Sei all'interno di >> :.: Culture | ParoleRubate |

Tutte le felci di Oaxaca

‟Eccomi dunque in viaggio per Oaxaca, dove insieme ad altri appassionati di botanica trascorrerò una settimana alla ricerca di rare specie di felci..."
di Sergej - mercoledì 8 aprile 2015 - 4170 letture

E’ uscito nella Biblioteca Adelphi (630° volume della collana), traduzione di Maurizio Migliaccio, "Diario di Oaxaca" (Oaxaca Journal, 2002) di Oliver Sacks: 155 pagine dedicate al viaggio fatto nel 2000 nella regione del Messico. Una precedente edizione era uscita presso Feltrinelli nel 2006.

f82aac59f6817b7f0e6fc11fe6047838_w240_h_mw_mh_cs_cx_cy ‟Eccomi dunque in viaggio per Oaxaca, dove insieme ad altri appassionati di botanica trascorrerò una settimana alla ricerca di rare specie di felci, felice di lasciarmi alle spalle il freddo inverno newyorkese. Già sull’aereo (un volo dell’AeroMéxico) si respira un’atmosfera completamente diversa. Appena decollati tutti si alzano, incuranti delle spie luminose ancora accese: c’è chi chiacchiera nei corridoi, chi comincia ad aprire le borse con le cibarie, qualche mamma allatta il suo bebè, dando vita a improvvisate scene tipiche di un mercato o di un caffè messicani. Appena messo piede sull’aereo ci si sente già in Messico.”

Che ci fanno un gruppo di (un po’ svitati) pensionati nordamericani nella selvaggia terra di Oaxaca? Ma naturalmente vanno a caccia di felci, che domande. Questi anziani signori, arzilli e indisciplinati come ragazzi sono dei botanici, fanno parte di una associazione di botanica e si sono incontrati i più per la prima volta per questo nobile quanto inusitato scopo: esplorare la terra incognita (per loro) alla ricerca di piante e uccelli per dare sfogo alla loro insana passione. Sachs utilizza l’ironia e l’auto-ironia per descrivere se stesso - anziano e con gli acciacchi della vecchiaia - e questo gruppo di amici. Nel mentre, il gruppetto ha agio di scoprire una terra piena delle antiche vestigia pre-colombiane, e gli usi e costumi di una popolazione che ancora resiste alla modernizzazione. E’ un gruppo di turisti, non è loro compito giudicare ciò che vedono e ciò che comunque succede sotto i loro occhi: la pattuglia di militari che li ferma e li perquisisce perché a pochi chilometri da loro è il Chiapas, con le ribellioni di quelle popolazioni e la repressione dello Stato. Loro sono turisti, anzi peggio: il loro unico credo è la botanica. Attraverso la cortina di tornasole di questa disciplina Oliver Sachs riesce a darci, in controluce, le caratteristiche di una regione, e i problemi di quelle popolazioni. Linguisticamente il libro è molto bello, impreziosito dalle continue citazioni dei nomi di piante e uccelli in latino. Con Sachs si impara sempre tantissimo, non solo qui sulla botanica ma sulla storia della scienza e della cultura. Così si legga l’accenno a Lavoisier, oppure le pagine dedicate allo scempio fatto dai conquistadores della cultura scritta dei popoli centro-americani che utilizzavano la corteccia degli alberi per le iscrizioni.

Io ho finalmente trovato il nome di una pianta che qualche decennio fa trovai in un’aiuola di piazza Borgo a Catania. Ne avevo spezzato un ramo, di questo imponente albero, e l’avevo trapiantata in un vaso. Con mio sommo stupore aveva attecchito e ancora oggi continua a vivere in un balcone di casa. Si tratta di una pianta di psilotum: chi l’avrebbe mai detto? Sachs ne riporta persino un disegno.


Sinossi Adelphi del libro

Neurologia e letteratura hanno reso celebre Oliver Sacks, ma non sono i suoi unici amori. Le opere dei naturalisti dell’Otto­cento, che sapevano fondere entusiasmo scientifico, senso dell’avventura e spirito di osservazione, sono un’altra delle sue passioni: una passione – verrebbe da pensare – irrevocabilmente relegata nel passato dall’Accademia contemporanea. Invece Sacks ha saputo trovare un’isola di affinità, di a­micizia intellettuale e di genuina e disinteressata erudizione riscoprendo il suo interesse infantile per le piante più antiche al mondo – le felci – e frequentando regolarmente le riunioni dell’associazione che se ne occupa, la American Fern Society. Non stupisce dunque che nel 2000, insieme a una trentina di altri pteridologi più o meno dilettanti, sia partito per una spedizione scientifica informale nella regione in cui sopravvive la più alta concentrazione mondiale di specie di felci – lo Stato di Oaxaca, in Messico – e che abbia tenuto un diario di quei dieci giorni di viaggio. La curiosità debordante, l’acume disinvolto e le capacità associative di Sacks hanno poi fatto il resto: lungi dal limitarsi alla tassonomia botanica, il suo sguardo spazia con levità dall’osservazione del passeggio nello zócalo di Oaxaca de Juárez alla storia del tabacco e del cacao, dalla distillazione del mezcal all’architettura antisismica degli Zapotechi, dall’astronomia precolombiana alle spirali logaritmiche presenti in natura, dalle esplorazioni gastronomiche di bevande al cocco e cavallette al legame fra arte rupestre e allucinogeni esotici. «La prima musa di Sacks è la meraviglia per la molteplicità dell’universo» scrisse Pietro Citati a proposito dell’Uomo che scambiò sua moglie per un cappello – e chiunque leggerà queste pagine deliziosamente divaganti non po­trà che confermare il suo giudizio.


Sinossi Feltrinelli del libro

L’autore abbandona il campo d’azione della neurologia e si avventura in un viaggio scientifico e letterario nel cuore del Messico. Motivo ufficiale del viaggio è la ricerca di una specie rara di felce, ma trattandosi di Sacks la missione scientifica si tinge ben presto di un’infinità di sfumature. Insieme ad alcuni botanici e a un manipolo di appassionati, Sacks affronta una ricerca che presto assume le caratteristiche di un’avventura ben più complessa e ricca di sorprese. Scritto in forma di diario, Oaxaca, Messico ci restituisce in presa diretta l’atmosfera del viaggio in tutte le sue possibili variazioni, ci mette a parte delle riflessioni dell’autore con l’intimità riservata a un confidente e ci rende suoi compagni di viaggio.


Chi è interessato a un viaggio turistico a Oaxacla può dare un’occhiata alla pagina di VisitMexico.


Il libro noi lo abbiamo comprato a prezzo intero (16 euro) in libreria, ma negli store online è possibile acquistarlo a prezzo scontato. Sconsigliato l’acquisto della versione ebook: 8,9 euro sono troppe per la versione digitale del libro!



Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -