L’uomo del ponte

Il Ponte dell’Amore ogni giorno illumina la mia vita. Non solo voglio costruire ponti, ma anche saltare muri e soprattutto fossi.

di Deborah A. Simoncini - venerdì 26 maggio 2023 - 1695 letture

“In questi anni ho ampliato le mie conoscenze e consolidato le mie competenze ingegneristiche. Mi sono ristrutturato e per questo ho richiesto e mi è stato dato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il mitico Mit. Il ponte è al sicuro e sicuro: s’ha da fare e si farà. L’ho dichiarato il 24 maggio il giorno del mormorio del Piave.

Il 24 giugno commemorerò la “battaglia del solstizio” e avvierò la linea appaltante col Genio Pontieri Cecchignola”. Matteo brancolava amorfo, con gli occhi slabbrati e un pennacchio gialloverde in fronte. Sgranocchiava semi di zucca e sorseggiava Caffè Borghetti. Dopo una preghiera apotropaica e un’invocazione divina, pervaso dal fascino della rivelazione si fermò ad ammirare la scena. I palloncini salivano guidati dal vento.

“Si vede che è un grande spettacolo”. Cominciò a cantare a squarciagola, una versione afro di ‘O sole mio, o ponte mio … dondolandosi avanti e indietro e battendo i piedi sul pavimento. “Il ponte rappresenta un forte stimolo a sviluppare modelli di vita ispirati a maggiore coesione sociale e giustizia. E’ rivoluzionario ... sarà un ponte rivoluzionario ... il ponte dell’Amore. Siamo abitati da un popolo e da una classe dirigente strabica che vive con ansia, anzi vera e propria paura, la dimensione marina. Da almeno trecento anni abbiamo volto le spalle al mare.

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La gomma del Ponte

Da penna brillante, intinta in un calamaio di cultura, vi dico che la Sicilia, estrema propaggine dell’Italia e dell’Europa, ha una storia millenaria e gode di una posizione particolare al centro del Mediterraneo. Da sempre ponte commerciale con le sponde mediorientali e nordafricane. Punto naturale di approdo di traffici e commerci. Un tempo aveva natura baricentrica. Nel Regno delle Due Sicilie la flotta borbonica rivaleggiava con quelle di Gran Bretagna e Francia e proteggeva il commercio di sale e zolfo copiosamente estratti dalle miniere di Trinacria.

Le classi dirigenti nazionali hanno relegato la Sicilia a ruolo di estrema periferia. Una sbornia continentale che ha regalato l’isola agli Stati Uniti, consapevoli del ruolo strategico della Sicilia. Da parte mia svolgerò una vera e propria pace guerreggiata, con tecniche, procedimenti, formule e concetti totalmente inediti. Sarà un ponte costruito con l’appoggio diretto ed esplicito delle Forze Armate per difenderci dal pericolo dei comunisti migranti.

Verranno impiegate “forze speciali”, e picciotti dell’onorata società distintisi per il miglior addestramento, la selezione più rigorosa e il peculiare impiego in combattimento. Contiamo principalmente sulla velocità e la sorpresa nel saper sfruttare la prestanza e il valore di arditi soldati contro i sempre disfattisti e menefreghisti.” Mi sono interrogato molto su come spiegare il concetto e ho pensato che il modo più semplice fosse ricorrere ai lemmi del dizionario Treccani alla voce Ponte.

“Manufatto di legno, di ferro, di muratura o di cemento armato che serve per assicurare la continuità del corpo stradale o ferroviario nell’attraversamento di un corso d’acqua, di un braccio di mare, o di un profondo avvallamento del terreno … ”

Il Ponte dell’Amore ogni giorno illumina la mia vita. Non solo voglio costruire ponti, ma anche saltare muri e soprattutto fossi. Sono partito con tanto entusiasmo, con un’attrazione irrefrenabile che mi ha assorbito negli anni. Forgiatore di anime e scuotitore di cuori. Nel mio feudo comando uomini, donne e anche bambini che mi proteggono, mi incitano e lottano insieme a me. Mi danno del bullo, furbo e lamentoso, ma io sono a un passo dal genio, anche se del tutto privo di genio. Ho la capacità di accedere all’impossibile, con l’aria tonante nei polmoni. Devo tutto alla tenacia, all’impegno giornaliero, alla tigna e alla generosità gratuita mia e del mio prossimo.

Conosco me stesso e ho scelto da tempo a chi appartenere. Da Umberto, lo scienziato dell’eco, mi sono fatto spiegare i fondamentali e con lui ho studiato i principi del volo e della ballistica e voglio donare al mondo le mie scoperte che aprono a nuove possibilità. Ho dentro di me uno spazio interiore libero e immenso nel saper concepire argonautiche e voli interstellari. Nel giro di pochi secondi le sirene presero a suonare quasi a voler coprire l’inquietante e crescente rombo di un tuono che stava saturando l’aria.

Le prime forti scossi sismiche arrivarono nel minuto successivo. Matteo aprì il portello della torpediniera Spica e tentò di rientrare precipitosamente nell’abitacolo, senza riuscirci. Cominciò a correre lungo la linea difensiva per nascondersi lungo i rifugi fortificati. L’onda d’urto si propagò a grande velocità. Una scarica di energia ad altissimo potenziale investì l’area e vaporizzò all’istante qualsiasi cosa avesse prima contenuto una pur minima traccia di materia, esseri umani inclusi. In meno di tre minuti i lampi cessarono, ma i frammenti continuarono a cadere per molti giorni sull’intera superficie delle due sponde. L’epicentro del sisma fu al centro dello Stretto: i primi trenta-quaranta secondi di scosse furono seguiti, a distanza di una decina di minuti, da una serie di almeno tre onde di maremoto.

Molti edifici furono completamente spazzati via. Il ponte fu spostato di trenta metri. Dichiarato il silenzio stampa, con un fuoco di sbarramento breve, ma molto intenso, nei confronti dei giornalisti, senza fornire per niente informazioni ufficiali, fu tutto un proliferare di voci e supposizioni. Il quadro della catastrofe emerse in modo ritardato e frammentario, la premier, occhi da faina e bocca flaccida, una volta informata sui fatti si mise a correre avanti e indietro come se si trovasse su una distesa di carboni ardenti imprecando: “gliel’avevo ben detto che doveva dare volta alla cima e utilizzare la galloccia, per assicurare l’ormeggio, ma non c’è stato niente da fare. E’ uno zuccone ... e adesso che faccio? …

Ho infranto il tetto di cristallo, ma è cosa ben difficile fronteggiare una situazione straordinaria e continuare a svolgere tutti i compiti che mi sono stati affidati.”


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