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Il clima cambia, la politica no

Il nostro messaggio per Matteo Salvini e il governo

di GREENPEACE - mercoledì 29 maggio 2024 - 647 letture

Il 23 maggio un gruppo di attivisti di Greenpeace Italia ha contestato il vicepresidente del Consiglio, nonché Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, impegnato in un dibattito al Festival dell’Economia di Trento, per denunciare l’inazione del governo nel contrasto alla crisi climatica.

Gli attivisti hanno disturbato l’intervento di Salvini, mostrando il messaggio “Il clima cambia, la politica no” e indossando t-shirt con la scritta “Parole, parole, parole”, per rimarcare l’assenza di iniziative concrete da parte del governo contro gli impatti sempre più gravi dell’emergenza climatica.

Il ministro Salvini, nella sua campagna elettorale, si erge a paladino contro le politiche green europee, ma così facendo non fa altro che rallentare la transizione energetica di cui abbiamo disperatamente bisogno, condannando l’Italia a fronteggiare eventi climatici sempre più estremi e distruttivi. Le devastanti alluvioni in Lombardia e Veneto e la siccità che attanaglia diverse aree del sud del Paese sono l’ennesima tragica testimonianza che la crisi climatica è già oggi la più grave minaccia per la nostra sicurezza. Eppure il governo continua a inseguire false soluzioni come il gas fossile, che aggrava il riscaldamento del pianeta, invece di adottare misure decisive e risolutive.

Non solo il governo, molti leader politici italiani, anche dell’opposizione, non sembrano prendere sul serio l’emergenza climatica in corso. Il nostro recente monitoraggio sulla campagna elettorale italiana per le elezioni europee mostra chiaramente che il clima è il grande assente nel dibattito politico. Con l’Osservatorio di Pavia abbiamo analizzato le dichiarazioni dei principali undici leader politici italiani (Bonelli, Calenda, Conte, Fratoianni, Magi, Meloni, Pichetto Fratin, Renzi, Salvini, Schlein e Tajani) postate su Facebook, nelle edizioni serali dei telegiornali Rai, Mediaset e La7 e nei principali programmi televisivi di approfondimento dal 1° al 14 maggio. Solo nell’8% delle dichiarazioni dei principali leader politici italiani si fa almeno un accenno alla crisi climatica, ma quelle realmente dedicate al riscaldamento del pianeta sono appena il 4%, e includono anche le dichiarazioni contrarie alle azioni per il clima.

Tra tutti, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, secondo il monitoraggio dell’Osservatorio di Pavia, è il politico che più di tutti ha assunto posizioni ambigue, resistenti o contrarie alle azioni per il clima, arrivando talvolta al vero e proprio negazionismo climatico.


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