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I replicanti siamo noi

La felicità porta fortuna è un film con dei dialoghi spassosi, battute a raffica per una storia semplice che fa riflettere su quanto sia diventato cupo il mondo che ci circonda.
di Fabrizio Cirnigliaro - mercoledì 3 febbraio 2010 - 3667 letture

La felicità porta fortuna (Happy Go Lucky) è un film del 2008 diretto da Mike Leigh.

Poppy (Sally Hawkins) è un’insegnante trentenne, vive nella periferia londinese, convivendo con una collega. Le piace vivere con allegria, cercando di sorridere sempre, anche nelle situazioni più difficili, e le piace mettersi sempre in gioco. Frequenta infatti diversi corsi: flamenco, salto con la rete, e ha deciso di prendere anche lezioni di scuola guida. Non tutti reagiscano positivamente di fronte al suo atteggiamento cosi ottimista, ma lei non sembra risentirne. E’ comunque cosciente del fatto che non basta guardare con gioia la vita per risolvere i problemi quotidiani. Come insegnante è inappuntabile, sempre pronta a stimolare i suoi allievi con nuovi giochi, ma allo stesso tempo attenta e vigile nel captare gli episodi spiacevoli, che riesce ad affrontare con calma e in modo professionale. Sarà lei ad accorgersi dell’attitudine ad alzare le mani da parte di un bambino, riuscendo, grazie all’intervento di un assistente sociale, a capire le ragioni che lo spingono a relazionarsi in questo modo con i suoi compagni.

Happy Go Lucky è un film con dei dialoghi spassosi, battute a raffica per una storia semplice che fa riflettere su quanto sia diventato cupo il mondo che ci circonda. Basta un pò di cordialità, di ottimismo , di buon umore a spiazzarci e farci sentire indifesi, incapaci di lasciarci andare. Sorridere e cercare di divertirsi, accettando sempre nuove sfide, sembra quasi un atto rivoluzionario. Quando a Poppy rubano la bicicletta lei non ne fa un dramma. Non maledice nessuno e non pensa neanche che le sia stata rovinata la giornata. Reagisce decidendo di iscriversi alla scuola guida. Tutto qui. Non siamo più ai tempi del neorealismo del dopo guerra, anni in cui il furto di una bicicletta poteva rovinarti la vita, quando era l’unico mezzo con cui poter lavorare. Nella vita di Poppy invece è giustamente solo un episodio spiacevole, niente di più. L’entusiasmo di Poppy si contrappone al rancore e all’infelicità delle persone che incontra. L’istruttore di guida è un metodico, pur non fermandosi all’apparenza delle cose di questo mondo, si è rinchiuso in se stesso, ostaggio delle paura e della rabbia, incline a vedere sempre complotti ovunque, a partire dall’educazione scolastica. Anche l’insegnante di Flamenco ha un’ atteggiamento simile, pur se più malinconico e meno rabbioso.

Mike Leigh ci regala con questa commedia due ore di divertimento, grazie soprattutto alla grande interpretazione di Sally Hawkins, vincitrice dell’Orso d’argento al festival di Berlino. Poppy ha la battuta sempre pronta, con la sua allegria e le sue smorfie ci fa notare quanto è grigio e incolore il mondo e il modo in cui viviamo e ci fa sentire dei replicanti. Noi siamo diventati dei Nexus-6, replicanti incapaci di provare empatia, loro però almeno avevano voglia di vivere, di sorridere, di amare.


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