Per grazia ricevuta

Arnaldo, Benito ma chi ce l’ha fatto fare. Non è un bell’affare.

di Deborah A. Simoncini - venerdì 13 agosto 2021 - 1213 letture

Domenica 29 luglio il capitano Matteo e il suo attendente Odorico che affettuosamente chiamava “Sancho Panza”, organizzarono una festa di compleanno a sorpresa all’interno di un supermercato di un noto gruppo della grande distribuzione. La festa fu condivisa e socializzata con diversi video, post e link. Alcuni tra i presenti si misero a giocare con il cibo e lanciare vari oggetti per terra. Fu in quella occasione che diedero il grande annuncio: avrebbero proposto di dedicare al festeggiato storico e al di lui fratello il parco comunale. Arnaldo e Benito al posto di Giovanni e Paolo dissero levando in alto i calici: “La faccenda comincia a concretizzarsi”. Si fecero tanti selfie e video, l’uno e l’altro, con il sottosegretario uomo di panza e di sostanza, in bella mostra, all’interno di carrelli della spesa ricoperti di cibo.

I non invitati al party si irritarono. La coppia in una escalation di shitposting (merda postata) fu accusata di vari crimini contro l’umanità. Mancanza di rispetto per il cibo, assenza di sensibilità verso gli indigenti e più in generale verso le sofferenze umane. Appena Matteo e il suo fido scudiero si resero conto di ciò che avevano scatenato provarono a correre ai ripari con una serie di spiegazioni improbabili.

Il popolo del web diventò ancora più rancoroso. “Non è divertente e non ho voglia di scherzare. Ti consiglio di parlare con questa gente e cercare di capire di che si tratta. A quel punto, decideremo come agire. Ricordati che hai a che fare con delle iene. Se non rispetti quanto hai promesso sono capaci di metterti le manette ai polsi. Hai fatto un bel casino. Non devi cazzeggiare con loro. Sono fascisti e tra di loro ci sono pazzi sanguinari e paranoici. Ti fanno il culo se li prendi in giro”. Così parlò Giorgia la pulzella della Garbatella.

Matteo si sentì raggelare il sangue. Si rivolse a chiedere conforto a Silvio: “Ma per fortuna ho un bravo avvocato e un valido generale e te li metto a disposizione. Chiamali subito, oggi stesso e fissa un appuntamento. Vacci da solo. Sii prudente", gli disse con tono calmo - "Hai a che fare con degli assassini e dei pazzi”.

Si consultarono un momento e accettarono la sua richiesta. Si presero le mani e le strinsero a lungo. Dobbiamo fare molta attenzione. Due uomini li vennero a prendere e li condussero in una sala senza finestre, illuminata esclusivamente a lume di candela. Li stavano aspettando.

“Santo Cielo. Che cazzate avete mai fatto?”, gli chiesero. "Vi informiamo che l’incontro sarà registrato". “Prestate attenzione alle domande che vi verranno fatte per riuscire a farvi un quadro più chiaro della vostra situazione”. Siamo qui per difenderci da cosa? Matteo si alzò, diede un’occhiata circolare alla stanza dove era seduto e fece per dirigersi verso il corridoio. Sembrava che la voce provenisse da qualche punto dietro di lui. “Devo rispondere a tutte le domande?”. “No, se vuoi può rifiutarti, ma rischi di peggiorare la tua situazione. Sta a te decidere”. E’ un caso di natura strettamente confidenziale. “Odorico mi ha fottuto e temo che non sappia nemmeno di cosa si tratta”. “Fidati, rispondi alle domande è nel tuo stesso interesse. Collabora e guarda in faccia la realtà. Non hai altra scelta”.

Matteo rinunciò alla presenza dell’avvocato. “Ho sempre lavorato e non ho mai fatto male a nessuno, anche a Natale sono stato impegnato e ho avuto un Capodanno frenetico. Ho cantato canzoni fino a mezzanotte e ballato da solo in mezzo alla stanza. Nonostante tutti i terribili avvenimenti intorno a noi sono stato felice. Ho visto la mia famiglia felice, unita e dolce. Mi chiedo se saremo tutti insieme il prossimo Natale. Prego che accada. Ho messo da parte per “il presidente Mammola” una tuta da lavoro che volevo donare a Mariano. Matteo aveva fatto inserire una torcia nel manico del suo bastone da passeggio favorito, ma sbadato finì sino alle caviglie nel cemento liquido.

Cercò di frenare la collera e scosse la testa in segno di disapprovazione; disse che non sopportava di dover rispondere alle domande come un criminale. Il silenzio fu interrotto da una voce nasale: “ci si può sempre limitare a rispondere con un sì o con un no”. Le procedure vanno rispettate. “Sei uno di quelli che combinano casini e si aspettano che altri rimedino per loro, ma stavolta sei nella merda fino al collo”. Mi imbarazzo con facilità, ma rifiuto di farmi intimidire. Mi state insultando e vi state dimostrando di un’arroganza insopportabile. Farò quanto è in mio potere per farvela pagare cara.

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Arnaldo Mussolini e Claudio Durigon

L’interrogatorio dopo alcuni minuti fu sospeso. Gli rilasciarono un tesserino di ingresso provvisorio e gli diedero appuntamento nel centro commerciale che di mattino presto era quasi sempre vuoto. Matteo ordinò un muffin con banane e noci, sperava in una bella dose di zuccheri per tirarsi su di morale, mentre Odorico succhiava rumorosamente con la cannuccia una granita di mandorla. Ti fingi modesto e poi vanti legami politici molto in su e amici nelle alte sfere, con cui dici di essere ammanicato. La fronte gelida di sudore, si strofinò il mento irsuto e chiese un bicchiere di birra Doom Bar. Con la faccia pensierosa diventava sempre più laconico.

Dicono che sono come quei marinai che girano la vela a secondo di come tira il vento. Ho paura di compromettermi, e me ne sto in disparte, alla ricerca della risposta giusta che soddisfi tutti, e possa dare ragione a tutti. La storia mostra l’impossibilità di insegnare qualcosa al genere umano. La sua espressione diventò minacciosa. Rimarranno con un pugno di mosche in mano. Spesso mi accorgo di non essere all’altezza della situazione, se vengono messi allo scoperto i sentimenti. I miei sostenitori quando mi incontrano di persona rimangono sorpresi e quasi delusi. Rimpiango di non aver vissuto normalmente la gioventù, anche se mi è sempre piaciuto scivolare oltre, superare i limiti, le regole e per me è un piacere farmi fotografare vicino alla gente. Il mio pubblico, i miei elettori mi stimano, mi dicono intelligente e di fronte a loro fisicamente esposto, mi sento pienamente a mio agio.

Arnaldo, Benito ma chi ce l’ha fatto fare. Non è un bell’affare.



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