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Persone: Gordon Moore, quello della "Legge di Moore"

Morto il visionario profeta dell’ascesa dei pc: elaborò la celebre "Legge di Moore"

di Redazione - sabato 25 marzo 2023 - 2094 letture

Gordon Moore aveva 94 anni. Anche grazie alle sue previsioni negli anni ’60 si sviluppò poi il mondo tecnologico in cui viviamo oggi

È morto alle Hawaii, all’età di 94 anni, l’imprenditore e informatico statunitense Gordon Moore, cofondatore della multinazionale Intel nel 1968 (con Robert Noyce). Personaggio molto importante nel mondo dell’elettronica e dell’informatica perché contribuì con le sue supposizioni ad elaborare la cosiddetta "prima legge di Moore", che enunciava un costante aumento della potenza di calcolo di un microcircuito, misurata ad esempio tramite il numero di transistor per chip. Una legge sostanzialmente valida fino ai nostri giorni. Un punto di riferimento per le aziende che producono microprocessori. Fu tra quelli che diedero il via alla creazione del mondo tecnologico in cui viviamo oggi.

In un articolo del 1965 Moore scrisse che: "I circuiti integrati porteranno a meraviglie come computer domestici - o almeno terminali collegati a un computer centrale - controlli automatici per automobili e apparecchiature di comunicazione portatili personali", due decenni prima della rivoluzione dei PC e più di 40 anni prima che Apple lanciasse l’iPhone. Da allora i chip sono diventati più efficienti e meno costosi a un ritmo esponenziale, contribuendo a determinare il progresso tecnologico mondiale per mezzo secolo, fino all’avvento dei personal computer, e poi di Internet e dei giganti della Silicon Valley come Apple, Facebook e Google.

Il filantropo, attraverso la sua fondazione, ha destinato più di 5 miliardi di dollari a vari progetti di beneficenza, per lo più legati alla conservazione dell’ambiente e alla scienza.

Fonte: RaiNews


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Gordon Moore 001_AP - Foto Intel Corporation
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Gordon Moore 002_AP - Foto Intel Corporation
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Gordon Moore 003_AP - Foto Intel Corporation

SABATO 25 MARZO 2023

È morto Gordon Moore, che elaborò la “legge di Moore”

Una legge fondamentale per l’evoluzione dell’informatica, a cui diede un grande contributo anche come co-fondatore di Intel

È morto a 94 anni Gordon Moore, co-fondatore dell’azienda di microprocessori Intel, noto soprattutto per aver elaborato la “legge di Moore”, in base alla quale a parità di dimensioni, la potenza di calcolo dei processori raddoppia ogni due anni. Una regola elaborata negli anni Sessanta che restò valida per decenni: anche se da qualche anno non viene più seguita, resta comunque la più nota regola dell’informatica, spesso conosciuta anche da chi ha poca dimestichezza con i computer e i processori.

Gordon Earl Moore era nato nel 1929 a San Francisco, figlio di un poliziotto e una commerciante. Studiò chimica a Berkeley e poi al Caltech, il California Institute of Technology: due tra le migliori università statunitensi. Disse che avrebbe voluto fare l’insegnante ma non ci riuscì, e quindi divenne a suo dire un accidental entrepreneur, un “imprenditore per caso”.

Negli anni Cinquanta Moore si interessò sempre più ai semiconduttori, che ancora oggi sono componenti fondamentali per i microprocessori alla base dell’elettronica, e di circuiti integrati. Nel 1968 fondò insieme a Robert Noyce, che è ritenuto l’ideatore dei microchip, la Intel, un nome derivato da “integrated electronics”. Oltre che per le innovazioni tecnologiche, la Intel anticipò approcci lavorativi che poi sarebbero diventati comuni a molte altre società della Silicon Valley. Tim Cook, l’amministratore delegato di Apple, ha scritto su Twitter che Moore è stato «un gigante, uno dei padri fondatori della Silicon Valley e un vero visionario che aprì la strada alla rivoluzione tecnologica».

Moore fu amministratore delegato di Intel dal 1975 al 1987 e poi presidente fino al 1997. Negli anni successivi si dedicò soprattutto ad attività filantropiche attraverso la fondazione creata insieme alla moglie.

Elaborò la legge che porta il suo nome nel 1965 e nel 1975 la aggiornò (all’inizio aveva parlato di “ogni anno”, poi di “ogni due anni”), aggiungendoci due corollari relativi al costo di produzione e al prezzo di vendita dei computer. La legge, che iniziò a essere chiamata “di Moore” solo in seguito, e non per scelta del suo ideatore, dice in breve che la potenza di calcolo dei processori si raddoppia ogni due anni a parità di dimensioni.

Negli anni seguenti l’industria dei semiconduttori adottò la legge di Moore, ritenendo che due anni fossero una scadenza idonea per elaborare sistemi, tecnologie e strategie per raddoppiare la potenza dei microprocessori. Per decenni il ritmo della produzione dei processori è stato mantenuto con un’accuratezza quasi sorprendente, se si pensa alla complessità di ideare e produrre microprocessori sempre più piccoli e potenti.

Le cose cambiarono però nel 2016, anno in cui la legge di Moore iniziò a essere considerata non più valida, perché il ritmo di miniaturizzazione era rallentato.

