Del tempo libero famigliare

Nel tempo libero casalingo, tempo libero soggettivo per eccellenza, abitato in spazi e luoghi privati che ci appartengono, ci si ritrova e ci si sente ancor più a proprio agio...

di Massimo Stefano Russo - mercoledì 26 giugno 2024 - 531 letture

Il tempo libero, in quanto paesaggio contemporaneamente familiare e sconosciuto, esprime una dimensione prettamente umana, nel contesto domestico privato dove assume un valore ancor più significativo, sul piano relazionale e affettivo. Si traduce in convivialità intergenerazionale vissuta tra le mura di casa.

Nel tempo libero casalingo, tempo libero soggettivo per eccellenza, abitato in spazi e luoghi privati che ci appartengono, ci si ritrova e ci si sente ancor più a proprio agio nello stare bene, in compagnia con i propri affetti e i propri cari. Ci si impossessa così del tempo libero e lo si fa proprio.

La casa, nel far emergere la propria interiorità vitale, esprime in pieno un tempo libero familiare, dove liberi dai doveri di rappresentazione esteriore si custodiscono in varie forme i ricordi e la memoria che formano l’identità. Un tempo abitudinario fatto di routine, prende corpo e si esprime in modo chiaro e distinto, nel celebrare i rituali che partecipi e presenti caratterizzano il quotidiano, con le sue abitudini.

Il tempo libero familiare è fatto di doni e regali che nell’introdurre cambiamenti ne confermano l’importanza, nel preparare cerimoniali di accoglienza e benvenuto, dove volontariamente si offrono risate, abbracci e baci. Un tempo libero che rivolto ai legami familiari, in un imperativo di bisogni e desideri, si intreccia alla realtà. È nel tempo libero che fa il suo ingresso in casa il divertimento che normalizza il desidero, per ritrovarsi liberi dalla dipendenza e dell’impotenza, affascinati dalle emozioni. Il tempo libero familiare spinge a impiegare ogni energia per assecondare i propri desideri.

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The Bedroom, di Pieter De Hooch (1529-1584), 1658/1660

Un tempo libero quasi palpabile dove, capaci di farsi valere, le donne, consapevoli della loro importanza, devono soprattutto gestire il tempo reso a loro disponibile, nella cura della casa, dei figli, della famiglia. Il tempo libero diventa così uno strumento indispensabile di realistica difesa, nel tenere conto delle proprie predisposizioni, dove ognuno nel portare con sé dei doni, esprime sensibilità, empatia, entusiasmo ed energia quali talenti strategici.

Lo sguardo che emerge dal tempo libero casalingo richiama a volerci vedere chiaro per allargare e sintetizzare le emozioni senza soffocare la gioia. Nello spazio della casa si abita il tempo libero, in una relazionalità caratterizzata dal “prendersi cura”, in un umano vivere e con-vivere, in una direzione verticale e orizzontale, dove l’orizzonte si configura in un “qui e ora”.

Infervorati a parlare, nell’ambiente familiare bisogna evitare di interpretare il tempo libero come vuoto di senso o semplice deriva, per accreditarlo quale elemento distintivo che anima la quotidiana esistenza, nell’evidenziarne le opportunità piene di significato che esso è in grado di esprimere. La dimensione creativa del tempo libero ha infatti il potere di risvegliare l’umano e renderlo più consapevole della propria identità.

Il tempo libero vissuto in modo autentico, liberi nei movimenti, nel parlare e abbracciarsi, fa entrare in sintonia con la realtà e nel creare relazioni sincere e trasparenti, sorpresi e divertiti fa riscoprire il proprio rapporto con gli altri e il mondo. Il tempo libero nel contesto familiare, nel combinare conoscenza e percezione, tra sentimenti contrastanti, fa la differenza tra maschio e femmina: il vuoto generato dalla mancanza, nel diventare silenzio assordante, concreto, tangibile e irreale rende più che muti attoniti.

Il tempo libero dentro casa diventa mezzo e risorsa tra desideri, attenzioni e interazioni, nel creare aspettative e valori, soprattutto negli spazi dove si vive generalmente senza paura e pieni di certezze. Nel tempo libero domestico che scorre anonimo, abituati a pensarlo come qualcosa di ordinario, banale ed estremamente innocuo, trascurabile, gli stimoli esterni e interni intensificano la vita emotiva, col familiare rituale e ripetitivo: ci si ritrova coinvolti dall’atmosfera delle mura, senza sentirsi spaesati a gironzolare per le stanze. Genitori indulgenti, dall’animo sensibile e pieni di sentimento, tentano di imporsi a bambini dispettosi ed esuberanti che scorrazzano distratti e interagiscono in vari momenti della giornata, nel ritrovarsi con viva fantasia a dare senso alle loro parole e al loro agire, consapevoli di sé, nel ritenersi capaci di stabilire un ordine, senza dimenticare i propri doveri. Il tempo libero eletto a guida cerca e crea i propri spazi grazie alla parola, al pensiero e ai ricordi.

Nella casa, in uno stile di vita sedentario, si trasformano e si affermano le abitudini alimentari, culturali, sociali che interagiscono in una relazione diretta tra le diverse componenti nel prendersi cura e rivendicare la libertà, spesso dimentichi del mondo esterno. Nel godere degli effetti del tempo libero si ascoltano i racconti e gli aneddoti che custodiscono i ricordi di famiglia e nutrono il tempo libero animato da tutto ciò che lo circonda, ancor più oggi che nella casa, invasi da nuove macchine e tecnologie, l’esperienza domestica si trasforma in rinnovata energia, con lo spazio-tempo che diventa un altrove indefinito.

La casa, nel mostrare il contesto dell’appartenenza, garantisce la possibilità di convivere, cooperare e creare condizioni di vivibilità. Bisogna tenere conto che la relazione tra esseri umani e contesti spaziali è una relazione empatica e temporale: nel creare noi stessi creiamo nel tempo lo spazio della nostra vita.


Per saperne di più

- B. Bryson, Breve storia della vita privata, Guanda, Milano 2014.

- E. Coccia, Filosofia della casa, Einaudi, Torino 2021.

- V. Gallese-U. Morelli, Cosa significa essere umani? Raffaello Cortina Editore, Milano 2024.

- N. Ginzburg, Lessico famigliare, Einaudi, Torino 2012.

- H. Hester-N. Srnicek, Dopo il lavoro, Tlon, Roma 2024.

- C. Sereni, La casalinghitudine, Giunti, Milano 2015.


In icona: Die Goldwägerin (particolare), di Pieter De Hooch, 1664c.



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