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Milano: La questione casa

A Milano gli sfrattati superano i 10.000, un buon numero,che unito agli oltre 24.000 in attesa di un alloggio popolare sono una emergenza sociale.

di Daniele Scalia - mercoledì 8 dicembre 2004 - 6910 letture

La crisi economica di questi anni, in particolare quella borsistica, ha spinto moltissimi proprietari di case a tenerle sfitte nell’attesa di poter vendere l’appartamento ad un prezzo vantaggioso, causando, così, l’immobilizzo del mercato immobiliare, alzandone il prezzo. A Milano gli sfrattati superano i 10.000, un buon numero,che unito agli oltre 24.000 in attesa di un alloggio popolare sono una emergenza sociale. Il governo nazionale, incapace di prendere una decisione seria in merito, a causa delle pressioni provenienti dalle varie associazioni di categoria, ha risolto regalando sovvenzioni. A Roma si crede, infatti, che basti dare ai proprietari ed agli inquilini, con contratto registrato al comune, una somma di 5000 euro per risolvere il problema. Anche il comune di Milano nel voler affrontare il problema, ha voluto creare una nuova prassi, le persone sotto sfratto, infatti, sono contattate prima della scadenza del contratto per la riassegnazione di una nuova casa, avvalendosi dell’aiuto di psicologi ed assistenti sociali.

Poco e troppo tardi si sono interessati del problema i politici lombardi, incapaci di risolvere in modo serio una situazione complessa, impegnati, a polemizzare nei talk show trasmessi dalle televisioni locali. Il dibattito è caratterizzato da una parte, dalla Casa della Libertà, che ritiene giusto non intervenire, dall’altra parte l’Ulivo che crede che costruendo nuove case popolari e calmierare i prezzi, visto l’andamento in rialzo, sono le uniche soluzioni a questo grave problema.

I sindacati cosa dicono? Più o meno le stesse cose dell’opposizione, anche se in modo più specifico. Ecco le loro proposte per una petizione popolare online. Si chiede, infatti, di …Modificare la legge 431/’98 per portare l’intero settore della locazione al "canale contrattato" (eliminando il "canale libero", ad eccezione delle abitazioni di pregio) articolando la contrattazione collettiva su due livelli: il primo di carattere nazionale, nel quale si definisce la fascia di oscillazione dei canoni; il secondo, a livello territoriale, in cui si definiscono le fasce di oscillazione relative all’ambito territoriale attraverso una articolazione in base all’ubicazione, allo stato dei servizi, allo stato di manutenzione, a particolari clausole e condizioni contrattuali; Portare ad almeno 500 milioni di euro annui il fondo di sostegno all’affitto per le famiglie a basso reddito in modo che lo stesso diventi uno strumento di welfare nel mercato dell’affitto; Rilanciare il mercato dell’affitto privilegiando programmi di recupero del patrimonio degradato dando priorità alla ristrutturazione e manutenzione della città già costruita attraverso nuove risorse per la realizzazione dei piani di recupero e di riqualificazione urbana…Impegnare risorse pubbliche per mutare profondamente la qualità delle abitazioni assumendo a riferimento i contributi che l’ecoedilizia può apportare all’efficienza energetica, alla salute, alla sicurezza, al risparmio di risorse naturali; Sostenere le politiche di intervento pubblico anche attraverso incentivi e disincentivi fiscali ed una efficace azione contro l’evasione; Definire la possibilità per i Comuni di utilizzare l’Ici per favorire il rilancio del mercato delle locazioni, attraverso la modulazione o l’azzeramento delle aliquote; Modificare la legge 410/’01 (vendita alloggi Enti Previdenziali pubblici) estendendo a tutti i conduttori la possibilità di acquistare ai prezzi del 2001, garantendo la permanenza in affitto ad anziani e famiglie a basso reddito, rivedendo i criteri per la individuazione degli immobili di pregio; Definire appositi dispositivi sanzionatori per assicurare la stabilità alloggiativa, penalizzando fiscalmente le case sfitte e salvaguardando la legalità contrattuale e fiscale nel rapporto di locazione; Stabilire sistemi di regolazione delle procedure per l’esecuzione degli sfratti, attraverso una programmazione concertata che preveda anche periodi di blocco ragionato, tenendo conto delle concrete possibilità delle famiglie sfrattate di trovare un nuovo alloggio (Deal sito della Cgil).

