Si ponteggia sul nulla

Amaramente bisogna constatare che i deputati regionali diventano tanti leoni quando si debbono spartire dei resti che il governo mette nella loro disponibilità. L’opposizione cosa fa? Dorme.

di Luigi Boggio - lunedì 17 giugno 2024 - 734 letture

Il sindaco di Messina Federico Basile è su tutte le furie per aver ottenuto meno fondi (457 milioni euro) rispetto a Palermo e Catania che hanno superato il miliardo di euro dai fondi europei di coesione e di sviluppo 2021/27. Non si capiscono le sfuriate del sindaco nei confronti della presidente del consiglio Giorgia Meloni e del presidente della regione Renato Schifani, perché avrà il Ponte.

Il Ponte anche con una parte dei fondi (1,3 miliardi di euro) del programma di coesione e sviluppo della Sicilia. Se il sindaco di Messina non si tiene, cosa dovrebbero dire le popolazioni della Sicilia interna per il non inserimento del completamento della Nord-Sud nel tratto Nicosia-Mulinello A/19? Una strada importante per il traversamento del cuore dell’isola che incrocia proprio a Nicosia la strada statale 120. La strada che attraversa quattro parchi di rara bellezza e comuni ricchi di storia.

Per capire di quello che sto parlando bisogna percorrerla e fermarsi per ammirare le opere d’arte dei comuni e il verde intenso dei boschi.

Dal parco delle Madonie a quello dei Nebrodi, per proseguire verso quello dell’Etna e arrivare ai Peloritani. Un lungo cammino percorso dall’imperatore Carlo V, figlio di Giovanni di Castiglia "la loca" e di Filippo d’Austria nel suo viaggio in Sicilia. L’imperatore di cui il sole non tramontava mai. Ma un giorno tramontò.

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Ficarra e Picone e il Ponte sullo stretto di Messina

Da noi oggi assistiamo non al tramonto ma alla decadenza di una "classe dirigente " fallimentare senza nessuna progettualità di sviluppo e danni irreparabile. Una Sicilia che affronterà l’estate tra fiamme, come ogni anno, e senza acqua. Campi arsi, alberi cadenti, animali vaganti, comuni esasperati per mancanza d’acqua. Però parlano di Ponte senza rendersi conto che abbiamo di bisogno, per non andare alla deriva, di tante piccole cose per vivere. Noi umani e la natura che ci circonda e che ci sostiene.

Il 27 maggio 2024 è una data da non dimenticare. È il giorno in cui Giorgia Meloni e Renato Schifani hanno sancito l’accordo per la utilizzazione dei 6 miliardi e 862 milioni del fondo di coesione e di sviluppo. Presenti molti sindaci plaudenti anche se non sapevano nulla di nulla sulla distribuzione delle risorse. C’erano anche dei deputati regionali anch’essi gioiosi e plaudenti, silenziosi e muti. Il programma invece di passare dall’aula dell’assemblea è passato sopra alle loro teste; sopra anche al confronto con i sindaci e le forze sociali.

Amaramente bisogna constatare che i deputati regionali diventano tanti leoni quando si debbono spartire dei resti che il governo mette nella loro disponibilità. L’opposizione cosa fa? Dorme.


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