Bellezza e leggerezza al teatro greco di Siracusa

XLVIII Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Greco di Siracusa 11 maggio – 30 giugno 2012 - Recensioni a ritroso
di Donatella Guarino - sabato 26 maggio 2012 - 3156 letture

Se dovessi dire quale dei tre spettacoli in scena al teatro greco mi è piaciuto di più non saprei rispondere. Il livello è alto. I cast ricercati. Le scene sono di Rem Kolhaas. Il corpo di ballo è la Dance Company di Martha Graham, mentre gli attori sono dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico. L’atmosfera è sempre speciale…Ma sì, ho riso molto. Vada per la commedia…in questo periodo sono per la leggerezza…

14 maggio - Uccelli di Aristofane diretto da Roberta Torre è davvero uno spettacolo bello! Cinguettii, colori, movimento, musica rimaneggiata del tardo barocco, o contemporanea come la colonna sonora de Il favoloso mondo di Amèlie. I costumi sono effervescenti…ti viene voglia di indossarli…Questa degli uccelli che vita è? Libera, diversa, con principi che poi però diventano simili a quelli di noi umani. Sì perché noi (umani, o travestiti da tali) facciamo presto a stufarci e a voler riprovare cose nuove, ma poi finiamo per ricreare gli stessi elementi. Facciamo progetti con le stesse regole che ci ingabbiano e finiamo per riproporre all’infinito quello che sappiamo fare. Male, bene, benino…Non importa. Riproponiamo schemi che replichiamo all’infinito…

Post It (Frasi che vale la pena di annotare e sulle quali riflettere): • Ci sono tanti uccelli., anche l’uccello mangione “ci sono allora altri mangioni oltre ai politici…”,

La scenografia lega le due tragedie. Le baccanti comincia da dove ha concluso l’azione scenica di Prometeo. La gradinata è il moderno sagrato di un tempio antico, che vive ancora.

12 maggio – Baccanti di Euripide, spettacolo diretto da Antonio Calenda, con Maurizio Donadoni nel ruolo di Dioniso e Daniela Giovanetti, Agave. Il dio Dioniso, figlio di Zeus e di Semele, giunge in forma umana a Tebe, patria della madre, per punire, travolgendone le menti, quanti hanno dubitato della sua natura divina. Rese folli dal dio, le donne tebane e le figlie di Cadmo sono ora fuggite sui monti, per celebrare i riti dionisiaci, mentre il dio si è lasciato catturare dal re Penteo ed incatenare all’interno della sua reggia. Il piano è riuscito, la vendetta è compiuta.

Post It (Frasi che vale la pena di annotare e sulle quali riflettere): • “Gli amori che incantano i cuori degli uomini” • “L’immoralità esiste anche di giorno” • “Non bisogna adirarsi con le persone oneste” • “Essere uniti e pregare gli dei è la cosa più saggia” • “Quando capirai la follia non saprai di soffrire”

11 maggio - Prometeo di Eschilo diretto da Claudio Longhi (aiuto regia Michele Dell’Utri) con Massimo Popolizio nel ruolo di Prometeo e Gaia Aprea nel ruolo di Io. Il dramma è ambientato in Scizia. Potere e Forza, accompagnati da Efesto, hanno catturato il titano Prometeo ed ora lo incatenano ad una rupe: è un ordine di Zeus, che lo punisce per aver elargito favori ai mortali ed aver donato il fuoco agli uomini, ribellandosi al suo volere. In virtù del suo dono profetico, Prometeo conosce un segreto che potrebbe causare la rovina di Zeus, la nascita di un figlio in grado di spodestare il padre: per questa ragione Zeus ordina ad Hermes di raggiungere Prometeo ed indurlo a confessare la verità. A nulla serviranno gli argomenti o le minacce del dio: la collera di Zeus si volgerà contro Prometeo, con tutta la sua violenza, ed il titano cadrà nell’abisso.

Post It (Frasi che vale la pena di annotare e sulle quali riflettere): • Prometeo profetizza: “Ma quanto è giusto capire?” • “Ma di tempo in tempo il dolore si siede accanto a ognuno”


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