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Il manifesto delle sardine

Dopo i successi delle manifestazioni di Bologna e Modena, ecco il manifesto delle ’sardine’: "Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare"
di Redazione - giovedì 21 novembre 2019 - 802 letture

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sardine

Benvenuti in mare aperto

Cari populisti, lo avete capito. La festa è finita.

Per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti. L’avete tesa troppo, e si è spezzata. Per anni avete rovesciato bugie e odio su noi e i nostri concittadini: avete unito verità e menzogne, rappresentando il loro mondo nel modo che più vi faceva comodo. Avete approfittato della nostra buona fede, delle nostre paure e difficoltà per rapire la nostra attenzione. Avete scelto di affogare i vostri contenuti politici sotto un oceano di comunicazione vuota. Di quei contenuti non è rimasto più nulla.

Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare.

Per troppo tempo avete ridicolizzato argomenti serissimi per proteggervi buttando tutto in caciara.

Per troppo tempo avete spinto i vostri più fedeli seguaci a insultare e distruggere la vita delle persone sulla rete.

Per troppo tempo vi abbiamo lasciato campo libero, perché eravamo stupiti, storditi, inorriditi da quanto in basso poteste arrivare.

Adesso ci avete risvegliato. E siete gli unici a dover avere paura. Siamo scesi in una piazza, ci siamo guardati negli occhi, ci siamo contati. E’ stata energia pura. Lo sapete cosa abbiamo capito? Che basta guardarsi attorno per scoprire che siamo tanti, e molto più forti di voi.

Siamo un popolo di persone normali, di tutte le età: amiamo le nostre case e le nostre famiglie, cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero. Mettiamo passione nell’aiutare gli altri, quando e come possiamo. Amiamo le cose divertenti, la bellezza, la non violenza (verbale e fisica), la creatività, l’ascolto.

Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie.

Non c’è niente da cui ci dovete liberare, siamo noi che dobbiamo liberarci della vostra onnipresenza opprimente, a partire dalla rete. E lo stiamo già facendo. Perché grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare.

Siamo già centinaia di migliaia, e siamo pronti a dirvi basta. Lo faremo nelle nostre case, nelle nostre piazze, e sui social network. Condivideremo questo messaggio fino a farvi venire il mal di mare. Perché siamo le persone che si sacrificheranno per convincere i nostri vicini, i parenti, gli amici, i conoscenti che per troppo tempo gli avete mentito. E state certi che li convinceremo.

Vi siete spinti troppo lontani dalle vostre acque torbide e dal vostro porto sicuro. Noi siamo sardine libere, e adesso ci troverete ovunque. Benvenuti in mare aperto.

“E’ chiaro che il pensiero dà fastidio, anche se chi pensa è muto come un pesce. Anzi, è un pesce. E come pesce è difficile da bloccare, perché lo protegge il mare. Com’è profondo il mare”.

Firmato

“6000 sardine”


Per chi se lo fosse perso, ecco il discorso letto in Piazza Maggiore:

Bologna, 14 novembre, ore 20.45

La prima notizia è che abbiamo vinto. Magari non abbiamo vinto la guerra ma chi ben comincia è a metà dell’opera. La seconda che non è un caso che la più forte risposta al populismo e alla retorica dell’odio sia arrivata proprio da Bologna e dall’Emilia Romagna. Una terra fondata sull’inclusione, sullo studio, sul lavoro, sul volontariato. Purtroppo la nostra comunità è sotto attacco da parte di una forza che ritenere politica è un offesa alla politica. Dopo aver strumentalizzato i migranti, i cristiani e le persone fragili ora è il nostro turno nel tritacarne mediatico di Matteo Salvini e i suoi accoliti.

Eppure ci fa bene, perché dormivamo da tanto. Alzino la mano quelli che non scendevano in piazza da anni. Alzino la mano quelli che stavano a casa a criticare e lamentarsi invece che rimboccarsi le maniche. Alzi la mano chi ha disegnato una sardina dopo anni che non disegnava niente. Ecco che allora la prima lezione è per noi. Illudersi che tutto cambi senza che noi per primi si muova un dito è un illusione.

La terza notizia è che ci aspettano due mesi duri come la nostra generazione non ne ha mai vissuti. I nostri avversari giocano sporco, sono potenti, hanno un sacco di soldi che nessuno sa da dove vengano, hanno troll e robot che invadono i social e influenzano la vita democratica di un paese che dovrebbe aspirare al meglio.

La quarta notizia è che c’è speranza e che non siamo soli. Il nostro appello è stato raccolto da molti, tantissimi. La maggior parte dei quali è qui presente stasera. E con un’altra parte non meno importante che ci sostiene da casa e da tutta Italia guardando con fiducia alla nostra comunità. Negli ultimi giorni abbiamo scritto una nuova storia sui social network. Oggi abbiamo fatto qualcosa che tutti, compresi i nostri avversari, ritenevano impossibile. Non solo abbiamo decuplicato i numeri di Salvini su facebook, ma li abbiamo raddoppiati nella realtà, perché siamo in 100.000! (gag). A nulla sono serviti i cartelloni che ci assillano da settimane, a nulla i proclami sulla liberazione dell’Emilia Romagna, a nulla i pullman che sono arrivati dalla Lombardia, dal Veneto e dal Trentino. Oggi abbiamo stravinto. Li abbiamo disintegrati con mezzi che loro non conoscono: la gratuità, l’arte, il sorriso e le relazioni umane.

E vorremmo invitare tutti quelli che ci hanno criticati per il fatto che eravamo “contro” e non a favore di qualcosa, li vorremmo invitare a guardare questa piazza. Vi sembra una piazza contro? Vi sembra una comunità che non ha argomenti? Vi sembra un messaggio privo di contenuti?

La quinta ed ultima notizia è che se lo vogliamo questo sarà solo l’inizio. In sei giorni abbiamo dimostrato che non esiste bestia abbastanza potente da arginare il pensiero, le idee e le persone vive. Non esiste pirata abbastanza affamato di potere quando di fronte vi è una comunità libera, inclusiva, creativa e resistente.

Ed è davvero così, se lo vogliamo il populismo è già finito. Se lo vogliamo la stagione delle bugie potrà dirsi conclusa. Se lo vogliamo la testa sarà più forte della pancia. Se lo vogliamo la politica tornerà ad essere una cosa seria. E a questo proposito ci sentiamo di fare un appello. Non lasciate soli i nostri politici. Perché hanno bisogno di noi. Si fanno una vita di inferno per difendere il nostro territorio e per far vivere una vita migliore ai nostri figli, sono loro in prima linea. Ringraziamoli invece che accusarli costantemente. In molti avete chiesto di continuare questa avventura, di vincere anche le prossime battaglie. Sicuramente ripeteremo l’invasione delle sardine anche in altre città della nostre regione ed avremo bisogno di voi. Non sarà facile ma ce la metteremo tutta per portare il messaggio di speranza lanciato da questa piazza in tutti i territori di questa regione. Per il momento siate orgogliosi di aver preso parte ad un azione folle, democratica e rivoluzionaria.

Da domani potrete raccontare a tutti di quella volta che una sardina ha sconfitto un pirata.



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