Sei all'interno di >> :.: Primo Piano | Movimento |

È giusto parlare ancora di Genova

Un articolo-lettera di Giuliano Guiliani, sui fatti di Genova. Per non dimenticare.

di Redazione - mercoledì 11 maggio 2005 - 9493 letture

Parlare ancora di Genova? Sì, ogni tanto è giusto farlo. Per un dovere di memoria. Per il diritto alla verità. Per il rispetto verso chi è stato ammazzato ingiustamente e martoriato nel corpo. Per il risarcimento morale di chi è stato massacrato di botte senza il minimo motivo, umiliato, offeso, privato dei diritti essenziali. Per individuare le responsabilità e colpirle con gli strumenti severi della democrazia. Perché come cittadini di questo paese abbiamo il diritto di sapere da chi siamo tutelati e controllati e non solo da chi siamo governati.

Tra tanti forse e tanti distinguo, tra molte capriole verbali e qualche tardiva autocritica, si è fatta strada la convinzione che Genova abbia rappresentato simbolicamente il punto alto del governo della destra e dei corpi collaterali: adesso comandiamo noi e facciamo quello che vogliamo (magari con un irridente riferimento a Napoli: “Quella è stata una barzelletta!”). Lo aveva sintetizzato bene Gianfranco Fini la sera stessa di quel 20 luglio, quando, in barba alle abluzioni di Fiuggi e con la faccia arcigna dell’abituale militanza, preannunciò la sentenza: legittima difesa. Poco importa che in quella giornata si fosse intrattenuto per intere ore nei luoghi in cui si dirigeva il disordine pubblico: a portare solidarietà, stando alle sue dichiarazioni; a verificare che le cose si stessero svolgendo come erano state predisposte, secondo le mie maliziose deduzioni.

Insieme a questa convinzione se ne è andata consolidando un’altra: Genova segna, per la destra, l’inizio del declino. Sì, perché faticosamente, lentamente, vincendo pigrizie e tentennamenti, documentando, parlando con la gente, e nonostante le menzogne dell’informazione “ufficiale”, giù giù fino ai punto e a capo, una parte significativa del paese è andata oltre il legittimo sentimento di solidarietà umana e si è convinta di come quelle giornate avessero denunciato esplicitamente la volontà di intaccare nel profondo le regole della democrazia. Si è cioè disvelata la verità politica, anche se non si era voluto affermare la verità giudiziaria in un’aula di tribunale. D’altra parte siamo soltanto a meno di quattro anni, e non ai trentacinque e mezzo di Piazza Fontana, di che ci lamentiamo!

