La nuova Atlantide, di Francis Bacon

di Redazione Antenati - domenica 26 marzo 2006 - 7416 letture

Ci presentammo nel giorno e nell’ora stabilita. Fui scelto io, dai miei compagni, per il colloquio privato. Trovammo il Padre in una bellissima stanza, con ricche tappezzerie, il cui pavimento era ricoperto da un tappeto che portava al trono dove egli sedeva, una poltrona bassa, senza alcun gradino che la sollevasse da terra, e splendidamente adornata. Sopra di lui pendeva un ricco baldacchino di seta azzurra ricamata d’oro. Nessuno era con lui nella stanza, fatta eccezione per i due paggi d’onore, elegantemente vestiti di bianco e posti ai due lati del trono. Vestiva lo stesso abito che gli avevamo visto indossare sulla portantina, ma, invece della toga, portava adesso un mantello e un cappuccio, di fine panno nero, allacciati intorno alle spalle. Entrando ci inchinammo profondamente, così come ci era stato impartito di fare, e quando ci fummo avvicinati alla sua poltrona egli si levò in piedi sollevando alta la mano destra in atto di benedizione e ciascuno di noi si chinò a baciare il lembo della sua stola. I miei compagni poi si ritirarono ed io rimasi solo con lui. Allora il Padre intimò ai paggi di lasciare la stanza e dopo avermi invitato a sedere accanto a lui, cominciò a parlarmi in spagnolo: «Dio ti benedica, figlio mio. Io ti darò la gemma più preziosa che possiedo: ti confiderò infatti, per amore di Dio e degli uomini, la vera organizzazione della Casa di Salomone . E perché tu possa meglio comprenderla, seguirò questo ordine: in primo luogo ti svelerò il fine di questa nostra istituzione. In secondo luogo i mezzi e gli strumenti che noi abbiamo per i nostri lavori. In terzo luogo le diverse funzioni e mansioni che vengono affidate a ciascun fratello. Infine le norme e le usanze che noi osserviamo. «Fine della nostra istituzione è la conoscenza delle cause, dei movimenti delle cose e delle più intime proprietà della natura, allo scopo di ampliare i confini del potere umano verso l’attuazione di ogni possibile meta. I mezzi e gli strumenti di cui ci avvaliamo sono i seguenti: abbiamo ampie caverne di differenti profondità, le più profonde delle quali giungono fino a seicento cubiti sottoterra. Alcune di esse sono state scavate sotto alte colline o montagne cosicché, sommando l’altezza della collina con la profondità della caverna, si arriva, per alcune, sino a tre miglia di profondità. Abbiamo scoperto infatti che l’altezza di una collina e la profondità di una caverna, rispetto alla superficie della terra, si equivalgono poiché entrambe sono ugualmente lontane dal sole, dai raggi celesti, e dall’aria aperta. Noi chiamiamo queste caverne "regioni inferiori" e ce ne serviamo per gli esperimenti di coagulazione, indurimento, refrigerazione e conservazione dei corpi. Le usiamo anche ad imitazione delle miniere naturali e per produrre nuovi metalli artificiali, per mezzo della combinazione di vari materiali preparati e depositati là per moltissimi anni. E qualche volta le usiamo per la cura di certe malattie, benché quest’uso possa stupirti, e per esperimenti sul prolungamento della vita, che facciamo su alcuni eremiti che si prestano a vivere laggiù. Essi, ben provvisti di tutto il necessario, dimostrano una straordinaria longevità e da loro noi apprendiamo molte cose. «Abbiamo anche fosse scavate in terre di diversa natura dove conserviamo diverse qualità di cementi come fanno i cinesi con le loro porcellane, ma in maggiore varietà e alcune molto più preziose di quelle. Possediamo anche una gran varietà di concimi e di letami per ingrassare la terra e renderla ferace . «Possediamo torri altissime, la più alta delle quali raggiunge il mezzo miglio di altezza. Alcune di esse sorgono su alte montagne sicché, sommando l’altezza del monte con quella della torre, qualcuna raggiunge l’altezza di tre miglia. Chiamiamo questi posti "regioni superiori", considerando