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Siracusa esclusa dalla selezione per diventare Capitale Europea della Cultura

Un’altra occasione persa per Siracusa. Si continua a precipitare, ma non c’è nessun segno di recupero.

di Emanuele G. - martedì 21 gennaio 2014 - 2909 letture

L’Unione Europea porta avanti dal 1985 l’iniziativa di individuare una città del nostro contiente che possa fregiarsi dell’ambito titolo di Capitale Europea della Cultura.

La prima città prescelta fu per il 1985 Atene, la seconda (1986) Firenze.

A partire dal mese di settembre dell’anno scorso molte città italiane hanno presentato domanda per essere Capitale Europea della Cultura per il 2019. Fra queste Siracusa.

A valutare le candidature ci pensa una Commissione definita "The Selection Panel" presieduta dall’inglese Steve Green.

Fra l’undici e il quindici novembre la succitata Commissione si è riunita presso il Ministero dei Beni e Attività Culturali per incontrare tutte le città italiane che avevano presentato la domanda di candidatura.

Il 16 dicembre sempre dell’anno scorso l’Unione Europea ha pubblicato sul sito riguardante le procedure di selezione per diventare Capitale Europea della Cultura le motivazioni di scelta e di esclusione per quanto riguarda la designazione della Capitale Europea della Cultura per il 2019 sul versante italiano. L’Italia e la Bulgaria ospiteranno le due città - una per ogni Nazione - che saranno capitali europee della cultura per quell’anno.

Come sapete Siracusa è stata esclusa, mentre sono state prescelte le seguenti città: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia, Ravenna e Siena.

Ecco la motivazione - in inglese - dell’esclusione di Siracusa:

"The Panel appreciated the short time the bid team has had to put a project proposal together. In particular it notes the success of creating a regionally based project with 19 municipalities working together. In the time available they have done a sound job. The focus on the Mediterranean and the Euro-Mediterranean cultural area is effective and some emerging projects show promise (for example the La Biblioteca Porto). However the proposal as presented is underdeveloped at this stage and more focused on mapping than on augmenting and differentiating the cultural landscape. The Panel considered that it was weak on the European dimension in sharing the diversity of cultures and the engagement of citizens has been limited. With the considerable number of culturally based restoration projections funded through the EDRF programme the Panel hopes the city will be able to implement much of its programme."

Traduzione in italiano:

"La Commissione ha apprezzato il fatto che la proposta sia stata avanzata avendo così poco tempo. In particolare fa piacere notare che si sia riuscito a creare un progetto di respiro regionale coinvolgendo 19 comuni. Nel poco tempo disponibile hanno realizzato un lavoro più che apprezzabile. Il focus dato in riferimento all’area del Mediterraneo e a quella Euro-Mediterranea non è camapta in aria e ci sono dei progetti reali in tal senso (per esempio La Biblioteca Porto). Tuttavia la proposta come presentata non è molto ben definita. E’ più enunciata che approfondita in riferimento ai fattori di sviluppo e differenziazione culturale. La Commissione ha convenuto che la proposta fosse povera al riguardo della dimensione europea di condivisione delle diversità culturali e il coinvolgimento dei cittadini è stato molto limitato. Eppure ci sono molti progetti di recupero culturale in fieri mediante l’accordo di programma EDRF e proprio per questo che la Commissione spera che la città sia particolarmente abile di implementare buona parte di questo programma."

In sintesi, la Commissione presieduta da Steve Green ci dice che i nostri progetti culturali sono più presenti sulla carta che nella loro concreta attuazione. La cultura, insomma, per noi non è una priorità. Cosa davvero nefasta poiché è dalla cultura che si dovrebbe ripartire per ridare slancio a un territorio sfiancato da una totale mancanza di vera progettualità. Viviamo - per farla breve - in un territorio senza una vera specificità culturale che si trasformi, di conseguenza, in opportune politiche di sviluppo del medesimo.

Che dire? Riflettiamo sulle severe parole della Commissione e finiamo di accusare sempre e comunque Palermo o Roma o Bruxelles perché siano eternamente province babbe.

Abbiamo accluso il documento finale redatto dalla Commissione circa "Le procedure di preselezione e le motivazioni di scelta" E’ in inglese, ma se vogliamo essere finalmente vincenti dovremo un giorno imparare anche le lingue straniere, perché il nostro gretto provincialismo ci sta spingendo ai margini del progresso.


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