E tuttavia, anche qui, qualcosa si muove. Nel processo in corso a Genova contro venticinque persone accusate di devastazione e saccheggio (pena prevista da otto a quindici anni) si stanno interrogando come testimoni dell’accusa alcuni protagonisti di piazza Alimonda ed emergono novità interessanti e sconcertanti. Cito alcuni esempi. Al giovane carabiniere che dice di essere insieme a Placanica viene mostrata la fotografia in cui si vede il defender che si allontana passando sul corpo di Carlo. Si notano nettamente la mano di chi ha appena sparato e una persona che copre lo sparatore, ma lui dice che non era sopra e che la mano non è sua. Di grazia, ci vorranno dire chi era il quarto uomo? L’autista, fra centinaia di non ricordo, confessa e ribadisce che prima di andare all’ospedale il defender è passato dal comando provinciale dell’Arma, dove tutti e tre sono stati medicati e curati, tanto per risolvere in famiglia la questione dei referti. Tutto secondo norma? Ancora. Un comandante di reparto racconta che dovevano contenere l’avanzata dei manifestanti e che c’era tensione (stiamo parlando della decina di minuti prima dell’uccisione di Carlo). Foto e filmati dimostrano l’esatto contrario: nessuna avanzata e nessuna tensione, ma dimostrano anche che l’attacco di fianco al corteo dei disobbedienti (autorizzato ma attaccato da ore) è manovra insensata, che dura meno di un minuto, si conclude con una precipitosa e disordinata ritirata del contingente e configura una specie di trappola che culmina con gli spari mortali. Di grazia, ci vorranno spiegare perché? Tuttavia in quella manovra si consuma un episodio fuori ordinanza. Il funzionario di polizia che comanda la piazza raccoglie i sassi e li rilancia, per sua stessa ammissione, contro i manifestanti. Ancora. Lo stesso funzionario, resosi prontamente esperto in materia, parla di un sasso. Non è un sasso qualunque. È quello che, vicino alla testa di Carlo disteso sul selciato e circondato da un fitto cordone di carabinieri e poliziotti, prima non c’è e poi compare. È quello che volevano buttare via ma che una quanto mai tempestiva istanza della parte lesa ha fatto conservare presso l’ufficio dei corpi di reato. È il sasso con cui i carabinieri spaccano la fronte di Carlo, una obbrobriosa applicazione della legge del taglione (girava voce fra la truppa, falsa come tante altre, che un carabiniere fosse in fin di vita per una sassata di un manifestante). È il sasso che fa venire in mente a quello stesso funzionario di attribuire la morte di Carlo a un incolpevole manifestante (”bastardo, ti ho visto, tu l’hai ucciso, con il tuo sasso...”). Grande performance, complimenti! Il guaio è che una serie di fotografie dimostrano senza dubbio alcuno che la sceneggiata ha inizio quando la telecamera si è assestata per la ripresa e quando giornalista e operatore hanno ricevuto il placet dopo essere stati aggrediti verbalmente da un carabiniere. Di grazia, lo vogliamo almeno designare per un Oscar? D’altra parte la storia dell’uccisione da parte di un sasso tirato da un manifestante dura un bel po’ di tempo. Alle 18.04, trentasette minuti dopo, ne parlano ancora via radio i più alti comandanti dei CC sulla piazza. Sono tutte cose già note, ma è importante che trovino conferma in un’aula di tribunale. Altre ancora potrebbero emergere, se tutti quelli che sanno si decidessero a parlare. C’è chi ancora non lo ha fatto, e sarebbe tenuto a farlo per il mestiere che fa. Perché non parla quel poliziotto che prende a manganellate un carabiniere nella stessa scena di piazza Alimonda? Perché non parla quell’ufficiale dei CC che assiste alle scene più orrende? Mi riferisco soprattutto agli operatori dell’informazione, a quelli che hanno visto ma continuano a tacere e sono rimasti indifferenti anche al nobile appello del presidente Ciampi di tenere la schiena dritta. Piegarla perché “si ha famiglia” non è un bel modo di onorare il motivo dell’abiura alla propria dignità.

Sono cose note, ma anche pezzi di una trama che va svelata fino in fondo, per le necessarie misure di ripristino della legalità democratica anche nel settore decisivo delle forze dell’ordine. Non è peregrino chiedere all’Unione di assumere a chiare lettere la decisione di scrivere la verità con il lavoro indispensabile di una Commissione parlamentare d’inchiesta. Alcuni esponenti dell’Unione lo hanno detto in occasione di riunioni pubbliche. Non è affatto superfluo ribadirlo e confermarlo nella stesura del programma. La documentazione non manca e possiamo fornirla alla fabbrica.

Ecco perché è giusto, ogni tanto, parlare ancora di Genova.


L’articolo È giusto parlare ancora di Genova / di Giuliano Giuliani, è stato pubblicato su L’Unità, 10 maggio 2005.


- Ci sono 10 contributi al forum. - Policy sui Forum -
> È giusto parlare ancora di Genova
11 maggio 2005, di : peterluis1

Sono certo che qualsiasi morto sia una grande perdita per l’umanità. Ma ricordare continuamente solo quelli che sono sfruttati per politica sia di cattivo gusto, anche se nel caso di Giuliani sia il padre a voler strumentalizzare.
    > il manifesto
    12 maggio 2005, di : alis

    il difficile è credere al manifesto
    > È giusto parlare ancora di Genova
    3 aprile 2006

    Spero che non ti tocchi mai il dolore che è toccato al signor Giuliano Giuliani, anche se stronzi come te si meriterebbero questo e altro.
> È giusto parlare ancora di Genova
11 maggio 2005

Caro signor Giuliani chi semina vento raccoglie tempesta.
    > È giusto parlare ancora di Genova
    3 aprile 2006

    Ribadisco: spero che non ti tocchi mai il dolore che è toccato a quell’uomo umile e generoso di nome Giuliano Giuliani, che non ha mai alzato la voce, mai ha sbraitato condanne a priori, al contrario degli stronzi come te.
> È giusto parlare ancora di Genova
11 maggio 2005

Meglio che comandino le forze dell’ordine che quelli come suo figlio.
> È giusto parlare ancora di Genova
11 maggio 2005

I sermoni sulla dignita doveva farli a tempo debito a chi ne aveva bisogno
    > che schifo
    12 maggio 2005 |||||| Sito Web: http://www.namiridia.it

    Mi sembra di essere pazzo.

