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Censis: boom smartphone. Diminuiscono spettatori dei Tg e lettori quotidiani

Impietosa analisi del Centro Studi Investimenti Sociali. Giù fiducia in giornali e Tv. Meglio la Radio

di Adriano Todaro - mercoledì 6 dicembre 2023 - 667 letture

È stato presentato il 57esimo Rapporto Censis e, per quanto riguarda i mezzi di comunicazione, Radio, Tv e stampa restano ancora i mezzi d’informazione più affidabili per gli italiani ma... Già c’è un ma che è grosso come un macigno. Infatti il numero di chi segue i TG è diminuito e, purtroppo, continuano a diminuire i lettori dei quotidiani cartacei. Secondo gli intervistati, l’informazione viene ritenuta “confusa” mentre è diminuito l’interesse per la politica e i temi medico-scientifici, mentre i cosiddetti “effimeri” come stili di vita, viaggi e cucina hanno ripreso quota. Vediamo più in dettaglio cosa dice il rapporto Censis.

CRESCE INTERNET – L’utilizzo di Internet fra gli italiani cresce del 4,5% e di quanti utilizzano gli smartphone (l’88,0%: +4,7%). Lievitano complessivamente all’82,4% gli utenti dei social network (+5,8%). Tra i giovani (14-29 anni), il 93,4% utilizza WhatsApp, l’83,3% YouTube, l’80,9% Instagram. Si osserva un forte incremento dei giovani utenti di TikTok (54,5%), Amazon (54,3%), Spotify (51,8%) e Telegram (37,2%). In flessione invece Facebook (51,4%) e Twitter/X (20,1%).

QUOTIDIANI CARTACEI – Nel 2007 erano letti dal 67% degli italiani; oggi sono al 25,4%. (-3,7% in un anno e
 41,6% in quindici anni). Si registra ancora una limatura dei lettori dei settimanali (-1,6%) e dei mensili (- 0,6%). Gli utenti dei quotidiani online invece aumentano al 33,0% degli italiani (+4,7%), un numero comunque inferiore a quanti utilizzano i siti web d’informazione generici (il 58,1%: +4,3%). Sui quotidiani bisogna ricordare che oltre alle motivazioni che ogni settimana cerchiamo di raccontare, c’è anche la chiusura continua delle edicole. Oggi il quotidiano cartaceo l’acquistano solo gli anziani (così almeno ce la raccontano). Ma se chiude l’edicola della zona dove abiti, dove vai ad acquistarlo? In un altro quartiere? (N egli ultimi dieci anni in Sardegna sono sparite 250 edicole, oltre due al mese. In Sicilia negli ultimi dieci anni hanno chiuso circa 400 edicole nel 25% dei Comuni italiani neppure una è in attività , aperta al pubblico. In Italia ci sono attualmente 12 mila edicole operative, 11.904 per l’esattezza, con una contrazione lo scorso anno di 441, pari al 3,5%, contro la chiusura di 844 punti vendita, -6,5%, avvenuta invece nel 2021. Oggi, il maggior quotidiano italiano – il Corriere della Sera – vende 246 mila copie, vent’anni fa ne vendeva 723 mila copie. Lo stesso vale per gli altri. La Repubblica, ad esempio, oggi ne vende meno di 150 mila, nel passato ne vendeva 637 mila copie. La spesa per libri e giornali ha subìto un vero e proprio crollo: complessivamente -37,4%- Ndr ).

LIBRI CARTACEI ED E-BOOK – Gli italiani che leggono libri cartacei sono il 42,7% del totale, i lettori di e-book sono il 13,4%.

BOOM SMARTPHONE – In quindici anni la vendita dei “telefonini” ha fatto registrare un più 724,6%, per un ammontare di spesa di 8,6 miliardi di euro. Anche la vendita dei Pc ha avuto un rialzo elevatissimo (+200,2%). I servizi di telefonia e traffico dati hanno conosciuto un assestamento verso il basso per effetto di un radicale riequilibrio tariffario (-23,6%, per un valore comunque prossimo a 14,2 miliardi di euro sborsati dalle famiglie italiane nell’ultimo anno).

TELEVISIONE – La Tv tradizionale che per tanti anni è stata al centro della riunione serale della famiglia italiana, nel 2022, rispetto al 2021, ha perso il 3,9%. Lieve crescita, invece, per la Tv satellitare (+1,4%) e notevole rialzo per la Tv via Internet (web tv e smart tv arrivano al 52,8% di utenza, ovvero oltre la metà della popolazione: +10,9% in un anno). Boom per la mobile Tv (attraverso i cellulari) che è passata dall’1,0% di spettatori nel 2007 al 34,0% di oggi: più di un terzo degli italiani. I TG, nel 2022 rimangono in testa, nella graduatoria dei mezzi utilizzati dagli italiani per informarsi, ma passano da una utenza del 60,1% al 51,2%. Il 20,3% degli italiani giudica confusa l’informazione televisiva sulla guerra in Ucraina, per il 14,7% è caratterizzata da intenti propagandistici, per il 14,6% genera ansia, per il 13,3% ricerca la spettacolarizzazione, per l’8,9% è del tutto falsa. Complessivamente, i giudizi negativi sono pari al 71,8% del totale. In merito al problema dei limiti da porre alla circolazione delle informazioni in casi del genere, il ​ 60,1% degli italiani ritiene legittimo il ricorso a una qualche forma di censura, secondo il 29,4% limitata però alle notizie evidentemente false, come le fake news accertate.

CONTENUTI E POLITICA – Gli italiani prendono le distanze dalla politica: erano il 39,7% le persone interessate a queste notizie nel 2021, sono il 32,4% nel 2022. Anche le notizie medico-scientifiche, dopo la pandemia, interessano meno. Al primo posto degli interessi degli italiani c’è lo sport poi gli stili di vita, viaggi e cucina. Segue la cronaca nera. Ultima in graduatoria la politica estera (14,4%), che comunque cresce del 3,8% a causa degli eventi bellici.

MOTORI DI RICERCA – I motori di ricerca restano stabili al 23,4%.

RADIO AFFIDABILE – La Radio è il mezzo di comunicazione più affidabile per gli italiani. I radioascoltatori sono il 79,9% degli italiani. Chi utilizza quella di casa, si attesta al 48% di utenza che è -0,8% rispetto al 2021. L’autoradio, invece, sale al 69,0% (+4,6%, un incremento da legare alla cessazione delle limitazioni alla mobilità precedentemente imposte a causa dell’emergenza sanitaria), l’ascolto delle trasmissioni radiofoniche via internet con il Pc è stabile al 20,4% e la fruizione del mezzo attraverso lo smartphone diventa sempre più rilevante: lo fa il 29,2% degli italiani (+5,4% in un anno). Il mezzo radio – mettendo a confronto i principali media, sia se si parla di pandemia che di guerra – risulta più affidabile per gli italiani (70,3%). La fiducia dell’opinione pubblica premia ancora di gran lunga la radio, la televisione e la stampa rispetto alla credibilità attribuita a web e social network.

USCITE CULTURALI – Nel 2022 le uscite culturali ha coinvolto la metà degli italiani. Nel 2023 circa un terzo è restato a casa. In una ipotetica classifica, il 15,5% ritiene che andrà di più al cinema, il 13,2% ai concerti, il 12,6% visiterà monumenti, il 10,7% frequenterà parchi di divertimento, il 10,2% parteciperà a eventi sportivi. Da sottolineare un dato importante: sembra ci sia più voglia di andare in biblioteca (8,8%) che a ballare (7,8%).

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