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Centro Studi sull’Europa dell’Est, l’Europa si unisce

All’indomani del crollo del muro di Berlino, l’Europa dell’Est è entrata in una fase di forte dinamicità storica con sommovimenti che sono ancora in fase di assestamento e le cui conseguenze si vedranno nel medio termine...

di Emanuele G. - martedì 17 aprile 2007 - 2994 letture

Da questa esigenza nasce l’idea di creare un Centro Studi sull’Europa dell’Est in seno a Giro di Vite. Un momento di riflessione per capire meglio cosa sta succedendo dall’altra parte dell’Adriatico.

BREVE NOTA STORICA SULL’EUROPA DELL’EST

C’è una data che è essenziale per la storia dei Paesi dell’Est: il 1978. In quell’anno fu eletto Papa Karol Wojtyla, e la storia di quella parte di Europa non sarebbe stata più la stessa. Infatti, la conseguenza principale fu il sorgere di Solidarnosc in Polonia che funse da prodromo al rapido declino, nel corso degli anni ottanta, dei regimi “a socialismo reale”. Un processo che fu pacifico ad eccezione della Romania dove vi furono dei sanguinosi moti per rovesciare il regime di Nicolae Ceaucescu, giustiziato in seguito. Ad accelerare ulteriormente il quadro storico contribuì l’elezione nel 1985 a Segretario Generale del PCUS di Mikhail Gorbaciov.

Con il crollo del muro di Berlino si chiude definitivamente l’esperienza storica della c.d. “guerra fredda”. Gli anni novanta sono anni particolari nel corso dei quali l’Europa dell’Est deve fronteggiare le conseguenze di una dinamica storica importante e straordinaria. In alcune aree le conseguenze furono drammatiche (ex-Jugoslavia), in altre si trovarono punti di equilibrio (Cecoslovacchia). La stessa Russia fu costretta a ridimensionare il suo protagonismo sulla scena internazionale.

Tutti questi sommovimenti diedero origine ad una realtà molto complessa e differenziata. Una realtà dove tradizione e modernità, tematiche etniche ed europeiste, rispetto dei diritti umani e sviluppo economico, interessi geopolitici interni ed esterni sono aspetti da tenere in considerazione per una seria ed approfondita analisi della realtà. La situazione non è affatto stabile, anzi… Certamente il fatto che molti paesi di quell’area facciano parte dell’Unione Europea è un buon viatico per un equilibrio complessivo. Tuttavia il ritorno della Russia a un più accentuato protagonismo e la Nato che confina in modo diretto con la medesima sono motivi che inducono a riflettere.

Nessun dubbio che l’Europa dell’Est sia la zona del vecchio continente a maggiore dinamicità politica e sociale, ma questa dinamicità a cosa tende? Questo necessita di essere compreso. Quale la “mission” dell’Europa dell’Est in riferimento all’Unione Europa, alla Russia, al Vicino Oriente e all’Asia Centrale? Come si equilibreranno fra loro i vari paesi facenti parte di quell’area? Su queste linee geopolitiche si svilupperà la storia prossima ventura di quei paesi. E capiremo le reali conseguenze di una storia originatasi nel 1978.

PERCHE’ UN CENTRO STUDI?

L’idea è nata quasi per caso, come quasi tutto nella vita di ognuno di noi. Fu un moto di curiosità a spingermi a conoscere sempre di più quella realtà, allo stesso tempo vicina e lontana da noi. Non avrei mai creduto che Yulia Timoshenko (ex-premier dell’Ucraina) e Lech Walesa fossero così disponibili a farsi intervistare. Un primo passo era stato compiuto.

In seguito, iniziai a contattare Ministeri degli Esteri, Ambasciate d’Italia nell’Europa dell’Est e viceversa, centri di ricerca ed altri soggetti che svolgono un ruolo importante nelle relazioni fra l’occidente europeo e l’oriente europeo. Senza rendermene conto il Centro Studi era nato.

Ma perché costituire un Centro Studi sull’Europa dell’Est quando ce ne sono altri? Per il semplice motivo che la conoscenza è illimitata. Inoltre, bisogna agire sul versante della comprensione diretta. Ecco allora i motivi che mi hanno spinto a sviluppare questa idea: conoscenza e comprensione.

Questo Centro Studi non vuole essere una replica di altri, ma intende essere uno strumento di “start up”. Fornire strumenti di conoscenza e comprensione che tutti possono utilizzare per conoscere e comprendere a loro volta l’Europa dell’Est. Non vogliamo dettare un’Agenda dei lavori. Questo Centro Studi ha un sito: http://www.girodivite.it/-Centro-studi-Est-Europa-.html che è aperto al contributo di chi vuole conoscere o aiutare a conoscere quei paesi. Il Centro Studi come un’agora greca dove la gente si incontra per strutturare nuove modalità di relazioni umane europee. Forse facendo così si aiuteranno gli Stati a cooperare meglio e con più profitto.

ALCUNE INDICAZIONI.

Al momento abbiamo inaugurato da poco il Sito e stiamo cercando di organizzarlo. L’organizzazione del Sito dovrà soddisfare due esigenza: facilità di navigazione e massima interattività. Infatti, ci sarà una parte per così dire di archivistica dove saranno posizionati contributi redazionali, materiali da scaricare e link da consultare. Dall’altra parte, chiunque potrà proporre propri contributi e sarà sviluppato un forum in relazione sia al Sito che a ogni contributo pubblicato. Un nostro obiettivo di fondo sarà anche quello di pubblicare un giornale elettronico strutturato come una newsletter e dei quaderni tematici. Su un altro versante si costituirà una Redazione interna che coordini il lavoro da svolgere e rendere operative tutta una serie di Redazioni nei paesi dell’Est che ci possano permettere di entrare in contatto continuativo con la realtà di quella regione.

Pertanto, invitiamo chiunque voglia collaborare a contattarci utilizzando i sottostanti recapiti di posta elettronica. Si consiglia di accludere una breve descrizione del proprio curriculum come anche di manifestarci su quali aree tematiche si voglia contribuire.

RECAPITI OPERATIVI

Sito:

Centro Studi sull’Europa dell’Est

E-mail:

emanuele.gentile@girodivite.it

centrostudi.esteuropa@girodivite.it


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