    O vivo in un mondo di pazzi?

    A genova le forze dell’ordine hanno spaccato 64 ossa in 2 ore!Alla Diaz! Hanno aggredito gente COMPLETAMENTE INERME! Per vendetta e per riuscire a prendere e distruggere il materiale di Indymedia.

    A Genova i famosissimi Black Block erano PAGATI DAI POLIZIOTTI!Andatevi a leggere le pagine del manifesto se non ci credete!

    A Genova un carabiniere idiota ha ucciso un ragazzo disarmato a cui poi hanno spaccato la testa, subito dopo gli hanno spento delle cicche di sigaretta sopra e gli sono passati 2 volte con la gip sopra il corpo!

    E voi rispondete così ad uno scritto del Padre?

    Stimo Giuliano Giuliani per la sua pazienza e tolleranza.Se fossi al suo posto avrei detto e fatto di peggio.Ma sono certo che ha ragione lui, è più grande e saggio di me, non ha senso spendere tempo e parole con gente della vostra risma. State bene dove state: nell’immondezzaio della storia.

    Le favole, la storia e gli immondezzai
    12 maggio 2005

    Le forze dell’ordine a Genova si sono dovuti difendere da un’orda di teppisti e le ossa che hanno rotto non erano quelle di passanti inermi o di dimostranti pacifici ma di delinquenti che rompevano vetrine e auto in sosta e danneggiavano tutto quello che incontravano. Bella la storiella fantapolitica della polizia che paga i black block, abbiamo visto in tv chi distribuiva i bastoni ai dimostranti, i kapò dei no global. Il ragazzo ucciso non era disarmato, ma si è visto chiaramente che brandiva un grosso estintore ed era in compagnia di molte decine di persone che come lui non erano ne pacifiche ne tanto meno disarmate, il giovane carabiniere si è dovuto difendere altrimenti ora saremmo qui a piangere l’ennesima vittima del terrorismo. In quanto alla cazzata, perché si può solo definire così, delle cicche di sigaretta spente sul corpo del ragazzo, mi chiedo dove abbiano, i carabinieri, trovato il tempo per farlo visto che sono dovuti fuggire per non essere a loro volta uccisi. Dire delle idiozie è facile. In quanto al sig. Giuliani posso capire cosa prova sono anch’io padre ma forse avrebbe dovuto trasmettere anche al proprio figlio un po’ di quella pazienza e tolleranza che lei gli attribuisce. Volevo inoltre ricordare al menestrello di turno che la gente della nostra risma non ha mai ucciso nessuno e non ha fatto in modo che qualcuno sia stato costretto a farlo, se dobbiamo rivendicare qualcosa lo facciamo in modo davvero pacifico senza provare l’odio che invece provate voi, e nell’immondezzaio della storia ci siete già finiti voi con il comunismo e ci finirete nuovamente con il movimento no global, date tempo al tempo. Scusi se mi permetto di darle un consiglio, ma legga qualche altro giornale, oltre al manifesto che da sempre si è sforzato di eguagliare Andersen e f.lli Grimm e poi sarebbe come chiedere al diavolo se all’inferno si sta bene.
    > no non sei
    12 maggio 2005, di : tortugos

    no non sei pazzo sei scemo
> È giusto parlare ancora di Genova
12 maggio 2005, di : psycopatia |||||| Sito Web: www.synapsi.splinder.com