lo spazio tra le più alte torri e le più profonde caverne come "regione intermedia". Ci serviamo di queste torri, in base alla loro altezza e posizione, per fare esperimenti di insolazione, di refrigerazione, di conservazione e per l’osservazione di fenomeni meteorologici come i venti, le piogge, la neve, la grandine e i meteoriti ignei. Anche su alcune di queste torri vivono degli eremiti che di tanto in tanto visitiamo, istruendoli sulle osservazioni che debbono compiere. «Abbiamo grandi laghi sia di acqua dolce sia di acqua salata, di cui ci serviamo per l’allevamento di pesci e di uccelli acquatici e palustri. Ce ne serviamo anche per la macerazione di alcuni corpi naturali: abbiamo scoperto infatti una grande differenza fra gli effetti del seppellimento di cose sotto terra, da quelle esposte all’aria e da quelle immerse nell’acqua. Abbiamo degli stagni, in alcuni dei quali purifichiamo l’acqua dal sale, mentre in altri trasformiamo artificialmente l’acqua dolce in acqua salata. Abbiamo scogli in mezzo al mare e argini sulle spiagge, per alcuni esperimenti che richiedono l’aria e il vapore marino. Possediamo inoltre violente cascate e cateratte impetuose per produrre forza motrice, e, per lo stesso scopo, macchine per moltiplicare e accrescere la forza dei venti. «Possediamo un gran numero di pozzi e di sorgenti artificiali, a imitazione delle sorgenti e bagni naturali, contenenti vetriolo, zolfo, acciaio, rame, piombo, salnitro e altri minerali; e piccoli pozzi per l’infusione di molte sostanze, nei quali l’acqua sprigiona la sua virtù più rapidamente e meglio che nei vasi e nelle vasche. Fra le altre abbiamo un’acqua che chiamiamo "acqua del Paradiso", poiché, grazie alle operazioni a cui è da noi sottoposta, è assai salutare ed efficace per la conservazione e il prolungamento della vita. «Possediamo anche case grandi e spaziose, dove imitiamo e riproduciamo i fenomeni meteorologici come la neve, la grandine, la pioggia, le piogge artificiali di corpi invece di acqua, i tuoni e i fulmini, i lampi, e sperimentiamo anche la generazione aerea di insetti e animali come le rane, le mosche e simili. «Abbiamo anche a nostra disposizione alcune stanze che chiamiamo "camere di salute", dove condizioniamo l’aria dandole la temperatura opportuna per la cura di varie malattie e per salvaguardare la salute stessa. «Disponiamo inoltre di bagni belli e spaziosi, con differenti qualità di acque, sia per la cura delle malattie, sia per ristorare il corpo umano inaridito, sia per rinvigorire i muscoli, gli organi vitali, e la stessa linfa e sostanza del corpo. «Possediamo grandi frutteti e giardini, diversi nella specie, dei quali non ci sta a cuore l’aspetto estetico quanto la varietà del terreno e la sua idoneità alla coltivazione di piante ed alberi diversi. In alcuni di questi, particolarmente spaziosi, vengono coltivati, oltre ai vigneti, alberi e arbusti, i cui frutti prepariamo per ottenere diversi tipi di bevande. E, sempre qui, pratichiamo, su alberi da frutto e piante selvatiche, esperimenti di innesti ed inoculazioni, ottenendo risultati considerevoli. In questi stessi luoghi facciamo nascere artificialmente piante e fiori più presto o più tardi rispetto alla loro stagione naturale, e li facciamo germogliare e fruttificare più rapidamente del loro normale decorso. Otteniamo anche piante più grandi del normale i cui frutti sono più grossi, più dolci e diversi per gusto, odore, aroma e forma da quelli della loro specie. E molti di questi frutti sono da noi trattati perché acquistino virtù medicamentose. «Conosciamo anche sistemi per far nascere piante senza semi ma solo tramite la semplice mescolanza dei terreni, per produrre nuove e sconosciute specie di piante e trasformare piante di una specie in un’altra. «Disponiamo anche di parchi e recinti per ogni genere di animali e uccelli, di cui ci serviamo non tanto come spettacolo curioso e raro, quanto per esperimenti di