Moore fu sempre modesto nel parlare della sua legge: «fu una previsione che si rivelò incredibilmente precisa», disse nel 2000, «molto più precisa di quanto mai avrei potuto immaginare». E già nel 2005 previde che sarebbe “finita” entro qualche anno.

Fonte: Il Post.


MERCOLEDÌ 15 APRILE 2015 - QUESTO ARTICOLO HA PIÙ DI SETTE ANNI

La Legge di Moore spiegata in 10 esempi / di Dominic Basulto

È stata formulata 50 anni fa dall’informatico Gordon Moore: spiega come, quanto e a che ritmo i dispositivi tecnologici migliorano, diventando sempre più piccoli. - L’articolo di Dominic Basulto - The Washington Post, è stato pubblicato da Il Post.

Gordon Moore è un imprenditore statunitense che ha formulato una legge, la Legge di Moore, secondo cui “il numero di transistor che è possibile stampare su di un circuito integrato raddoppia ogni 18-24 mesi”. La Legge di Moore, elaborata nel 1965, è diventata una metafora definitiva per la tecnologica moderna: da decenni i transistor sono gli elementi base della maggior parte dei dispositivi elettronici, sia analogici che digitali. Un circuito integrato è un circuito elettronico miniaturizzato che permette, sfruttando le proprietà dei transistor, di elaborare segnali elettrici. Qualsiasi operazione venga svolta su un qualsiasi dispositivo elettronico, analogico o digitale, ha origine da un circuito integrato, a sua volta composto da diversi transistor: e maggior è il numero di transistor, migliori e più veloci saranno le operazioni svolte sul dispositivo.

La Legge di Moore è stata raffigurata da un grafico che mostra l’aumento nel tempo del numero di transistor presenti in un circuito integrato: il grafico è stato elaborato il 19 aprile 1965 e da allora è diventato molto noto e subito riconoscibile agli esperti e agli addetti ai lavori.

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Moore - grafico

Per ricordare il cinquantesimo anniversario dalla pubblicazione della fondamentale tesi di Gordon Moore – Cramming More Components Onto Integrated Circuits (“Ammassare molti più componenti in un circuito integrato”) – abbiamo selezionato alcune immagini che mostrano come la Legge di Moore ha cambiato il modo in cui pensiamo alla sorprendente velocità di evoluzione del settore tecnologico.

1. L’aumento della capacità di elaborazione predetto da Moore nel 1965 mostra come un singolo dispositivo – per esempio uno smartphone – è diventato potente tanto quanto lo era, solo una generazione fa, un intero insieme di dispositivi elettronici.

2. La crescita esponenziale della capacità di elaborazione spiega che un solo computer potrebbe un giorno avere la capacità di elaborazione di un cervello umano (e probabilmente faremo in tempo a vederlo succedere nei prossimi anni). Questo potrebbe aprire le porte alla singolarità tecnologica: entro il 2045 un solo computer potrebbe avere la capacità di elaborazione pari a quella dell’intera umanità.

3. In ogni tipo di tecnologia elettronica, si è vista negli ultimi 50 anni l’incredibile riduzione delle dimensioni dei più comuni prodotti tecnologici, resa possibile dal posizionamento di più transistor in un solo circuito integrato.

4. La capacità di elaborazione che un tempo stava in un’intera stanza, sta sul palmo delle nostre mani. Come spiega Peter Diamandis – fisico e ingegnere autore di Bold e di Abundance: The Future Is Better Than You Think – un normale smartphone può oggi ospitare un numero di app per un valore complessivo di circa 850mila euro.

5. La Legge di Moore ci ha anche aiutati a capire la sorprendente riduzione negli ultimi 50 anni del prezzo e delle dimensioni degli spazi di archiviazione informatica.

6. La combinazione tra una capacità che aumenta e una dimensione che diminuisce ha migliorato le prestazioni in quasi ogni ambito delle attività umane.

7. E, tra le attività umane, ci sono anche i videogiochi.

8. Data la sconcertante velocità dei cambiamenti tecnologici negli ultimi 50 anni, si è provato a raccontare questa rapidità d’innovazione in termini chiari, comprensibili anche per i non esperti di tecnologia. Come ha spiegato Intel a inizio 2014, se la popolazione umana fosse cresciuta negli ultimi 50 anni con un andamento simile a quello individuata da Moore per i transistor, nel 2029 sulla Terra ci sarebbero circa mille miliardi di persone.

9. Un’altra metafora suggerisce di pensare ai transistor come a persone stipate in un luogo per assistere a un concerto. Nel 1970 ci sarebbero stati, per quel concerto, 2.300 spettatori; 40 anni dopo lo stesso luogo avrebbe potuto accogliere più di un miliardo di persone.

10. Arriverà un momento in cui non riusciremo più ad accumulare e ad aggiungere transistor su di un singolo circuito. La Legge di Moore dice che a quel punto i cambiamenti e il miglioramento nell’elaborazione dei computer dovrebbero arrivare da un livello atomico, perché i transistor, a un certo punto, non potranno più ridursi oltre un certo limite.

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Moore - Foto dal video Vimeo The evolution of a Desk

Fonte: Il Post.



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