Credo sia ingiusto parlare, o meglio continuare a parlare dei fatti avvenuti in p.zza alimonda a genova e tralasciare le notizie di tante altre vittime del sistema! Guarda la ragazza sieropositiva morta di varicella più di un mese fa per colpa del sistema carcerario italiano, mentre la notizia è trapelata solo ieri!!Ma a Genova ci siamo trovati comunque di fronte ad un’ingiustizia, gravissima, da parte delle forze dell’"ORDINE"(?) che non si limita semplicemente all’omicidio, colposo o premeditato che esso sia; a Bolzaneto, nelle scuole diaz e pascoli si sono consumati abusi, retaggi di un ventennio che credevamo ormai lontano! Ritengo sia sbagliato eleggere Carlo ad eroe, ma resta pur sempre una vittima, tanto quanto Placanica, misero servo del sistema! Riferendomi poi a chi tende a difendere la sbirraglia, lo invito a vedersi almeno uno dei tanti documentari( spinti da scopi più o meno commerciali più che da ideologie di giustizia) girati a genova e a rendersi conto dell’inadeguatezza dell’esercito impegnato quel giorno! ...lo invito a non porsi nei confronti delle immagini come un medio telespettatore superficiale e passivo, ma a notare tutte le dinamiche tra i cosiddetti black block(usciti senza neanche un graffio dai vari cortei) la mandria di celerini in assetto da guerra e i manifestanti tranquilli, tra i quali forse non rientra Carlo Giuliani, ma vorrei vedere la vostra reazione ad una carica di carabinieri!...che poi il manifesto sia fazioso si sa, è esplicito, la redazione stessa lo afferma, ma da qui a paragonarli ai fratelli grimm!? ...probabilmente, chi lo afferma ha letto in tutta la sua (inutile) vita solo libri dei sopraccitati autori! HASTA LA VICTORIA
    Hasta la svista
    13 maggio 2005

    Sicuramente è meglio avere alla base della propria cultura Andersen e i f.lli Grimm ecc. che il niente assoluto come nel suo caso, visto le tante frasi fatte che lei usa compresa Hasta la victoria che oltretutto non appartiene alla nostra cultura e mi sembra solo una frase da esaltati, le voglio inoltre ricordare che non esistono vite inutili tutte hanno uno scopo la sua ad esempio serve a far sentire gli altri migliori, le spiego meglio così capisce anche lei: non ci potrebbero esserci gli intelligenti se non ci fossero gli idioti. Le favole e le fiabe sono molto utili per i bambini e per le loro menti non ancora completamente sviluppate, io le ho lette da bambino, lei può benissimo farlo ora.
    Psycopatia più che un nikname uno stato patologico
    13 maggio 2005

    Invito tutti a visitare il sito indicato sopra per vedere quanto può essere imbecille un essere umano, che giustamente si autodefinisce psycopatico nel "chi sono" c’è una definizione del cervello umano messa li col copia incolla tratta da chissà quale enciclopedia medica e conclude tutti i suoi deliri con la frase "Hasta la victoria"
> È giusto parlare ancora di Genova
16 maggio 2005

Credo sia giusto parlare di Genova, non si può dimenticare la violenza, un fatto tanto antidemocratico. Per la prima volta in vita mia ho percepito l’assenza dello Stato (capisco oggi come ci si possa sentire in Sicilia). Chi mi doveva proteggere mi ha attaccato, perchè? "Chi semina vento raccoglie tempesta" hanno scritto, ma le cose non sono andate così. Prima gente vestita di nero ha spaccato tutto davanti agli occhi delle forze dell’ordine che non hanno fatto niente, poi le forze dell’ordine si sono messe a massacrare i manifestanti, poi alcuni manifestanti hanno reagito con la violenza, però ci sono state anche persone che si sono messe a pregare nelle aiuole. Tutti allo stesso modo sono stati picchiati. A Genova al di là del credo politico ( c’erano per la maggior parte associazioni apartitiche) si sono violati dei diritti umani fondamentali. Questo dovrebbe essere grave per tutti. Non si può credere alla televisione e venire qui ad offendere. Anche per me è incredibile. In piccolo, capisco oggi la disperazione di tornava dai lager e non era creduto. Per il resto per me Carlo Giuliani è una vittima (non un eroe), io d’altra parte non ho reagito, ma queste sono scelte personali dettate in gran parte dall’istinto del momento. Peraltro malgrado io creda che le nostre forze dell’ordine debbano essere ripensate continuo ad averne rispetto, ripensando sempre alla scorta di Falcone e Borsellino. Anna
    Genova e i genovesi
    17 maggio 2005