dissezione , tramite i quali facciamo luce sull’anatomia del corpo umano. In questo campo abbiamo raggiunto straordinari risultati, come la continuazione della vita anche quando diversi organi, che voi considerate vitali, sono morti ed asportati, la resurrezione dei corpi che all’apparenza sembrano morti e così via. Sperimentiamo su di loro anche tutti i veleni, i medicinali, le cure mediche e gli esperimenti chirurgici. Riusciamo a renderli artificialmente più grossi o più alti degli altri membri della loro specie, o invece più piccoli, arrestando il loro sviluppo. Li rendiamo più fecondi e prolifici del normale o, viceversa, sterili e infecondi; e possiamo, in molti modi, variarne il colore, la forma e gli istinti. Siamo in grado di ottenere incroci e accoppiamenti tra animali di specie diverse che generano nuove specie e non sono infecondi come comunemente si reputa. Otteniamo numerose specie di serpenti, vermi, insetti e pesci da sostanze in putrefazione, parecchie delle quali arrivano ad essere perfette come gli animali e gli uccelli: distinti per il sesso e capaci di prolificare. E nulla di tutto questo avviene a caso, giacche sappiamo in anticipo che specie di creatura nascerà da una determinata materia o incrocio. «Abbiamo inoltre stagni speciali dove conduciamo sui pesci quegli stessi esperimenti di cui ho detto prima riguardo agli animali e agli uccelli. «Abbiamo anche luoghi adatti per la generazione e per l’allevamento di vermi e insetti, a voi non noti, che hanno speciali utilità, come per voi le api e i bachi da seta. «Non ti tratterrò a lungo parlandoti delle nostre fabbriche di birra, dei forni e delle cucine dove vengono confezionate bevande, pani di ogni genere e cibi inusitati di speciali effetti. Facciamo vini con l’uva, bevande con succhi di frutta e con la fermentazione di semi e radici, oppure con miscele di miele, zucchero, manna e frutta essiccata e bollita, oppure con la resina e la polpa delle canne. Queste bevande si possono conservare per parecchi anni; alcune fino a quaranta. Abbiamo anche bevande ottenute con la fermentazione di diverse erbe, radici, spezie; alcune contenenti anche carni, latticini e altre sostanze nutrienti che fanno da cibo e bevanda insieme, particolarmente adatte ai vecchi che possono vivere di esse sole, senza bisogno di aggiungervi carne o pane. Ma soprattutto cerchiamo di ottenere bevande leggere, facilmente assimilabili dal corpo, senza procurar dolore, bruciore o corrosione. Alcune di esse, poste sul dorso della mano lo penetrano rapidamente fino al palmo pur procurando un sapore gradevole alla bocca. Abbiamo acque che trattiamo in modo da renderle nutrienti e tanto gustose che taluni non usano altra bevanda. Abbiamo pane confezionato con varie specie di grano, di radici, di noci, di ghiande e persino con carne e pesce essiccato, con vari tipi di lieviti e condimenti così da renderlo straordinariamente appetitoso. Alcuni di questi pani sono così nutrienti da far giungere a tarda età persone che vivono di essi soltanto senza bisogno di altro cibo. Abbiamo delle carni che battiamo per renderle frolle e delicate, in modo che queste, senza essere per nulla guaste, possano essere digerite da uno stomaco debole con la stessa facilità con cui uno stomaco forte digerisce le carni normali. Abbiamo anche carni, pani e bevande che permettono all’uomo di sostenere lunghi digiuni, e altri cibi che rendono i tessuti del corpo più forti e resistenti, aumentandone la robustezza. «Possediamo dispensari e laboratori di medicine: potrai facilmente comprendere come, vista la maggior varietà di piante e creature che abbiamo rispetto a voi in Europa, abbiamo anche maggior quantità e varietà di medicamenti, di droghe e di ingredienti per la composizione delle medicine. Abbiamo medicine di diversa stagionatura che hanno fermentato a lungo, per la cui preparazione ci siamo serviti non solo di ogni sistema perfetto di distillazione e