Anche se passasse questa petizione, è necessario del tempo, e tutte quelle persone che non hanno trovato o comprato casa, dove vivranno nel frattempo? Nessuno sa come affrontare il problema nei tempi brevi, necessari per impedire che da questione sociale possa diventare qualcosa di più grave. Nel Frattempo, a Milano, i prezzi nel quartiere "Baggio", negli ultimi anni sono triplicati in media di tre volte rispetto al resto della città. Di fatto, chi non potrà permettersi determinati affitti, verrà allontanato dalla città, anche dai quartieri di periferia.

Il sindaco di Milano Albertini, intervistato, tempo fa, sull’argomento ha dichiarato che proprio l’aumento dei costi per le abitazioni è un indice della qualità della vita di Milano, in altre parole solo chi può permettersi determinati investimenti può decidere di vivere nella città degli Sforza e si scaglia contro le case occupate, le quali turbano l’andamento del mercato e sono una violazione della proprietà privata. Ma violano il diritto alla proprietà privata anche i disabili e gli anziani, ai quali il Governo ha tolto la proroga agli sfratti? La casa è un investimento oppure un diritto da garantire a tutti i cittadini?

Un’ultima considerazione, il FMI teme, nei prossimi anni, in l’Europa, una grave crisi del mercato immobiliare. Il Fondo Monetario si aspetta, infatti, un crollo dei prezzi intorno al 25/30 %, per via di un aumento del tasso di sconto, costringendo, così, molte famiglie a vendere rapidamente con probabile abbassamento del prezzo degli immobili. A Milano la questione più urgente rimane, le famiglie in attesa di una casa popolare e sottoposta allo sfratto dove andranno a vivere? Nessuno lo sa e nel frattempo, notizia di due mesi fa, sono state dichiarate nulle le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari.


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> Milano: La questione casa
11 aprile 2005

salve mi chiamo rosa russo e dal giorno 07/04/2005 io,il mio copagno e mio figlio di 4 anni siamo in strada e non sappiamo a chi rivolgerci per essere aiutati. è possibile che nella civile citta sforzesca non esista assistenza sociale per i minori? se potete darci informazioni utili,le accoglieremo.grazie.in fede rosa russo P.S. E-mail : rescue.remedy@libero.it
    > Milano: La questione casa
    8 maggio 2006, di : Cinzia Morgante

    Gentile Signora Rosa, mi chiamo Cinzia e sono una giornalista del master dell’Università IULM-Mediaset. Mi permetto di contattarLa per avere l’opportunità di incontrarLa per ascoltare la Sua storia.

    La ringrazio per la Sua disponibilità e porgo i miei più cordiali saluti. Cinzia Morgante

Milano: La questione casa
30 maggio 2006, di : daniela

Sono stata sfrattata il 28 settembre 2004 con i miei due figli di 7 e 17 anni ho fatto domanda per un alloggio popolare ma non è stata accolta. Da allora ho cambiato per 4 volte sistemazione. La casa che ho trovato mi costa 1000 euro al mese più le spese di luce e gas. E’ un due locali arredato, i miei mobili li ho dovuti accatastare nel box che è compreso nel canone di affitto.Ora devo cambiare ancora non solo perchè non riesco ad affrontare una spesa così onerosa ma anche perchè il propietario deve dare la casa ad un suo parente. Avrei bisogno di sapere se ci sono degli enti o dei comitati in grado di aiutarmi. Lascio il mio indirizzo mail danyfield@hotmail.com

ringraziando saluto