della Repubblica è stato membro in passato del Parlamento per 16 anni e per 7 anni come Ministro nel governo di Nuova Democrazia. Nel periodo 2004 – 2009 è stato Ministro degli Interni e Capo dei Servizi Segreti Greci.

La classe operaia del nostro Paese deve denunciare con il voto del 5 luglio sia il Memorandum della Troika sia quello del Governo. Denunciare l’Unione Europea, il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Centrale Europea ed esigere la rottura con questi meccanismi imperialisti. Il movimento sindacale di classe deve utilizzare questi cinque giorni per informare tutti gli strati popolari. Il Governo ha chiamato al Referendum in così pochi giorni proprio per impedire una discussione sostanziale.

Allo stesso tempo noi chiamiamo i lavoratori a denunciare tutte le forze politiche che accettano l’Unione Europea come unica opzione e che hanno gravi responsabilità per la situazione attuale del nostro popolo.

Atene, 28 giugno 2015


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