di separazione, grazie a calore temperato e al passaggio attraverso filtri e sostanze solide, ma abbiamo usato anche sistemi di fusione tali da ottenere una incorporazione delle diverse sostanze tra loro da farle sembrare elementi semplici per natura. «Conosciamo anche arti meccaniche a voi sconosciute con cui otteniamo prodotti come carta, seta, tela, tessuti, eleganti lavori arricchiti con piume di straordinario splendore, preziose tinture e colorazioni per stoffe ed altri ancora. Abbiamo anche depositi per questi prodotti di uso comune, ed altri per quelli che non lo sono. Devi sapere infatti che molti dei prodotti di cui ti ho parlato vengono comunemente usati in tutto il regno, mentre altri, pur sempre inventati da noi, sono conservati come modelli ed esemplari. «Abbiamo anche ogni tipo di forno in grado di produrre i più diversi gradi di calore: fuochi violenti e rapidi, fuochi forti e costanti, moderati, impetuosi, tranquilli, secchi e così via. Ma soprattutto abbiamo calori che, come quello del sole e dei corpi celesti, variano di intensità, come attraverso orbite e cicli ricorrenti, con cui siamo in grado di ottenere effetti ammirevoli. Sfruttiamo anche il calore del letame, quello delle interiora di animali, del loro sangue e del loro corpo, quello del fieno e dell’erba fermentata o della calce viva e di altre cose ancora. Abbiamo strumenti che generano calore soltanto con il movimento, luoghi adatti per forti insolazioni e sotterranei che producono calore naturalmente o artificialmente. Noi adoperiamo questi diversi calori secondo il tipo di esperimento che ci proponiamo di fare. «Abbiamo anche camere dove facciamo esperienze relative alla luce, alle radiazioni e ai colori: da corpi incolori e trasparenti riusciamo a derivare vari colori, non fusi come nell’arcobaleno, come nelle gemme e nei prismi, ma ognuno di essi singolarmente. Possiamo ottenere la moltiplicazione della potenza della luce, la proiezione di questa a grande distanza e possiamo renderla a tal punto viva da poter distinguere punti e linee piccolissimi. Riusciamo a colorare la luce e a compiere ogni genere di inganni ed illusioni ottiche nelle figure, grandezze, movimenti e colori, e a proiettare ogni genere di ombre. Abbiamo metodi, che voi ancora non conoscete, per produrre da corpi diversi una originaria sorgente di luce; e strumenti per vedere oggetti lontani nel cielo e nei luoghi più remoti, e per fare apparire lontane cose vicine e viceversa, costruendo distanze fittizie . Possediamo anche aiuti per la vista assai migliori delle vostre lenti; abbiamo lenti e strumenti con cui vediamo chiaramente e distintamente i corpi più minuti, come le forme e i colori degli insetti più piccoli o vermi, la grana e le venature nelle gemme, la composizione dell’urina e del sangue, non visibili in altro modo. Sappiamo produrre arcobaleni artificiali, aloni, circoli luminosi ed ogni specie di riflessi, rifrazioni e moltiplicazioni degli oggetti. «Abbiamo pietre preziose, a voi sconosciute, di ogni specie; molte delle quali di speciale bellezza, e cristalli e vetri, alcuni dei quali fatti con metalli vetrificati, o con altri materiali, diversi da quelli usati da voi per la stessa fabbricazione del vetro; abbiamo anche un gran numero di fossili che voi non avete, calamite dalle virtù prodigiose e pietre rare, sia naturali che artificiali. «Abbiamo costruito "case sei suoni" dove facciamo esperimenti e dimostrazioni su tutti i suoni e sulla loro origine. Conosciamo armonie a voi ignote di quarti di toni e di passaggi ancora minori6. Abbiamo molti strumenti musicali nuovi per voi, alcuni dei quali suonano più dolcemente dei vostri, e anche campane e sonagli di suono delicato e gradevole. Possiamo rendere forti e profondi suoni leggeri e attenuare quelli acuti, e riusciamo a produrre tremolii e vibrazioni di suoni in origine continui. Imitiamo e riproduciamo tutti i suoni articolati, le lettere, le voci