Il Giornale va ad Angelucci?

Le occhiaie di Zelensky ‒ Quotidiani internazionali per Assage ‒ Minacciati 413 giornalisti italiani ‒ Assolto: aveva pubblicato buste-paga dirigenti ‒ Agenzie di stampa e suole delle scarpe ‒ In edicola Harper’s Bazaar ‒ Censis e il digitale

di Adriano Todaro - mercoledì 7 dicembre 2022 - 1385 letture

CONSUMARE LE SUOLE ‒ Consumare le scuole delle scarpe è una delle massime del buon giornalismo. Il fatto è che oggi il giornalismo è cambiato e con esso i giornalisti. Oggi nei giornali si risparmia su tutto e, quindi, piuttosto che inviare un giornalista a seguire un determinato evento, ci mando un collaboratore da 3/5 euro ad articolo. C’è un settore, però, dove il giornalismo fa consumare ancora le suole. Sono le agenzie di stampa (in realtà non è proprio così) e secondo il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini, «I giornalisti delle agenzie di stampa sono forse i primi giornalisti ad arrivare sulla notizia, a raccogliere testimonianze, a consumare le suole delle scarpe. Vanno sicuramente premiati perché sono la base della piramide dell’informazione». Lo ha affermato a margine dell’inaugurazione della redazione milanese dell’agenzia di stampa Italpress.

CENSIS: W IL DIGITALE MA… ‒ Secondo il Rapporto annuale del Censis (Centro Studi Investimenti Sociali), durante la pandemia più della metà degli italiani ha apprezzato gli aspetti positivi offerti dalle tecnologie digitali. Il 58,6% dichiara che i dispositivi digitali hanno permesso di provvedere alle proprie necessità, per il 55,3% hanno aiutato a mantenere le relazioni sociali, per il 55,2% grazie a essi si è potuto continuare a lavorare o a studiare, mentre il 52,9% ammette anche che ha potuto scoprire cose nuove e inaspettate. Ma più della metà degli italiani (il 52,8%), però, dichiara che adesso si sente stanco dell’uso continuo dei dispositivi digitali e vorrebbe ‘staccare la spina’. I dispositivi digitali fanno perdere troppo tempo secondo il 32,2% degli italiani, che nel 31,5% dei casi avvertono il bisogno di connettersi continuamente. Per non parlare di quel 22,8% che dichiara di non riuscire a disconnettersi mai.

IL GIORNALE AD ANGELUCCI? ‒ Secondo molte indiscrezioni il quotidiano della famiglia Berlusconi, Il Giornale, starebbe per essere venduto ad Antonio Angelucci (editore de Il Tempo e Libero). Secondo l’Ansa la notizia non sarebbe solo un’indiscrezione, ma sarebbe confermata da fonti finanziarie. Il Giornale era stato fondato nel 1974 da Indro Montanelli. Oggi appartiene per il 71,5% a Paolo Berlusconi. Altri azionisti sono Mondadori (18,4%) e il 9,9% alla famiglia Amodei concessionaria di pubblicità.

IN EDICOLA HARPER’S BAZAAR ‒ Lunedì 5 dicembre è arrivata nelle edicole l’edizione italiana di Harper’s Bazaar dopo essere stata online dal febbraio 2020. Lo dirige Dasha Veledeeva, che ha già diretto Harper’s Bazaar Russia. Oltre all’edicola ci saranno altri punti di diffusione come hotel, centri benessere, teatri, musei, boutique e gallerie d’arte. E la campagna di lancio vedrà maxi affissioni e totem digitali nel centro di Milano e una serie di edicole rivestite con logo e cover della testata.

QUOTIDIANI INTERNAZIONALI PER ASSANGE ‒ Il New York Times, il Guardian, Le Monde, Der Spiegel e El Pais hanno inviato, il 28 novembre scorso, una lettera aperta agli Usa con cui chiedono di far cadere le accuse contro il fondatore di WikiLeaks, per aver ottenuto e pubblicato documenti diplomatici riservati e segreti militari. La data scelta per la pubblicazione della lettera aperta non è un caso. Proprio il 28 novembre di 12 anni fa tutte e cinque le testate parteciparono alla pubblicazione dei 250mila documenti, ottenuti da Assange, che rivelarono «corruzione, scandali diplomatici e vicende spionistiche a livello internazionale». Le cinque prestigiose testate ricordano che «Ottenere e diffondere informazioni sensibili quando è necessario nell’interesse pubblico è una parte centrale del lavoro quotidiano dei giornalisti. Se questo lavoro viene criminalizzato, le nostre democrazie si indeboliscono».

PUBBLICÒ BUSTE PAGA: ASSOLTO GIORNALISTA ‒ Ogni tanto qualche buona notizia. Questa arriva dal Tribunale di Pescara e riguarda la vicenda del giornalista Mauro D’Agostino del giornale online corrierequotidiano.it che nel 2017 pubblicò le buste paga dei dirigenti dello stabilimento della Brioni per dimostrare che la crisi finanziaria dell’azienda rischiava di colpire i dipendenti, ma teneva indenni i piani alti. La Brioni ha sede a Penne (Abruzzo) marchio simbolo dell’eccellenza italiana di fama mondiale nel settore dell’abbigliamento maschile. Da una decina di anni l’azienda è stata acquisita da Kering, il gruppo internazionale che opera nel settore del lusso con sede a Parigi. Dalle buste paga pubblicate da D’Agostino, emergevano sostanziosi “premi di produzione” a fronte di un significativo calo del fatturato e con la seria prospettiva di numerosi licenziamenti del personale Brioni. Nel pubblicare le buste-paga dei dirigenti, D’Agostino aveva oscurato le generalità dei soggetti. Ora dopo cinque anni l’assoluzione. Il giornalista è stato assistito, anche legalmente, da “Ossigeno per l’informazione”.

MINACCIATI 431 GIORNALISTI ‒ Sempre “Ossigeno per l’informazione” ci fa sapere che da gennaio a luglio 2022, in Italia, sono stati minacciati 431 giornalisti; nel 2021 erano stati 384. Le giornaliste vittime di minacce sono state 109. E chi sono i minacciatori? La maggior parte degli attacchi proviene da privati cittadini e associazioni private (il 51%). Fra gli attacchi più frequente ci sono poi quelli provenienti da autorità e personaggi politici (21%). Il 9% degli attacchi proviene dalle imprese private, l’8% da ambienti criminali (in maggior parte le mafie), il 4% dal mondo dei media (colleghi di lavoro, redazioni, editori, giornali). Lombardia e Toscana sono le regioni in cui sono state registrate più minacce. Tra il 2017 e il 2021, il Lazio è stato la maglia nera per numero di cronisti minacciati.

LE OCCHIAIE DI ZELENSKY ‒ Il presidente dell’Ucraìna è stato nominato, dal britannico Financial Times ‘Persona dell’anno’. La motivazione è per la «straordinaria dimostrazione di leadership e forza d’animo» del presidente ucraìno. L’inizio dell’articolo così recita: «A nove mesi dalla brutale lotta per la sopravvivenza nazionale contro gli invasori russi, Volodymyr Zelenskyy appare stanco, con le occhiaie».


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