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A colazione dal coach...

"Desidero contribuire alla costruzione di un mondo fatto di persone che vive una vita piena, lontana dagli stereotipi del successo e dentro ad un benessere e ad una realizzazione vera e sincera". Intervista al dott. F.Scimò trainer di PNL e Coaching
di Donatella Guarino - venerdì 18 novembre 2016 - 4779 letture

Lavora in giro per il mondo, ma è a Gravina di Catania che lo incontro. Tiene corsi per la formazione del personale, per conto di aziende italiane ed estere. Segue atleti e manager. Insegna all’università. Fa il trainer di Programmazione neurolinguistica e di coaching. E ha un curriculum esagerato! Cerco di essere puntuale. Lui lo è. Lo trovo nell’aula dove sta sempre quando lavora e studia. Mi dice che quello è il posto dove gli allievi vanno quando possono, quando vogliono. Parla con un tono di voce gentile. E sta con lo sguardo puntato, fisso. Che a volte è anche troppo.

• Se dovessi definire Francesco Scimó, che cosa diresti? E’ una persona che vive per ciò che ha sognato: costruire un mondo in cui le persone possano fiorire.

• In che modo? Quello a cui penso è un mondo in cui tutti possiamo credere che c’è altro, c’è di più di quello che abbiamo dimostrato nella nostra storia. In esso le persone possono fiorire: indipendentemente dalle condizioni economiche o dal loro passato, indipendentemente dalle aspettative che gli altri hanno nei suoi confronti, o dalle credenze che ciascuno ha su se stesso.

• Ami il tuo lavoro? Faccio il lavoro più bello del mondo. Sono una persona che ama e crede molto nell’amore (con la A maiuscola ci tiene a precisare, n.d.r.) e di questo mi occupo nel mio lavoro: il mio lavoro è amore in movimento.

• Tu lavori a favore del cambiamento della persona. Quanto è importante comprendere che cosa si desidera affinché avvenga un cambiamento? Si cambia sempre. Che ce ne accorgiamo o meno, siamo tutti entità in continuo cambiamento. Cambiamo in direzione degli stimoli che si creano e che creiamo. Sapere dove vogliamo andare ci permette di selezionare gli stimoli a cui reagiremo e di crearne di coerenti per la nostra crescita.

• Sapere dove si vuole andare vuol dire porsi degli obiettivi, no? Quando vogliamo costruire una vita più rispondente alle nostre intime percezioni, speranze, è importante sentire ciò che ci muove e interpretarlo per determinare la direzione verso cui muoversi. Ci sono troppe persone che cercano di stare e di godere di una vita che pensano di volere, mentre intimamente sognano altro. Possiamo pensare qualsiasi cosa, ma quando sogniamo è il talento che ci parla.

• Avevi un sogno che puoi dire di aver realizzato? Ad oggi tutti. Ma proprio per questo sono sempre in movimento. Appena realizzato un sogno ti accorgi che viverlo te ne crea di nuovi. Ad esempio, desideravo avere una proposta di lavoro specifica e la ottenni, ancora prima di laurearmi. Desideravo vivere nel mondo dell’università americana e trovai sulla strada quella opportunità. Sognavo di specializzarmi in PNL e ipnosi negli USA in modo profondo e mi venne fatta un’offerta incredibile! Ho sognato di poter vivere delle mie passioni e ho trovato in esse il lavoro della vita. Sono stato fortunato e ho saputo sfruttare la fortuna perché ho sempre dato ascolto al mio inconscio che mi ha guidato verso la piena realizzazione dei miei progetti.

• Hai fondato l’ Accademia di PNL e Coaching. Mi sembra che stia vivendo un momento di grazia. L’accademia è il luogo che forma le persone nella capacità di creare cambiamento, nella vita propria e altrui, in modo sano, veloce e duraturo. Cambiare in modo sano significa rispettare i più intimi desideri della persona; non imporre i propri modelli ma semplicemente aiutare l’altro a crescere e fiorire per quello che è intimamente, che desidera, che sogna e vuole creare.

• Chi può iscriversi? Tutti coloro che lo desiderano. L’accademia crea una comunità di persone che credono fermamente che la qualità delle relazioni che si intesse nella vita determina la qualità della vita stessa. La prima relazione è con noi, con le nostre storie, il nostro futuro, le nostre paure e i nostri punti di forza. Poi ci sono gli altri. C’è la sfida che ci pongono a interpretare il loro mondo, a scoprirlo e a conviverci, senza perdere il succo del bello che ci porta dentro ai loro modi di fare, spesso differenti dai nostri.

• Forse è un po’ di moda parlare di relazioni. Tutti ne parlano ma poi… Desidero contribuire alla costruzione di un mondo fatto di persone che vive una vita piena, lontana dagli stereotipi del successo e dentro a un benessere e a una realizzazione vera e sincera. Questo accade quando ognuno di noi declina in un modo unico, quando impara a conoscersi e impara ad usare ciò che ha “in dote”.

• Mi è capitato di seguire le tue lezioni. Spesso parli di tua figlia e di quanto i bambini insegnino agli adulti. Una cosa che puoi suggerire e che possiamo imparare subito dai bambini qual è? L’indipendenza. Essere indipendenti dal giudizio degli altri e dai loro desideri che vogliono condizionarti a cambiare idea. I bambini vogliono giocare al loro gioco e sono fermamente determinati a coinvolgerti. Sono impermeabili a ciò che puoi dire di loro e della loro scelta e così fanno con te o senza di te, perché non è in discussione il loro gioco ma solo con chi lo faranno. Questa è una grande forza. Nella vita ho conosciuto troppi adulti che hanno cambiato idea sul “loro” gioco, per paura di restare soli o per ascoltare il giudizio di altri adulti. Così si rimane frustrati ma ammirati, infelici ma accettati; insomma infelicemente in compagnia. I bambini sanno anche essere felici da soli con il loro gioco, e così trovano sempre qualcuno con cui giocare. Detto in un altro modo, i bambini sono felici perché sanno essere più fedeli a se stessi.

• Qual è la tua giornata tipo? Mi alzo sempre alle 6:30 e faccio mezz’ora di ginnastica. Se non sono in giro per la formazione mi occupo di mia figlia fino alle 8,30, quando la accompagno a scuola. Io amo mia figlia, la amo e la vivo con grande gratitudine e stupore, sempre. Poi lavoro. Sviluppo progetti, studio e faccio incontri individuali. Mediamente una vita normale. Se faccio formazione, invece, passo la mia giornata in aula o in qualche sala conferenze. Se sono in una città che non conosco, finito il lavoro, mi dedico un’ora a camminare per sentire gli odori e le sensazioni che mi trasmette. Quando lavoro in Accademia è sempre festa! L’ambiente è stupendo e le sensazioni incredibili, sempre.

• C’è ancora una cosa di te che mi vuoi dire? (Mi guarda divertito) Sì, una cosa per cui tutti mi prendono in giro: vado sempre a letto presto!

• Che cos’hai in programma per domani? Continuare a costruire i miei sogni, amare le persone che amo, fare il mio lavoro e gioire. La vita è breve e io mi sento ancora un privilegiato. Sarebbe un peccato non sfruttarlo.

Lo ringrazio. Ma mi risponde: “Grazie a te per il tuo interesse, per l’opportunità di far conoscere il mio mondo agli altri e l’amore che trasmetti nel fare il tuo lavoro”. Mi spiazza. E mi fa sentire privilegiata. La nostra giornata continuerà altrove, con tanto altro. A colori o in bianco e nero. Dipende dalle relazioni che scegliamo di avere.

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accademia@francescoscimo.com

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