degli animali e le note degli uccelli. Abbiamo strumenti che applicati all’orecchio rinforzano l’udito e la percezione dei suoni, e sistemi artificiali che ripetono e moltiplicano le voci rimandandole più forti e acute, o più profonde, o diverse nel tono e nel timbro originale. Possiamo infine trasmettere i suoni a grande distanza per mezzo di tubi e condotti rettilinei o tortuosi. «Abbiamo poi le "case dei profumi", in cui compiamo esperimenti sui sapori, e dove riusciamo (cosa assai strana da credersi) a moltiplicare e intensificare gli odori. Imitiamo i profumi naturali ricavandoli da misture diverse da quelle che li producono naturalmente. Imitiamo i sapori così perfettamente da ingannare il gusto più accorto. In questa casa vi è anche un reparto dolciario dove fabbrichiamo dolci di diversi tipi, umidi e asciutti, per la cui produzione usiamo, non solo zucchero e miele, ma nuove sostanze dolcificanti. Vi produciamo vini pregiati, latte, brodi e salse da voi poco diffusi. «Abbiamo anche una "casa delle macchine", dove fabbrichiamo macchine e strumenti per ogni genere di movimenti: stiamo tentando di produrre dei moti più veloci di quelli che voi avete realizzato con le vostre bocche da fuoco, o con qualsiasi altra vostra macchina. Facciamo anche esperimenti per rendere il movimento più facile e più intenso moltiplicandolo, ad esempio, per mezzo di ingranaggi. Produciamo strumenti e macchine da guerra di ogni genere, nuove misture di polveri da sparo, fuochi greci7 che bruciano nell’acqua e sono inestinguibili, e fuochi artificiali di ogni tipo destinati tanto al divertimento quanto a scopi più utili. Imitiamo il volo degli uccelli e riusciamo entro certi limiti a volare nell’aria8. Abbiamo navi e imbarcazioni per navigare sotto l’acqua e resistere alle tempeste marine, cinture di sicurezza e congegni per mantenersi a galla e nuotare. Possediamo diversi orologi, strumenti che si muovono in modo ricorrente e altri capaci di moto perpetuo. Riproduciamo i movimenti degli animali e di tutte le creature viventi, degli uccelli, degli uomini, dei pesci, dei serpenti; e infine apparecchi mirabili per la loro perfezione e sensibilità. «Abbiamo una "casa della matematica" dove sono conservati tutti gli strumenti necessari alla geometria e all’astronomia. «Abbiamo una "casa delle illusione dei sensi" dove compiano ogni genere di prodigi, di giochi, di illusioni e inganni dei sensi. Potrai capire facilmente come noi, pur possedendo cose perfettamente naturali e degne di ammirazione, potremmo anche in certi casi far sembrare queste miracolose, ingannando i sensi. Noi però odiamo ogni forma di impostura e di menzogna, tanto che è severamente proibito a tutti i confratelli, pena la ignominia e l’ammenda, alterare e ampliare le opere che abbiamo ottenuto per via naturale; è nostro obbligo farle conoscere nella loro più pura realtà, senza alcun trucco e affettazione di miracolo. «Queste sono, figlio mio, le ricchezze della Casa di Salomone «Quanto ai doveri e alle funzioni dei nostri confratelli, ce ne sono dodici che visitano i paesi stranieri, fingendo di appartenere ad altre nazioni (teniamo infatti celata la nostra nazionalità), che ci portano libri, sommari ed esemplari di scoperte di tutti gli altri paesi del mondo: noi li chiamiamo "mercanti di luce"9 . «Altri tre sono incaricati di raccogliere gli esperimenti esposti nei libri e sono detti "predoni". «Altri tre raccolgono tutti gli esperimenti delle arti meccaniche, delle arti liberali e anche di quelle pratiche che ancora non sono pervenute al piano delle arti. Questi sono chiamati gli "uomini del mistero". «Altri tre tentano i nuovi esperimenti che credono utili e sono detti "pionieri" o "minatori". «Altri tre ancora, i "classificatori", raccolgono gli esperimenti delle quattro precedenti categorie in tabelle e tavole, perché siano più chiari e perché se ne possano trarre osservazioni ed assiomi10. «Altri tre si occupano