    Io c’ero, la tv l’ho vista a posteriori e dava un quadro abbastanza realistico di quanto accaduto, in quanto alla neutralità politica dei dimostranti bastava guardare le bandiere che sventolavano. Che tra le forze dell’ordine ci siano personaggi gretti, ignoranti ed arroganti questo è fuori discussione basta essere fermati in auto per un semplice controllo per rendersene conto, però certi atti di violenza si verificano solo quando a dimostrare sono i no global, eppure le forze dell’ordine sono sempre le stesse, le stesse che seguono gli agricoltori in rivolta per le quote latte ecc. Giacomo
> È giusto parlare ancora di Genova
17 maggio 2005

Credo che lei non ci sia stato, la televisione non ha affatto detto la verità. Le sue parole sono gratuitamente infamanti. Parlare dei no-global così...che vuol dire no global? che bandiere a visto lei? C’erano centinaia di associazioni ambientaliste, che si occupano d cooperazione, cattoliche, centinaia di associazioni che le persone hanno tutti i giorni sotto gli occhi a fare banchetti, a pulire le spiagge, ad aiutare il prossimo. Li ha Genova non c’era o era accecato dalle sue frustrazioni per vedere solo bandiere rosse e anche in quel caso quello che è succeesso non avrebbe avuto giustificazioni. No global è un’etichetta televisiva data per spegnere il ragionamento. Il movimento aveva mille colori.Perchè a Firenze non è successo nulla? Eppure erano le stesse associazioni che manifestavano.Non sono d’accordo con i modi di Caruso e Casarini eppure niente giustifica il massacro che c’è stato. Quello che dico è che è vergognoso verso la verità che accettiate senza ragionare le immagini televisive. A Genova sono stati violati i diritti umani di tutti. Tutti gli stati stranieri ci hanno condannato per questo, anche la Francia che ha un governo di destra. Anna
La forza del debole: l’anonimato
18 maggio 2005, di : psycopatia |||||| Sito Web: www.synapsi.splinder.com

L’anonimato è la forza di chi teme di parlare a viso scoperto e teme il dialogo! Mi riferisco a chi offende gli altri schermandosi dietro anonime frasi che eludono ogni responsabilità!...il mondo di internet è gravido di questi personaggi che minano un potenziale uso positivo della rete...per quanto riguarda le frasi fatte non rientrano nel mio modo di argomentare i miei discorsi...ogni saluto dovrebbe rientrare in questa categoria?...comunque le favole le ho lette anch’io da piccolo e credo siano servite ad aumentare il mio sconforto verso il mondo attuale! Purtroppo la vita non si costruisce su illusioni...non sempre c’è un lieto fine...un "vissero felici e contenti"! A volte sarebbe più giusto educare i figli con favole un pò più realiste che conservino sempre una morale, un lato didascalico, ma che permettino anche di sviluppare una personalità aperta, capace di dialogare o correremo il richio di trovarci in mondo popolato da anonimi, ignoranti e offensivi...e a volte sarebbe preferibile il silenzio se non si sa di cosa si parla!

...larga la foglia stretta la via...dite la vostra che ho detto la mia!

    > La forza del debole l’anonimato
    20 maggio 2005

    Mi scusi, ma io non ho capito niente del suo messaggio. Anna
Errata corrige
18 maggio 2005

"po’" senza accento e "permettano"..magari mi si da dell’ignorante...anche se lo sono sul serio!
    Non è un problema di errata....
    18 maggio 2005

    Non sono queste le cose a cui devi badare per non fare la figura dell’idiota, ma tutte le cose che dici che dimostrano quanto sei inquadrato. Ah a proposito dove hai messo l’Hasta la victoria. saluti da Psychiatra.
> È giusto parlare ancora di Genova
24 maggio 2005

Io non appoggio Carlo Giuliani ma sicuramente non sto dalla parte delle forze dell’ordine. E’ vero, Carlo Giuliani non era nè solo nè disarmato ma un uomo che di mestiere fa il carabiniere NON PUO’NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA perdere la testa e, preso da un attimo di follia sparare ad un ragazzo. Potevo capire se lo feriva , magari ad una gamba, per difesa ma COME HA POTUTO UCCIDERLO?????? Come dice Francesco Guccini nella sua "Piazza Alimonda":...uscir di casa a vent’anni è quasi un obbligo, quasi un dovere, ideali identici, essere e avere, la grande folla chiama, canti e colori grida ed avanza..." Silvia da Livorno