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26 anni di EMERGENCY

Lavoriamo per costruire una società più giusta, unita e protetta
di Redazione - mercoledì 20 maggio 2020 - 635 letture

“Chi l’avrebbe mai detto che sarei stato curato da voi? Siete gente tosta!”, mi ha detto pochi giorni fa uno dei pazienti del reparto di Terapia Intensiva dell’ospedale in Fiera a Bergamo dove stiamo lavorando.

L’arrivo inaspettato del Covid-19 nel nostro Paese ha decisamente cambiato le carte in tavola. In Italia, è vero, ci lavoriamo già da 15 anni ma credo che nessuno, tra coloro che questa associazione l’hanno desiderata, voluta e costruita esattamente 26 anni fa, avrebbe mai immaginato che i nostri medici, infermieri e tecnici si trovassero a dare una mano proprio in Lombardia. Mentre ci stavamo organizzando per proteggere dal Covid-19 i pazienti e lo staff dei nostri ospedali nel mondo, ci siamo resi conto che era necessario fare uno sforzo in più e fare la nostra parte anche qui.

In questi mesi abbiamo trasformato “Casa EMERGENCY” – la nostra sede milanese – in un centro operativo per il coordinamento di nuovi progetti in risposta all’epidemia: dal supporto a domicilio a chi non doveva e non poteva uscire, alla supervisione delle strutture di accoglienza per chi vive ai margini della nostra società e una casa per isolarsi non ce l’ha, fino alle cure intensive in un ospedale realizzato specificamente per questa emergenza.

Esattamente come era successo in Sierra Leone nel 2014, dove per combattere Ebola avevamo realizzato e gestito l’unica terapia intensiva di tutta l’Africa occidentale per la cura dei pazienti contagiati dal virus. Una cosa che avevamo fatto per un motivo molto semplice: garantire ai cittadini africani lo stesso diritto alle cure gratuite e di qualità a cui abbiamo diritto anche noi “occidentali”. In un Paese lontano e sicuramente meno fortunato del nostro, quell’esperienza ci ha permesso oggi di fare il nostro pezzettino, con competenza e passione, anche a “casa nostra”.

Oggi, a differenza degli anni passati, non possiamo festeggiare come avremmo voluto. Forse però, vedendo bene, questa epidemia che ci tiene distanti fisicamente ci sta indicando una strada per sentirci comunque vicini: stiamo toccando con mano quanto sia fondamentale prendersi cura di tutti – nessuno escluso – e quanto il comportamento di ciascuno di noi sia importante per la collettività.

Eccolo, allora, il mio augurio per questo nostro compleanno: di impegnarci sempre di più e rimboccarci le maniche per costruire, giorno dopo giorno, una società più giusta, unita e protetta.

Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY

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