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Il “Caso Mazzarino”: un monito per la nuova Sanità Siciliana

Oggi all’attenzione nazionale il “Caso Mazzarino” che ha messo comunque il dito nella grande piaga Sanitaria Siciliana.

di cirignotta - mercoledì 9 settembre 2009 - 2310 letture

Che il nuovo piano di rientro della sanità siciliana sia solo un problema economico spartito negli uffici dell’Assessorato Regionale, attraverso propri dati e studi di settore oltre che nella mancata considerazione delle varie realtà territoriali, questo si era già capito.

Tra gli esempi ricordiamo la realtà del Gelese (Sud della provincia di Caltanissetta) dove ricade anche Mazzarino che ha già delle rivendicazioni riguardo la mancanza di un’ Oncologia Medica funzionale(oggi esiste infatti solo un servizio) che sopperisca alle migliaia di malati oncologici di un territorio devastato dall’impatto ambientale e volutamente messo in secondo piano dalla politica per favorire territori limitrofi di altre province.

Oggi all’attenzione nazionale il “Caso Mazzarino” che ha messo comunque il dito nella grande piaga Sanitaria Siciliana che proprio a discapito del famoso art. 32 della costituzione, pieno di diritti e povero di molti doveri da parte dello stato, ha veramente fatto capire ai cittadini come la salute diventa oggi solo appannaggio dei poteri forti.

Morire a 23 anni per schok emorragico nel 2010 forse risulta solo ridicolo ma in Sicilia tutto questo è solo realtà, al solito si litiga sui tempi e sulle competenze con il risultato concreto che il giovane è riuscito ad entrare in sala operatoria dopo circa 2 ore percorrendo nella sua rincorsa verso la vita solo 50 km dalla sede dell’incidente stradale,certamente un anello mancate quello della piena funzionalità della sala operatoria del piccolo Ospedale di Mazzarino che forse ha determinato la tragedia.

Tante le domande che girano nella mente dei cittadini come quella del perchè in quel momento la piccola sala operatoria non era funzionale? Mancava il personale dedicato visto che lo stesso nosocomio è stato messo in dismissione dal nuovo piano sanitario regionale? Perchè si vuole chiudere un presidio che gestisce un territorio di circa 40.000 abitanti in quanto territorialmente fornisce servizi e posti letto a Barrafranca, Pietraperzia ed altri piccoli comuni?

Il servizio 118 è adeguatamente fornito di autonomia decisionale capace di individuare e scegliere le priorità nosocomiali in codeste emergenze? Tante domande che sicuramente non avranno risposta perchè come al solito vinceranno i poteri forti ed a discapito sempre dei cittadini siciliani.


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