di esaminare e studiare gli esperimenti dei loro confratelli per ricavarne nuovi risultati ad uso pratico per la vita umana o cognizioni utili ad altri lavori scientifici; a creare dimostrazioni di tutte le cause, dei mezzi di divinazione naturale, e a giungere a una chiara conoscenza delle proprietà e delle parti del corpo. Questi sono detti "uomini di dote" o anche "benefattori". «Tre di noi, chiamati "fiaccole", dopo gli incontri e le consultazioni che teniamo per approfondire il lavoro precedente e i risultati, si preoccupano di intraprendere, su queste basi, nuovi esperimenti più luminosi che penetrano entro la Natura più profondamente dei primi11. «Tre, detti "inoculatori", eseguono gli esperimenti che vengono loro affidati e ne riferiscono i risultati. «Infine, ve ne sono tre che innalzano le prime invenzioni, tramite esperimenti, in più alte osservazioni, assiomi, aforismi. Li chiamiamo "interpreti della natura". «Abbiamo inoltre, come potete immaginare, novizi e apprendisti, perché non si interrompa la successione degli studiosi e infine molti servi e aiutanti, sia uomini che donne. Ci consultiamo per decidere quali delle nostre scoperte debbano essere rese note al pubblico e quali no. E prestiamo tutti giuramento di non divulgare mai quelle che pensiamo prudente tenere segrete. Alcune di queste talvolta le riveliamo allo Stato, ma in altri casi neppure ad esso. «Per quanto riguarda i nostri ordinamenti e riti, abbiamo due belle e spaziose gallerie: in una di queste conserviamo i campioni e i modelli di tutte le più rare e migliori invenzioni; nell’altra le statue di tutti i più importanti inventori: abbiamo la statua del vostro Colombo, che scoprì le Indie Occidentali, quella dell’inventore delle navi, quella del monaco che inventò la polvere da sparo12 e le armi da fuoco, quella dell’inventore della musica, delle lettere, quella dell’inventore della stampa, dell’astronomia, quella dell’inventore dell’arte di lavorare i metalli, quella dell’inventore del vetro, dell’arte di ricavare la seta dai bozzoli, quella dell’inventore del vino, del grano e del pane e quella dell’inventore dello zucchero. Onoriamo tutti costoro in base ad una tradizione molto più sicura della vostra. Abbiamo anche le statue dei nostri inventori di opere mirabili che voi non avete veduto, e per questo difficili da descrivere, senza contare che potreste facilmente cadere in errore. Erigiamo all’inventore di ogni importante scoperta una statua e gli conferiamo una generosa e onorevole ricompensa. Alcune di queste statue sono in bronzo, altre di marmo, altre di pietra, alcune di cedro o di altri legni preziosi, dorati e adornati, altre ancora di ferro, d’argento o d’oro. «Abbiamo inni e forme di liturgia che cantiamo e recitiamo ogni giorno, per lodare e ringraziare Dio delle sue opere meravigliose, e varie preghiere per implorare il suo aiuto e la sua benedizione, perché si degni di illuminare le nostre fatiche e le diriga verso scopi giusti e santi. «Abbiamo, infine, l’abitudine di visitare le principali città del regno e in esse, a seconda della necessità, rendiamo pubbliche le nuove più utili che ci pare opportuno divulgare. Prediciamo epidemie, pestilenze, invasioni di animali nocivi, carestie, tempeste, terremoti, inondazioni, comete, il clima dell’anno ed altri fenomeni; consigliando poi il popolo sulle precauzioni da prendere per prevenire e porre rimedio a tali calamità». Detto questo il Padre si alzò in piedi ed io, secondo quanto mi era impartito, mi inginocchiai. Egli mi pose la mano destra sul capo e mi disse: «Dio ti benedica, figlio mio, e benedica il discorso che ho appena tenuto. Ti concedo di divulgarlo per il bene delle altre Nazioni, poiché noi viviamo qui come fossimo nel grembo di Dio». Così egli mi lasciò, dopo aver donato a me e ai miei compagni circa duemila ducati.

(Francesco Bacone, La Nuova Atlantide)


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