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Del paesaggio sonoro casalingo tra silenzi rumori e frastuoni

Una casa silenziosa, esprime la solitudine, che non aspetta nessuno. Di cos’è fatta l’atmosfera sonora della casa?

di Massimo Stefano Russo - domenica 12 novembre 2023 - 467 letture

La sonorità della casa è fatta di rumori espressi dalla presenza e dai movimenti di chi nell’abitarla la rende viva. Una casa silenziosa, esprime la solitudine, che non aspetta nessuno. Di cos’è fatta l’atmosfera sonora della casa?

I suoni casalinghi si avvertono nello spostarsi da una stanza all’altra, dall’alzarsi del letto, allo scendere e salire le scale. Ma c’è anche il mormorio dell’acqua che scorre nelle tubature, l’incalzare del borbottio sopra il fuoco del fornello nel raggiungere il bollore, i suoni metallici delle stoviglie delle bevande versate nei bicchieri e nelle tazze, c’è il suono dei piatti prima lavati e poi messi a posto nei pensili: tutti suoni udibili solo in cucina. In cucina, tra i suoni emessi dai fornelli e dal frigorifero, di cui si avverte dall’urto dello sportello apertura e chiusura, ci si addentra nei familiari collegamenti sonori della casa che si avvertono e sentono nel passare da una stanza all’altra.

È in cucina che, nel sussultare dei passi, dove ci si muove per preparare la tavola, si lavora per arrivare a sfamarsi nella convivialità. Tra mormorii e rumori ci si abitua ai suoni domestici, a partire dai passi sul pavimento, alle porte che si aprono e si chiudono, allo stridio delle sedie spinte indietro per alzarsi, al cigolio leggerissimo delle maniglie. I suoni dell’ingresso, dal tintinnio debole delle chiavi riposte in tasca, si distinguono da quelli del soggiorno. Nell’ascoltare in profondo i movimenti sonori si assegna valore ai dettagli che in genere passano inosservati.

Scoprire i suoni della casa, nel sentire i propri passi, permette di illustrarli accuratamente, sin dal clic debole dell’interruttore nell’accendere la luce nell’ingresso. Bisogna “tenere le orecchie ben aperte” e prestare attenzione per cogliere il crepitio dei sacchetti della spesa posati sul pavimento o appoggiati sul tavolo, il fruscio del soprabito appeso all’attaccapanni, il suono che proviene dal fare pipì in verticale nel water. La musica alta arriva a coprire tutti gli altri suoni che si avvertono negli spazi interni. La matita, la penna che scorre sulla carta ha un suono tutto suo differente dalla chiave nella serratura della porta, dalle scarpe strofinate sullo zerbino.

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Dresda, la casa che suona con la pioggia

Spetta all’essere umano riempire la casa di suoni. La memoria sonora fatica a immagazzinare informazioni derivate proprio dai suoni che per essere ricordati devono lasciare tracce inconfondibili ed essere intesi in quanto fattori importanti.

Il risuonare della memoria che arresta il corpo e stimola la mente serve inconfondibilmente a ritrovarsi. I suoni della casa, riuniti attorno alle mura domestiche, dove ci sente al sicuro, nel corrispondere e dare voce, in particolare al riposo, ripetono esperienze espressione di spazi esclusivi che, portati sempre dietro, introspettivamente includono. I suoni chiari e forti, deboli e oscuri, mettono in guardia e richiedono di nel prestarvi vera attenzione.

La casa, come spazio privato, separa e individualizza, in un clima di vita condivisa, fatto di cibo, tempo, umori, sonno e sogni. I suoni familiari innescano il potere di riappropriarsi della memoria, hanno la capacità di restituire veri e propri racconti che diventano patrimonio della memoria collettiva.

Si ha la necessità di mantenere alta l’attenzione e la riflessione, per non dimenticare il vissuto da tramandare. I suoni familiari invitano a esercitare attivamente la memoria e la storia. Nell’atto del ricordare si ha anche l’agire, nell’elaborare attivamente gli eventi passati a cui si dà voce e forma, in relazione al proprio vissuto, riallacciato al presente. La ripetizione statica che si cristallizza si riduce ad azione neutra.

La storia raccontata dai suoni suggerisce l’avviare i ricordi. Sono proprio i suoni, che nel mettersi in ascolto, nel percepire il divenire della realtà, incidono sulla volontà del ricordo e spingono alla conoscenza, così da comprendere i molti aspetti dello spazio circostante.

Nell’intrattenere il presente, concentrati sulle cose più importanti, si tira fuori il passato e si intravede il futuro. i suoni, raccolti con dovizia, elaborati quali dati della coscienza orientano e danno la possibilità di riconoscersi, nel mettere in contatto il reale e l’immaginario. I suoni da cogliere, custodire e interpretare, hanno un grande significato simbolico. Ancor di più i suoni intrecciati alle parole e al silenzio che ruotano attorno alle mura domestiche.

Per cogliere i suoni ci vuole l’attenzione, la delicatezza dell’ascolto paziente e sensibile, che consente di coglierne gli orizzonti di senso; nel saper ascoltare al seguito di un ordine indicativo. Si tratta di evitare che il dilatare delle emozioni rese risonanti, diventi frastuono, fonte di malintesi e problemi relazionali. I suoni che consegnano la vita privata e quotidiana degli individui, sono composizioni di pensieri, atteggiamenti e sentimenti, dove è possibile riconoscersi. Se nel contemplare il vuoto e tenere lo sguardo fisso si rischia l’osceno, l’assordante, l’insopportabile, la conoscenza sonora, nel vibrare dell’aria, i suoni che animano e caratterizzano la casa e ne danno una rappresentazione riflessiva, esclusiva; lasciano tracce e risultano incisivi, nel loro essere imprevedibili, pieni di mistero e anomalie. Con energia piena bisogna saper sfruttare l’attenzione acuita; capaci di annotare, osservare e mettere a fuoco quei minimi particolari che grazie ai suoni descrivono intrecci, nodi, relazioni che viviamo nel quotidiano. I suoni arrivano così ad essere un punto di raccolta e ascolto fondamentale, da privilegiare, nell’esplorare la familiarità del mondo circostante e conoscere se stessi.

È nel pensare per immagini che scopriamo di saper concepire l’invisibile e di poter essere in grado di narrarlo e raccontarlo. Nei suoni dove si hanno attimi di vita molto vividi, il risveglio va oltre i limiti spazio-temporali e si fa eterno. L’accadere sonoro ci riporta a ciò che non si sa, ma che si esprime come attimo di illuminazione, dove la vita si rivela in tutta la sua chiarezza e sospinge in avanti.


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