Sud

Per rimetterci in cammino bisogna soprattutto che la guerra finisca il più presto possibile e che ritorni la pace. Una condizione essenziale per dare un senso e una prospettiva alla vita delle persone...

di Luigi Boggio - mercoledì 1 febbraio 2023 - 2331 letture

Il Sud brucia di disperazione e di futuro. Il divario con il Nord si allarga e si allargherà sempre più se dovesse andare in porto l’autonomia differenziata come proposta dal leghista Calderoli, che trova non pochi consensi nella maggioranza che sostiene il governo di destra destra di Giorgia Meloni.

Per questo assembramento demopopulista il Sud non esiste come non esistono le diseguaglianze, il precariato, i disoccupati e le nuove povertà, ma esiste l’ombrello di protezione degli scansafatiche del reddito di cittadinanza. Non è più tempo di ombrelli in quanto le piogge sono scarse ed anche il rischio di bagnarsi. Da questo ne discende che la legge dovrà essere rivista prima dell’estate con un bel taglio per mettere sul mercato delle braccia da sfruttare con pochi euro.

Un calcolo da capitalismo cinico e straccione che dalle nostre parti conosciamo in molti settori e nei volti. Quello che emerge è che non si ha la consapevolezza della realtà in cui si vive e dei desideri delle persone che invocano semplicemente un lavoro dignitoso con una giusta retribuzione. Senza queste minime condizioni soprattutto i giovani scappano e non vogliono sentire parlare dei loro luoghi del cuore. Non ci credono in quanto si sentono espulsi dal loro habitat e spinti altrove.

Si vive in una terra matrigna impoverita che perde intelligenze, competenze e leve di un possibile rinnovamento. Mentre cala il gelo demografico non si nasce, si scappa, si invecchia. Bisogna voltare pagina per farlo bisogna rimediare alle politiche di austerità degli anni 2008-12 e quelle successive. Anche alle politiche economiche e sociali attuali in contesto di guerra e inflattive per gli alti costi energetici e delle materie prime. I salari e gli stipendi non solo non crescono ma vengono erosi nel vivere quotidiano. Una questione non più eludibile ma che va affrontata seriamente per non perdere altre competenze e professionalità verso nazioni a noi vicine.

Per rimetterci in cammino bisogna soprattutto che la guerra finisca il più presto possibile e che ritorni la pace. Una condizione essenziale per dare un senso e una prospettiva alla vita delle persone in particolare alle nuove generazioni. Dentro ci dovrà essere necessariamente il Mezzogiorno in quanto non è la zavorra del Bel Paese, ma è una parte essenziale del motore della ripartenza dell’intero sistema paese.


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