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A Sud dell’alma

Sullo spettacolo “Sud”, con Maddalena Crippa e con Alessandro Nidi, Giuliano Nidi e Paolo Scianchi.Drammaturgia di L.Quintavalla, M.Crippa e A.Nidi.

di Serena Maiorana - sabato 18 marzo 2006 - 4394 letture

Lo spettacolo “SUD” (con Maddalena Crippa, in scena dall’ 8 al 12 marzo, al teatro Musco di Catania nell’ambito della rassegna Nuovoteatro) è, nella sostanza, un recital. La struttura è infatti quella tipica del genere, con parti parlate e per la precisione poesie scelte tra quelle degli autori maggiori del nostro tempo (Neruda, Blasquez, Luna e molti altri), alternate da parti cantate. Il filo rosso che unisce le une alle altre, in questo caso è il sud. Un sud, come sempre, dolente, irrisolto, eppure fiero ed onesto. Un sud passionale, coinvolgente, insieme festoso e piangente. Un sud fatto di sangue e carne ma che diventa anima. Il sud dell’anima, appunto.

Ad incarnare quest’ansia di rivalsa e questo continuo languore che del sud sono l’anima sul palco c’era lei, Maddalena Crippa. Vincitrice del premio “Eleonora Duse 2004” come miglior interprete teatrale, attrice che ha fatto della classicità il suo repertorio preferito e che di tanto in tanto si permette raffinati recital. Maddalena Crippa, semplicissima sul palco con pantaloni e maglietta neri, è brava, anzi bravissima, e questo lo sa lei come lo sa il suo pubblico. Peccato, perché non fa nulla per nasconderlo.

Sempre sul palco poi accanto a lei i musicisti. Alessandro Nidi (pianoforte), Sam Marlieri (clarinetto, sassofono e percussioni), Giuliano Nidi (contrabbasso e percussioni) e Paolo Scianchi (chitarra e bandoneon). Bravissimi (e se fosse possibile ancora di più) anche loro. Per loro soprattutto il pubblico è andato in visibilio. Ed ha chiesto il bis.

Si è trattato di un recital abbiamo detto. Un recital che, anche questo bisogna dirlo, non ci ha convinti. E qui un purtroppo è d’obbligo, perché questo lavoro aveva tutte le carte in regola per convincerci. La collaudata professionalità e l’evidente bravura dei protagonisti. E poi per i brani, tutti belli, appassionati e coinvolgenti. Per questo ci è molto dispiaciuto aver assistito comunque ad uno spettacolo un po’ troppo statico, mal costruito ed anche, può sembrar brutto ma è così, un po’ troppo compiaciuto. Certo, non amiamo le false modestie, ma l’autocompiacimento non è certo cosa che giova ad artisti navigati e di sicuro talento.


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